Benigni spiega San Francesco: "Sua la poesia più bella d'Italia"
In tv, ospite da Bruno Vespa, l'attore-regista Roberto Benigni ha tenuto una lezione profonda sulla figura di San Francesco: ecco chi era davvero
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Roberto Benigni ha tenuto in televisione una profonda lezione dedicata a San Francesco d’Assisi, il santo patrono d’Italia e degli animali, degli ecologisti e dei poeti, che si celebra ogni anno il 4 ottobre. L’attore vincitore del Premio Oscar per "La vita è bella" ha svelato che è proprio sua la poesia più bella d’Italia, raccontando chi era il "Poverello d’Assisi" e perché la sua figura è importante nel panorama culturale del nostro Paese.
Qual è la poesia più bella secondo Benigni
Nella serata di giovedì 1° ottobre 2026 Roberto Benigni è stato ospite di Bruno Vespa nel programma Cinque minuti. Il giornalista ha ricordato che l’attore ha dedicato un libro a San Francesco e che domenica 4 ottobre, nel giorno in cui si celebra il religioso, che da quest’anno è anche festa nazionale, sarà protagonista di uno speciale su Rai 1 dal titolo "Francesco – Il cantico".
In questa occasione, Roberto Benigni ha raccontato alcuni aneddoti legati alla figura di San Francesco: "Diceva di non leggere, di essere incolto e ha scritto la poesia più bella d’Italia, tra i francescani ci sono i più grandi teologi di tutti i tempi. Voleva essere il più basso e l’ultimo, è diventato il più grande di tutti". Il patrono d’Italia ha scritto "Il cantico delle creature" quando era quasi cieco: l’attore ha definito il componimento come "la più grande ode al creato".
Chi è San Francesco per Roberto Benigni
Durante l’intervista con Bruno Vespa, Roberto Benigni ha parlato a lungo di chi è stato San Francesco, che per lui "è infinito". Il "Poverello d’Assisi", ha proseguito l’attore-regista, "ha avuto milioni di seguaci, un oceano, era una multinazionale il francescanesimo. Alla fine è rimasto solo. Lo stavano a sentire le persone, gli animali, gli alberi, gli uccelli, i cani, i lupi".
Il frate "è diverso dal poverello che conosciamo, è il più grande plasmatore di anime, dell’umanità. Non si poteva rimanere indifferenti, perché San Francesco è infinito. Pensi che quando qualcuno lo incontrava era talmente impressionato dalla sua aura, dalla sua luce, che scriveva subito qualcosa. Le mamme avevano paura, tenevano i bambini in casa perché avevano paura che venissero contagiati dalla gioia di Francesco".
Il poeta religioso ha anche "vissuto tutte le inquietudini, e tutti i sentimenti umani; ha cambiato tutti i sentimenti, anche i suoi, lei ha sentimenti che non sapeva di avere se non ci fosse stato San Francesco", ha sottolineato Benigni parlando con Vespa, che ha ricordato che però da giovane "si godeva la vita, era un influencer". Per l’attore "era irresistibile" e "un uomo veramente meraviglioso" perché "ha provato tutti i sentimenti del mondo e li ha davvero cambiati".
Nella sua analisi, Benigni ha sottolineato che Francesco ha fatto la differenza all’epoca: "Era ricchissimo e poverissimo, era un cavaliere, un guerriero e il primo pacifista. Amava le donne, quando tutti avevano orrore delle donne, compresa la Chiesa. La Chiesa voleva la guerra e lui voleva la pace".
Roberto Benigni lo ha definito "un innovatore": "Ha le stimmate ed è il giullare di Dio. Una gioia così intensa da diventare matto, era un pazzo di Dio. Che fai di mestiere? Faccio divertire Dio". Ha rinnovato la Chiesa, perché "se c’era una cosa lui era in controtendenza. E la natura, quando tutti parlavano male della natura, lui lodava la natura. Se c’era una cosa in controtendenza da fare, Francesco l’ha fatta. Ha lo sguardo di fuoco sul mondo".
Benigni ha poi affermato: "Era una personalità unica nel nostro mondo e ce l’abbiamo noi, in Italia. Da volergli bene".