Bernini e il caso Fisica al test di Medicina: le due correzioni
Negli appelli del semestre filtro di Medicina, il test di Fisica è stato un vero e proprio caso: la ministra Bernini ha annunciato due correzioni
L’esame di Fisica è stato quello che ha creato più problemi agli studenti del semestre filtro di Medicina. La difficoltà si è percepita fin dall’inizio: al primo appello, il test di Fisica registrava il minor numero di iscritti, segnale che molti aspiranti medici avevano bisogno di più tempo per prepararsi. Dal prossimo anno, però, le cose cambieranno. Lo ha annunciato la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che ha parlato di due correzioni per la prova di Fisica.
Cos’ha detto Bernini sulle correzioni al test di Fisica dal 2026
Siamo arrivati alla fine del semestre filtro 2025, che ufficialmente si chiuderà l’8 gennaio 2026 con la pubblicazione della graduatoria nazionale. La prima applicazione del nuovo sistema di accesso a Medicina, previsto dalla riforma Bernini, ha avuto non poche difficoltà, tanto che il ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) è dovuto intervenire con un decreto per cambiare le regole in corso d’opera.
I risultati del primo e del secondo appello, infatti, non avrebbero permesso di riempire la graduatoria nazionale. Le insufficienze sono state tante, soprattutto in Fisica. E fino al decreto, per accedere era necessario aver superato tutti e tre i test (Fisica, Chimica e Biologia). Così la ministra Bernini è intervenuta, ammettendo in graduatoria anche chi è stato bocciato a uno o due esami e introducendo la possibilità di recuperare (in alcuni casi) i voti rifiutati del primo appello.
Come dicevamo, Fisica è stata la materia più ostica. Tra il primo e il secondo appello, sono circa 11mila gli studenti che hanno ottenuto almeno 18/30 all’esame, contro gli oltre 24mila di Chimica e gli oltre 21mila di Biologia.
“C’è senza dubbio una riflessione da fare sulle domande“, ha detto Anna Maria Bernini in un’intervista a la Repubblica parlando del test di Fisica. La ministra ha annunciato: “È mia intenzione agire in due direzioni. Primo: rendere le domande più attinenti al materiale di studio. Secondo: rivedere la composizione delle commissioni che le formula. Quest’anno erano tutti prof in pensione, forse è necessaria una più articolata rappresentanza del mondo accademico pescando tra docenti di ruolo ed eventualmente anche tra insegnanti di liceo”.
Quali saranno i correttivi alla riforma Bernini dal prossimo anno
Pur ribadendo che “indietro non si torna“, dunque che il semestre filtro resterà anche nei prossimi anni, Bernini ha spiegato che saranno apportati dei correttivi alla riforma per l’accesso a Medicina.
In merito, la ministra ha detto: “Il percorso è migliorabile. E siamo all’opera. Nell’ordine: lavoreremo con le università per allungare il periodo delle lezioni e sposteremo gli appelli a dicembre; tareremo maggiormente i programmi sulle esigenze dei ragazzi; cercheremo di aumentare ancora i posti. E valuteremo il peso da dare agli esami del semestre sulla media della carriera accademica”.
Nel corso dell’intervista, Bernini ha ribadito che, nonostante il boom di bocciati e i numerosi ricorsi preparati da varie associazioni studentesche, la riforma “non è stata un fallimento“. In primo luogo perché “il principio alla base della riforma è l’opposto di un fallimento”.
La ministra ha specificato: “Abbiamo trasformato i candidati dei test – che venivano ghigliottinati e restavano fuori dagli atenei, invisibili, abbandonati a loro stessi – in studenti delle università italiane, già in formazione, con un bagaglio di esami e crediti. Ovvero: dall’esclusione all’opportunità, eliminando lo scandalo dei quiz con domande lunari pure sulla gazza ladra”, ha dichiarato parlando del vecchio sistema di accesso a Medicina, il cosiddetto “quizzone“.
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