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Appello di Barbero a Valditara su I promessi sposi (e la replica)

Alessandro Barbero e altri docenti universitari hanno lanciato un appello a Giuseppe Valditara sul caso Promessi sposi: la replica del ministro

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Continua il dibattito intorno alla proposta di posticipare la lettura de I promessi sposi dal secondo al quarto anno di liceo, eventualità prevista dalla bozza delle nuove Indicazioni nazionali per i licei. A parlare adesso è Alessandro Barbero, che insieme ad altri docenti universitari ha firmato un appello rivolto a Giuseppe Valditara. Si tratta di una petizione pubblicata su Change.org, dove i professori spiegano perché, a loro avviso, lo studio del romanzo manzoniano dovrebbe restare al secondo anno di scuola superiore. È anche arrivata la replica del ministro dell’Istruzione e del Merito.

L’appello di Barbero a Valditara su I promessi sposi

Alessandro Barbero, insieme ai docenti universitari Roberto Bizzocchi, Pierantonio Frare e Giuseppe Polimeni, ha lanciato una petizione su Change.org intitolata "Un libro per tutti: teniamo I promessi sposi al secondo anno del liceo".

L’appello, rivolto al ministro Giuseppe Valditara, si inserisce nel dibattito nato dopo la pubblicazione della bozza delle Indicazioni nazionali per i licei, in cui si scrive che l’opera di Alessandro Manzoni "non è più un classico contemporaneo" e si invita a proporre nel biennio testi "meno complessi dal punto di vista linguistico".

Pur condividendo alcuni passaggi della bozza, i quattro studiosi contestano lo spostamento del romanzo al quarto anno, che, "nella nuova articolazione proposta dalle Indicazioni nazionali, è quello stesso in cui, citiamo dal testo, ‘si potranno leggere per brani, oltre alla Commedia e alle altre opere dantesche (Vita Nuova, Rime, Convivio), le opere maggiori di autori come (l’elenco è solo indicativo) […] Marino, Galileo, Metastasio, Goldoni, Da Ponte, Parini, Alfieri, Foscolo, Manzoni [perché non ha scritto solo I promessi sposi], Leopardi’. Sempre nel quarto anno, come già nel terzo, ‘gli studenti affiancheranno allo studio sull’antologia la lettura di almeno quattro-cinque libri all’anno'".

Visto che il programma di letteratura del quarto anno è già di per sé molto ricco, secondo Barbero e i suoi colleghi agli insegnanti si aprirebbero due possibilità: "1. Limitarsi a leggere uno o due capitoli, magari costruendo un percorso tematico di pochi e brevi brani dei Promessi sposi: questo offrirebbe una conoscenza parziale, in contraddizione con l’importanza che si assegna al romanzo in altri punti delle Indicazioni; 2. leggere porzioni più ampie; ma una lettura molto ampia e magari addirittura integrale dei Promessi sposi, com’era finora consuetudine al secondo anno del primo biennio, appare improponibile al quarto anno, perché implicherebbe inevitabilmente la rinuncia alla maggior parte degli altri autori, molti dei quali sono imprescindibili nel canone nazionale: Goldoni, Parini, Foscolo, Leopardi".

A loro avviso, con lo spostamento dalla seconda alla quarta classe, sarebbe dunque "inevitabile" una lettura "meno ampia e più frammentaria" del romanzo di Manzoni. Per questo chiedono di mantenere la lettura dei Promessi sposi, "non necessariamente integrale, ma molto ampia", al secondo anno, ritenendola la scelta "più ragionevole" con il tempo a disposizione e con il valore che l’opera continua ad avere per gli studenti di oggi, trattando temi che lo rendono "un classico anche per il nostro tempo".

La risposta del ministro Valditara ad Alessandro Barbero

"Ringrazio il professor Barbero e i suoi colleghi per il loro contributo al dibattito sulle Indicazioni nazionali", ha esordito il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara nella sua replica, pubblicata dal Corriere della Sera.

"Mi ha fatto piacere registrare l’amore per il Manzoni, che personalmente giudico rappresentativo di una visione valorialmente alta, ancora molto attuale", ha continuato.

Il ministro ha ribadito che "proprio per stimolare un dibattito non pregiudizialmente condizionato, non ho voluto commentarle (le Indicazioni nazionali) alla loro pubblicazione". E ha auspicato che la discussione non si concentri solo sulla letteratura e sui Promessi sposi, ma sull’intero impianto del documento: dalla "rivoluzione della matematica" al "ritorno" della geografia, dalla "nuova prospettiva per lo studio della filosofia", all'"educazione al rispetto e all’empatia", fino alle "altre innovazioni che sono contenute nel corposo lavoro della commissione ministeriale".

Valditara ha concluso: "Spero si colga questa importante occasione per parlare dell’alto ruolo culturale che la scuola è chiamata a svolgere".