Bibbia a scuola, Valditara risponde alle polemiche dei laicisti
Il ministro Valditara risponde alle polemiche sull’inserimento della Bibbia nei programmi scolastici: ecco perché è tra le letture consigliate
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A pochi giorni dal rientro a scuola a settembre, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, augurando i suoi migliori auguri a studenti e insegnanti, ha sottolineato l’importanza di questo nuovo anno scolastico, "che per molti aspetti si annuncia rivoluzionario".
Entrano infatti in vigore i nuovi programmi scolastici, che dalle scuole elementari alle medie rimettono al centro l’italiano, la matematica e la storia occidentale. Tra le letture che vogliono diventare fondamentali, troviamo anche la Bibbia: una scelta che ha scatenato polemiche nei mesi scorsi da parte dei cosiddetti laicisti, sostenitori dell’autonomia dello Stato, delle istituzioni e della cultura rispetto alla religione. È a loro che è rivolta la risposta del Capo del MIM.
- La risposta di Valditara alle polemiche sulla Bibbia a scuola
- Anche alle superiori sarà "consigliata" la lettura della Bibbia
La risposta di Valditara alle polemiche sulla Bibbia a scuola
Tra le letture previste dalle nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo d’istruzione, presentate da Giuseppe Valditara come una "autentica rivoluzione culturale", troviamo anche la Bibbia. L’inserimento di un testo religioso nei programmi di una scuola statale è stato criticato dai laicisti.
"Noi siamo convintamente occidentali e all’interno della cultura occidentale, a differenza di tante altre culture, c’è la laicità dello Stato, che ha un fondamento proprio nei Vangeli ("date a Cesare quel che è di Cesare…, Il mio Regno non è di questo mondo")", ha dichiarato il ministro Valditara in un’intervista rilasciata a Famiglia Cristiana.
Secondo Valditara, è importante conoscere gli elementi fondamentali di questo messaggio, "che è un messaggio universale e che ha caratterizzato la nostra civiltà, la letteratura, la musica, l’arte ma anche valori e stili di vita", ha aggiunto. "È un fenomeno culturale che come tale va conosciuto: non dimentichiamoci, fra l’altro, che la Bibbia rappresenta la radice storica e spirituale delle tre religioni monoteiste" ha concluso, sottolineando come la conoscenza di questa scrittura può diventare uno strumento culturale di dialogo.
La lettura della Bibbia, in particolare, è prevista per il primo ciclo relativamente al primo e al secondo anno della scuola primaria. Le Indicazioni nazionali prevedono quindi l’approfondimento di "personaggi e vicende" bibliche "in forma molto semplificata", con l’obiettivo di permettere agli alunni di conoscere le radici della cultura occidentale.
Anche alle superiori sarà "consigliata" la lettura della Bibbia
A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico 2026/2027, il ministro Giuseppe Valditara ha annunciato inoltre che il testo sacro sarà consigliato anche alle superiori.
Illustrando i principali contenuti delle nuove Indicazioni Nazionali al Meeting di Rimini 2026, ha dichiarato: "Ho voluto che si leggesse anche la Bibbia. E sarà, fra l’altro, consigliata la lettura anche per le scuole superiori insieme con l’Odissea, insieme con l’Eneide, ovviamente I promessi sposi piuttosto che il nostro Dante".
Nella bozza delle nuove Indicazioni nazionali per i licei, che dovrebbero andare a regime nell’anno scolastico 2027/2028, la Bibbia viene citata nella parte dedicata all’insegnamento della letteratura nel biennio. In particolare, ai poemi epici classici, da Omero a Virgilio, "si possono aggiungere testi che stanno alle fondamenta della civiltà umana" e tra questi vengono indicati i miti di aree non occidentali, quelli della tragedia greca e delle Metamorfosi di Ovidio e, soprattutto, "la Bibbia, il Corano e altri testi sacri". Il documento sottolinea anche la necessità di illustrarne "il rilievo storico e la natura di testo sacro per alcune religioni".