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La campionessa paralimpica Bebe Vio Ipa

Bebe Vio e la splendida lezione sui bambini: il ricordo all'asilo

Bebe Vio, annunciando il nuovo inizio dell'Academy, ha ricordato un aneddoto di quando andava all'asilo a far giocare i bambini: ecco la sua lezione

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Beatrice Maria Adelaide Marzia Vio Grandis, che tutti conosciamo semplicemente come Bebe Vio, è una delle campionesse italiane di scherma più famose: specializzata nel fioretto ha vinto tantissime medaglie ed è anche un simbolo per lo sport italiano. La sportiva paralimpica ha spesso dato lezioni importanti di vita, nonostante la giovanissima età (è nata nel 1997). In occasione di un suo intervento ha parlato dei bambini e ha anche ricordato un aneddoto che riguarda la sua infanzia, quando andava all’asilo per far giocare i più piccoli.

Bebe Vio e la lezione sui bambini

In un’intervista al Corriere della Sera, Bebe Vio ha raccontato che ha sempre amato stare con i bambini: quando aveva 10 anni andava anche all’asilo per farli giocare. Per lei “sono il futuro. Da loro si deve partire. Quell’asilo è stato importante per me, l’ho scoperto dopo la meningite“. A 11 anni è stata colpita da questa malattia del sistema nervoso centrale, di solito di origine infettiva,, che le ha provocato un’infezione così estesa da costringere i medici ad amputarle gli arti.

È stata per 104 giorni ricoverata in ospedale: appena è uscita è subito tornata a scuola. Ma ha anche fatto ritorno da quei bambini della scuola dell’infanzia che l’hanno riaccolta nonostante i suoi timori. “Avevo 11 anni, mi erano appena state amputate braccia e gambe, il viso e il corpo con le cicatrici. Mamma mi dice: ti aspettano per giocare. Pensavo avessero paura di me, di come ero cambiata. Andai ad aiutare. Stupore: mi avevano riconosciuta, ero la stessa di prima”.

Per Bebe Vio è proprio questa “la bellezza dei bambini. Non interessa come sei, ma chi sei. Capii di lasciare da parte vergogne e paure”. Una lezione che ha conservato per tutta la vita e che le ha permesso di mettere in piedi importanti progetti.

L’Academy di Bebe Vio: un progetto di inclusione e libertà

Nell’intervista, infatti, Bebe Vio ha annunciato che sono ricominciate le attività della Bebe Vio Academy, un momento sempre emozionante per lei. Si tratta di un progetto che la sportiva paralimpica ha fortemente voluto e ha realizzato insieme ad art4sport, l’associazione nata dopo la sua malattia.

Per lei è un’iniziativa molto importante che coinvolge “bambini e bambine, ragazzi e ragazze con e senza disabilità che praticano insieme una decina di sport paralimpici in modo da poter scegliere quello che più piace e andare avanti. Ci credo tanto. A Roma abbiamo aggiunto il bowling e il padel, a Milano lo skate in carrozzina”. Per lei l’Academy è “inclusione che diventa libertà. Senza discriminazioni per la condizione in cui si è. La bellezza della diversità. Vorremmo portarla anche in altre città, a cominciare da Venezia e Torino. Servono sponsor, magari locali”.

Il progetto è nato pochi anni fa, ma per Bebe Vio (che era intervenuta anche in merito alla proposta di Vannacci di creare classi solo per alunni con disabilità) è emozionante vedere i numeri che ha raggiunto: “Ero alle due inaugurazioni, un ragazzo a Roma mi ha detto: ‘Non ho mai visto mio cugino così felice‘. Lo scorso anno a Milano c’era una ragazza in carrozzina. La vediamo tornare in piedi con un ausilio: era migliorata grazie allo sport. Quasi piangevo, anzi tolga il quasi…”.

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