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Alle università italiane 9,4 miliardi: gli atenei con più fondi

Firmato il decreto sulla ripartizione dell'Ffo 2026 da 9,4 miliardi di euro per le università statali italiane: ecco gli atenei con più fondi

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

9,4 miliardi alle università statali italiane. È questa la cifra complessiva del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), il principale strumento di finanziamento degli atenei pubblici da parte dello Stato, per l’anno 2026. Quali sono gli atenei che hanno ottenuto più fondi? Al primo posto c’è l’Università La Sapienza di Roma.

Bernini firma il decreto sull’Ffo 2026: 9,4 miliardi per gli atenei

La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha firmato il decreto che definisce i criteri di ripartizione dell’Ffo 2026, destinato a sostenere il funzionamento degli atenei pubblici, la didattica, la ricerca e il personale.

Tra le novità del Fondo di finanziamento ordinario 2026, come evidenziato dal Mur, c’è l’introduzione di una misura che consentirà agli atenei di finanziare progetti strategici e iniziative innovative di particolare interesse per lo sviluppo del sistema universitario nazionale.

Sul decreto, siglato da Bernini lo scorso 29 luglio, sono stati acquisiti i pareri della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur), e del Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu).

La Crui ha espresso "parere pienamente favorevole", evidenziando come la ripartizione prevista garantisca "un equilibrato bilanciamento tra la valorizzazione del merito e la stabilità economico-finanziaria delle istituzioni universitarie". La Conferenza ha inoltre definito "molto positiva" la decisione di procedere all’immediata ripartizione delle risorse, che "soddisfa l’esigenza prioritaria di fornire alle università una tempestiva certezza in ordine alle assegnazioni finanziarie per l’esercizio in corso".

Quali sono gli atenei con più fondi nel 2026

Per quanto riguarda le assegnazioni destinate ai singoli atenei, La Sapienza è l’università che riceve il finanziamento più consistente con 555,1 milioni di euro. Seguono l’Università di Bologna (464,1 milioni), l’Università Federico II di Napoli (408,2 milioni), l’Università di Padova (395,9 milioni) e l’Università di Torino (347,3 milioni).

Rispetto allo scorso anno, gli aumenti percentuali più significativi (+5%) riguardano:

  • Università per Stranieri di Siena;
  • Politecnico di Bari;
  • Università Politecnica delle Marche;
  • Università Parthenope di Napoli;
  • Università di Catanzaro;
  • Scuola Imt Alti Studi di Lucca;
  • Gran Sasso Science Institute.

Invece, considerando il medio periodo (2019-2026), gli atenei che registrano gli incrementi percentuali maggiori sono:

  • Università di Ferrara (+60,2%);
  • Università di Foggia (+58,6%);
  • Università di Bergamo (+48,9%);
  • Università di Napoli Parthenope (+48,4%);
  • Politecnico di Torino (+47,4%). Tra

Tra le scuole universitarie superiori, le crescite più consistenti coinvolgono:

  • Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia (+214,3%);
  • Gran Sasso Science Institute (+90,3%);
  • Scuola Imt Alti Studi di Lucca (+78,6%);
  • Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (+52,8%);
  • Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste (+45,8%).

Il commento della ministra Bernini sui fondi alle università

"Con il Fondo di finanziamento ordinario continuiamo ad aumentare le risorse per le università", ha commentato la ministra Anna Maria Bernini. "Un impegno – ha proseguito – che si traduce in più capacità di programmazione per gli atenei, più sostegno alla ricerca, qualità della didattica e maggiori opportunità per studenti, ricercatori e docenti".

La ministra ha puntualizzato che "non basta investire di più, serve investire meglio" e ha delineato la "chiara visione" del Governo sul sistema universitario italiano: "Renderlo sempre più attrattivo e internazionale, capace di valorizzare il merito, offrire ai giovani maggiori opportunità e fare della conoscenza uno dei principali motori della crescita economica, sociale e civile del Paese", ha concluso Bernini.