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Bonus 1500 a chi sceglie le scuole paritarie: chi può richiederlo iStock

Bonus 1500 euro se scegli scuole paritarie: chi può richiederlo

Tra gli emendamenti alla Manovra è contenuto un bonus da 1.500 euro per chi iscrive i figli alle scuole paritarie, stanziati 20 milioni di euro

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Nella Manovra ci sono anche emendamenti che riguardano la scuola. Uno di questi prevede lo stanziamento di 20 milioni di euro per il 2026 volti a finanziare un bonus da 1500 euro per chi iscrive i figli alle scuole paritarie. La misura è stata presentata da Mariastella Gelmini di Noi Moderati e il responsabile dell’erogazione del beneficio sarà il ministero dell’Istruzione e del Merito.

Come funziona e chi può richiedere il bonus 1500 euro

Il contributo è riservato agli studenti che frequentano la scuola secondaria di primo grado o il primo biennio della scuola secondaria di secondo grado presso istituti paritari.

Possono accedere alla misura le famiglie con un reddito Isee non superiore a 30 mila euro. La determinazione dell’importo seguirà una scala inversamente proporzionale rispetto al reddito dichiarato.

Nello spiegare l’emendamento, Maurizio Lupi di Noi Moderato ha detto che “si tratta di un contributo fino a 1.500 euro a studente se iscritto a una scuola paritaria, secondaria di I grado (medie) o al primo biennio di una scuola paritaria di II grado (superiori)”.

“Oltre al contributo per le famiglie (c’è un limite Isee di 30mila euro) che iscrivono i figli alle scuole paritarie – ha aggiunto – è significativa l’affermazione di principio per cui in una legge di Bilancio dello Stato viene riconosciuto concretamente il principio della libertà di scelta delle famiglie, a cui la nostra Costituzione riconosce il diritto e il dovere dell’educazione dei figli (art. 30)”.

Il commento di Valditara

Riguardo alla misura, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha affermato che “l’approvazione dell’emendamento che introduce per la prima volta il ‘buono scuola’ nel sistema nazionale di istruzione è frutto di un dialogo e di una stretta collaborazione fra le forze di maggioranza e il governo, costituendo il coronamento di una battaglia di libertà portata avanti da tutti i partiti di centrodestra da 30 anni a questa parte”.

Per il titolare del dicastero dell’Istruzione è “un passo importante per consentire anche alle famiglie non abbienti di poter esercitare il diritto di scelta educativa“.

Valditara ha aggiunto che si continuerà inoltre “a incrementare le risorse destinate alla scuola italiana” con le spese autorizzate a favore del bilancio del Ministero dell’Istruzione e del Merito che “aumentano infatti per il 2026 di circa 960 milioni di euro”.

“L’incidenza della spesa per la scuola sul bilancio dello Stato crescerà nel 2026, passando dal 6,2% al 6,3%. Siamo ora in attesa dell’approvazione di un altro importante emendamento – ha concluso – che stanzia 20 milioni di euro aggiuntivi per l’acquisto dei libri di testo sempre in favore delle famiglie meno abbienti”.

Le critiche dell’opposizione

L’emendamento di Noi Moderati non convince l’opposizione.

“Nelle ultime riformulazioni degli emendamenti alla manovra è presente, ancora una volta, il voucher da 1.500 euro per chi manda i figli alle scuole private. Il tutto mentre la stessa manovra taglia quasi 900 milioni di euro alla scuola pubblica da qui ai prossimi anni. È inconcepibile è indecente che da un lato si colpisca in modo così pesante le scuole statali e dall’altro si trovino risorse», è la critica della senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia.

“O forse le famiglie che mandano i figli alla scuola pubblica valgono meno di chi li manda alle scuole private? Gli istituti pubblici – ha continuato – devono già fare i conti con i tagli agli organici della scorsa manovra e con accorpamenti selvaggi che stanno mettendo in ginocchio interi territori, creando difficoltà enormi per famiglie, studenti e personale”.