Salta al contenuto
operatori scolastici iStock

Arrivano gli operatori scolastici: chi sono e quanto guadagnano

Da settembre 2027 a scuola arriveranno gli operatori scolastici: ecco chi sono, quali sono le differenze con i collaboratori e quanto guadagnano

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Da settembre 2027 a scuola arriveranno gli operatori scolastici, una nuova figura professionale del personale Ata. In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza su chi sono, quali sono le loro mansioni, cosa li differenzia dai collaboratori scolastici e quanto guadagnano.

Chi sono gli operatori scolastici, a scuola dal 2027

Dall’anno scolastico 2027/2028, nelle scuole italiane entrerà in servizio l’operatore scolastico. La sua introduzione era inizialmente prevista per settembre 2026, ma lo slittamento è stato determinato dalla conversione in legge del decreto Pnrr (decreto-legge 19/2026, diventato legge 50/2026), che ha posticipato l’ingresso di un anno.

L’operatore scolastico, che fa parte del personale ATA, ha compiti che uniscono attività di sorveglianza, supporto educativo di base e assistenza agli alunni con bisogni specifici.

Come previsto dal Ccnl 2019/2021 della Scuola, l’operatore scolastico svolge le seguenti funzioni:

  • accoglienza e sorveglianza degli studenti nei periodi prima e dopo l’orario delle attività
    didattiche, nel cambio dell’ora o nell’uscita dalla classe per l’utilizzo dei servizi e durante la ricreazione;
  • pulizia dei locali, degli spazi scolastici, degli arredi e delle pertinenze;
  • vigilanza sugli alunni durante il pasto nelle mense scolastiche e, nelle scuole dell’infanzia e primaria, nell’uso dei servizi e nella cura dell’igiene personale;
  • custodia e sorveglianza generica sui locali scolastici;
  • collaborazione con i docenti;
  • attività qualificata non specialistica di assistenza e di monitoraggio delle esigenze igienico-sanitarie agli alunni con disabilità;
  • supporto ai servizi amministrativi e tecnici.

Qual è la differenza tra operatori e collaboratori scolastici

A una prima lettura, le mansioni degli operatori scolastici possono sembrare simili a quelle dei collaboratori scolastici. In realtà, l’operatore svolge sì tutte le funzioni del collaboratore, ma con due responsabilità aggiuntive: l’attività qualificata non specialistica di assistenza e di monitoraggio delle esigenze igienico-sanitarie agli alunni con disabilità, e il supporto ai servizi amministrativi e tecnici.

Per questo motivo, cambiano anche i requisiti d’accesso per il concorso. Mentre per fare il collaboratore scolastico è sufficiente un diploma di qualifica triennale di un istituto professionale, per diventare operatore scolastico è necessario un "attestato di qualifica professionale di operatore dei servizi sociali", come le qualifiche di Oss (operatore socio-sanitario) o Osa (operatore socio-assistenziale), o in alternativa un "diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale" che certifichi "competenze socio-assistenziali". In entrambi i casi, l’operatore scolastico, a differenza del collaboratore, dovrà conseguire la "certificazione internazionale di alfabetizzazione digitale" (Ciad).

Quanto guadagnerà un operatore scolastico

Cambia anche lo stipendio. Come riportato dal Fatto Quotidiano, inizialmente (0-8 anni di servizio) l’operatore guadagnerà 398,33 euro lordi in più annui rispetto al collaboratore. Il divario cresce nel tempo: al termine dell’attività lavorativa (dopo 35 anni di servizio) l’operatore scolastico arriverà a prendere 406,35 lordi in più all’anno.

Secondo quanto previsto dal contratto nazionale, i collaboratori scolastici che desiderano accedere al nuovo profilo di operatore scolastico potranno farlo solo se in possesso di determinati requisiti. È necessario avere un attestato di qualifica professionale valido per l’accesso dall’esterno (come le qualifiche per Oss e Osa) e almeno cinque anni di servizio maturati nella propria area. In alternativa, sarà possibile candidarsi anche con il diploma di scuola secondaria di primo grado, purché accompagnato da un’esperienza lavorativa di almeno dieci anni nello stesso ambito.