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Allarme scuole: "Meno di una su due è agibile". Rischio maggiore

Secondo l'ultimo report di Legambiente, in Italia è agibile meno di una scuola su due: l'allarme dell'associazione e qual è il rischio maggiore

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Legambiente lancia l’allarme sulle scuole: “Meno di una su due è agibile“. A dirlo è il nuovo report Ecosistema Scuola redatto dall’associazione, che scatta una fotografia dell’edilizia scolastica in Italia nel 2024. L’indagine, oltre a evidenziare le carenze strutturali degli istituti italiani, spiega qual è il rischio maggiore a cui sono esposti studenti e personale scolastico.

Allarme di Legambiente: “Meno di una scuola su due è agibile”

“In Italia suona la campanella per milioni di studenti, ma la scuola pubblica continua a restare indietro su edilizia scolastica, sostenibilità e servizi con forti disuguaglianze territoriali“, hanno denunciato da Legambiente.

Secondo il XXV rapporto Ecosistema Scuola, nel 2024 solo il 47% degli edifici scolastici dispone di un certificato di agibilità, mentre appena il 45% ha ottenuto il collaudo statico. Le percentuali calano ulteriormente quando si parla di adeguamento antisismico: meno del 15% degli edifici situati in zone sismiche è stato progettato o adattato secondo le normative vigenti. Inoltre, il 54,8% delle scuole non ha mai effettuato una verifica di vulnerabilità sismica.

Un’altra “nota dolente”, hanno sottolineato dall’associazione, riguarda i fondi stanziati per la manutenzione. Nel 2024 sono diminuiti i finanziamenti per la manutenzione straordinaria degli edifici scolastici, con una media nazionale pari a 39.648 euro per edificio, in calo rispetto alla media annua degli ultimi cinque anni (43.563 euro).

Il Nord si conferma l’area con maggiore capacità di programmazione e spesa, con 41.699 euro, mentre il Sud e le Isole “faticano a trasformare le risorse disponibili in interventi concreti”, rispettivamente con 5.564 euro e 5.234 euro.

Anche la manutenzione ordinaria, “resta sottofinanziata e diseguale“, con una media di 8.338 euro spesi per edificio a livello nazionale.

Qual è il rischio maggiore secondo Legambiente

Tra le maggiori criticità, “preoccupa la sicurezza dei solai, il cui crollo rappresenta ancora oggi la principale causa di incidenti nelle scuole italiane“, hanno evidenziato da Legambiente. Secondo il report, negli ultimi cinque anni solo nel 31,2% degli edifici scolastici sono state effettuate indagini diagnostiche sui solai. Per quanto riguarda gli interventi di messa in sicurezza, appena il 10,9% delle scuole ne ha beneficiato a livello nazionale. Per Legambiente si tratta di “una grave carenza di prevenzione“.

L’associazione ha posto l’attenzione anche sul rischio amianto: nel 2024 circa il 10% degli edifici scolastici presenta ancora tracce di questo materiale, un dato in aumento rispetto al minimo storico registrato tra il 2018 e il 2020 (4%).

Cosa chiede Legambiente al governo per le scuole

Di fronte a questo scenario, Legambiente ha lanciato una serie di proposte al Governo, tra cui la definizione di un Piano nazionale per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, il completamento delle indagini diagnostiche sui solai, l’adeguamento sismico e la riqualificazione energetica.

“Per garantire edifici sicuri, sostenibili e adeguati ai bisogni educativi, la scuola pubblica italiana ha bisogno di investimenti regolari e consistenti nella manutenzione straordinaria e in quella ordinaria”, ha commentato Claudia Cappelletti, responsabile Scuola di Legambiente.

“Seppure da anni vengono stanziati nuovi fondi per l’edilizia scolastica – ha proseguito -, questi continuano a risultare estremamente frammentati, sia per fonte che per livello di governo, generando una dispersione che ostacola la pianificazione strategica e la trasparenza nell’allocazione delle risorse”.

“Per questo chiediamo, in primis, che venga definito un piano e una strategia nazionale per la manutenzione delle scuole prevedendo risorse certe, procedure semplificate e criteri di riparto equi, capace di affrontare con urgenza i casi più critici e garantire il diritto allo studio in ambienti sicuri, accessibili e salubri. Allo stesso tempo è importante anche replicare le buone pratiche già attive nel Paese, come raccontiamo nel nostro report, e che hanno per protagoniste scuole attente alla sostenibilità”, ha concluso Cappelletti.

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