Avere un buon rapporto con i prof migliora davvero i voti?
Andare d'accordo con i prof può incidere sul rendimento in modo indiretto, creando un clima più favorevole allo studio e alla partecipazione.
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- Una relazione positiva con gli insegnanti può favorire coinvolgimento, motivazione e disponibilità a chiedere aiuto.
- Avere un buon rapporto con un professore non dovrebbe significare ricevere valutazioni migliori a parità di preparazione.
- Il beneficio sui voti è soprattutto indiretto: sentirsi sostenuti può creare condizioni più favorevoli per imparare.
Durante la carriera scolastica di molte persone alcuni professori diventano dei veri e propri punti di riferimento verso cui si prova molta stima e curiosità. Sentirsi liberi di fare domande e non avere paura di chiedere aiuto può rendere la scuola molto più semplice. Ma avere un buon rapporto con i prof migliora davvero i voti, oppure è soltanto una sensazione? Le ricerche mostrano che una relazione positiva con gli insegnanti è associata a una maggiore partecipazione e quindi anche a un’aumento della motivazione allo studio. Il vantaggio, però, non sembra dipendere dal fatto che il professore regali voti più alti: conta soprattutto il modo in cui un buon rapporto modifica l’esperienza di chi sta in classe.
- Un buon rapporto può aiutare a imparare meglio
- Il professore non dovrebbe dare voti più alti a chi gli sta simpatico
- Chiedere aiuto può fare più differenza della simpatia
Un buon rapporto può aiutare a imparare meglio
Quando si parla di rapporto positivo tra insegnante e studente non si intende necessariamente una simpatia personale. Nella ricerca educativa entrano in gioco elementi più profondi come sentirsi ascoltati, ricevere sostegno quando si è in difficoltà, potersi rivolgere al docente senza timore e percepire che l’insegnante sia interessato all’apprendimento e il benessere di chi studia.
Questi aspetti sembrano avere conseguenze concrete. Una delle più ampie meta-analisi sull’argomento, pubblicata da Debora Roorda e colleghi, ha riunito 189 studi su studenti dalla scuola dell’infanzia alle superiori. Le relazioni positive con gli insegnanti risultavano associate sia a un maggiore coinvolgimento scolastico sia a risultati accademici migliori, mentre rapporti caratterizzati da conflitto erano collegati alla situazione opposta.
Secondo gli autori, una parte del rapporto tra relazione con il docente e rendimento passa proprio attraverso il coinvolgimento dello studente. In altre parole, una persona che si sente sostenuta può essere più disposta a partecipare, impegnarsi e continuare a lavorare anche quando incontra una difficoltà. Non è semplicemente il professore a trattarlo meglio: cambia anche il modo in cui lo studente vive l’apprendimento.
Un rapporto dell’OCSE pubblicato nel 2025, basato sui risultati PISA 2022, evidenzia che gli studenti che percepiscono maggiore sostegno da parte degli insegnanti tendono ad avere risultati migliori in matematica, una maggiore motivazione e capacità di gestire autonomamente lo studio. Riportano inoltre meno ansia nei confronti della matematica e un maggiore senso di appartenenza alla scuola.
Imparare è più quindi più facile in un ambiente nel quale ci si sente sostenuti e si può sbagliare senza temere continuamente il giudizio.
Il professore non dovrebbe dare voti più alti a chi gli sta simpatico
La domanda sui voti porta inevitabilmente a un altro dubbio: se uno studente ha un buon rapporto con un insegnante, potrebbe essere valutato meglio anche a parità di preparazione?
Sul piano ideale, naturalmente, la risposta dovrebbe essere no. Un voto dovrebbe rappresentare ciò si sa e si sa fare rispetto agli obiettivi della materia, non quanto simpatia ci sia tra chi studia e il docente. Nella realtà, però, la valutazione scolastica non è sempre completamente immune dalle impressioni personali.
Una ricerca pubblicata sul Journal of Public Economics ha confrontato, in Brasile, voti assegnati dagli insegnanti e valutazioni effettuate in modo anonimo sugli stessi tipi di prove. I risultati suggerivano che gli studenti considerati meglio educati in classe potevano ricevere valutazioni leggermente più favorevoli, mentre quelli percepiti come più problematici rischiavano una penalizzazione.
Questo studio non dimostra che i professori aumentino i voti degli studenti con cui hanno un buon rapporto. Mostra piuttosto che comportamento e percezioni possono talvolta entrare nella valutazione, anche quando non dovrebbero. Una revisione del 2023 sulla discriminazione nei voti ha infatti rilevato che le caratteristiche degli studenti possono influenzare, in alcuni contesti, la valutazione dei docenti, pur sottolineando le difficoltà metodologiche nel misurare questi fenomeni.
È quindi importante distinguere tra relazione educativa positiva e favoritismo. La prima significa che il professore sostiene lo studente, comunica chiaramente, offre feedback e crea condizioni nelle quali è possibile imparare. Il secondo implica invece concedere un trattamento diverso senza una ragione didattica. Un buon rapporto dovrebbe migliorare le condizioni per arrivare preparati alla verifica, non cambiare il voto dopo che la verifica è stata fatta.
Chiedere aiuto può fare più differenza della simpatia
Nella vita scolastica, il vero vantaggio di avere un buon rapporto con un professore emerge spesso nelle piccole situazioni quotidiane. Uno studente che non ha capito un esercizio può chiedere una spiegazione in più. Chi riceve un brutto voto può domandare dove ha sbagliato invece di interpretare l’insufficienza come un giudizio personale. Chi si sente preso sul serio è probabilmente più disposto a intervenire e a mostrare apertamente le proprie difficoltà.
L’OCSE considera proprio il supporto dell’insegnante una componente importante dell’apprendimento. Nei dati PISA 2022 gli studenti che riferivano di ricevere più sostegno tendevano anche a prestare maggiore attenzione e impegnarsi di più nei compiti, mentre chi ne percepiva meno dichiarava più spesso di perdere interesse o arrendersi davanti a un argomento difficile.
La relazione funziona peraltro in entrambe le direzioni. Uno studente che partecipa, rispetta il lavoro dell’insegnante e dimostra interesse può rendere più facile costruire un rapporto positivo. Per questo molte ricerche osservano associazioni e non permettono di stabilire che sia sempre il buon rapporto a causare direttamente voti più alti. Può accadere anche che gli studenti più motivati ottengano risultati migliori e, contemporaneamente, sviluppino relazioni più positive con i loro professori.