Bando Università Bologna: candidata annuncia prima il vincitore
La candidata a un bando dell'UniBo ha scritto il nome del vincitore prima dell'annuncio dell'esito: la sua denuncia e la risposta del direttore
Un bando del dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna è stato fortemente contestato. Una candidata, che si è presentata per lo stesso ruolo anche in passato, ha scritto una lettera-denuncia al direttore annunciando in anticipo il nome del vincitore, prima ancora che la selezione si concludesse. Secondo lei si sapeva già chi avrebbe vinto, visto che non è la prima volta che succede. Il direttore del dipartimento, però, si è difeso dalle accuse, parlando di approccio regolare nell’iter.
Denuncia di una candidata al bando dell’Università di Bologna
Un’assegnista di ricerca in un prestigioso ateneo italiano, con incarico anche in una facoltà dell’università emiliana, ha inviato una lettera-denuncia al direttore del dipartimento di Scienze Giuridiche di UniBo, il professore Federico Casolari, poco prima dell’annuncio dell’esito del bando oggetto della sua denuncia.
"Le scrivo in merito al bando in oggetto, a cui, come del resto lo scorso anno, ho partecipato. E, come lo scorso anno, probabilmente, lui risulterà il candidato vincente. Ora, non è mia intenzione contestare le indiscusse qualità della candidatura. Mi auguro di sbagliare la previsione", ha scritto la 48enne, come riportato da Il Corriere della Sera.
La 48enne ha scritto nero su bianco il nome del probabile vincitore: si tratta di un professionista che da anni lavora con UniBo: "Io, come qualunque altro candidato, non dovrei essere minimamente in grado di prevedere l’esito di un bando". L"assegnista ha sottolineato il fatto che è stato indetto un bando pubblico per un incarico che ha già il candidato perfetto: "La mia esperienza non potrà mai competere con quella di chi, di fatto, svolge questo stesso lavoro da anni, sicuramente in modo eccellente. E allora, perché, semplicemente, non rinnovare il contratto alla persona indicata, anziché dispendere ore e risorse per emettere un bando, far lavorare una Commissione e aprire, di fatto inutilmente, il concorso anche ai terzi?".
La ricercatrice ha ricordato anche che in altri atenei "sono previsti regolamenti che impediscono di candidarsi a chi abbia intrattenuto rapporti professionali con l’ente che bandisce il concorso negli ‘x’ anni precedenti all’emanazione del bando". Secondo lei anche Bologna dovrebbe seguire questo esempio: "È così difficile e coraggioso intraprendere una iniziativa del genere? In tal modo, vi sarebbe una reale competizione, una reale alternanza e una reale apertura al merito anche di chi, con valide competenze e altrettanto solidi curriculum, diversamente non vincerebbe — e in questo caso non vincerà — mai nulla!".
Dopo l’annuncio del vincitore, che ha confermato la sua tesi, la ricercatrice ha scritto anche al rettore, Giovanni Molari, per metterlo a conoscenza dei fatti.
Il compenso del vincitore è stato aumentato
La 48enne ha anche denunciato il fatto che l’importo dell’assegno è stato aumentato fuori tempo massimo. Nel decreto di approvazione, infatti, ha scoperto "che il compenso è lievitato sino a euro 32.000 euro e ciò è senz’altro possibile, purché, tuttavia, la modifica sostanziale del bando sia accompagnata quantomeno da una riapertura dei termini visto che una cifra più appetibile avrebbe potuto attirare una platea maggiore di candidati potenzialmente interessati e con altrettanto valide esperienze".
Cosa che non sarebbe stata fatta. Di questo la ricercatrice ha messo al corrente il rettore dell’Università di Bologna, per capire se ci sono state delle incongruenze. Ma lui non ha mai risposto.
La risposta del direttore del dipartimento
È arrivata, invece, la risposta del direttore del dipartimento di Scienze Giuridiche: "Questa è la procedura più trasparente possibile, c’è una gara aperta e ogni volta la composizione dei candidati può essere diversa. Noi utilizziamo gli strumenti che abbiamo a disposizione, ci piacerebbe avere diverse unità in più ma quello lo decide l’Ateneo in base ai fabbisogni dei singoli dipartimenti".
Gli incarichi annuali, secondo Federico Casolari, sono lo strumento che i dipartimenti hanno a disposizione: "Le norme sono queste, abbiamo seguito come sempre le procedure. Si tratta del sistema migliore che consente al candidato migliore di prevalere", ha poi aggiunto il professore.
Qual è il bando contestato nel dipartimento di Scienze Giuridiche
Il bando contestato riguarda un incarico di supporto a "Ratio Juris: An International Journal of Jurisprudence and Philosophy of Law", una rivista accademica. Il ruolo prevede la gestione degli articoli in arrivo e il loro smistamento ai diversi docenti, insieme alla partecipazione alle riunioni della rivista. Tra le mansioni previste che è anche il servizio di "english-copy-editing" degli articoli da pubblicare. Il compenso indicato nel bando all’inizio è di 24mila euro lordi, per 12 mesi di lavoro.
La 48enne si è iscritta per partecipare al bando alla fine del 2025, ma aveva già partecipato alla stessa gara anche nel 2024, perdendo per due anni di fila e arrivando sempre seconda. Nel primo bando "era prevista una selezione per titoli e colloquio, mentre quest’anno la selezione è stata solo per titoli". Secondo lei il colloquio è stato tolto per rendere ancora più blindato l’esito della gara.