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Bonus Giovani, la novità studiata dal Governo Meloni ANSA

Bonus Giovani, la novità pensata dal Governo Meloni

L'obiettivo dell'esecutivo di Giorgia Meloni è rendere strutturale il bonus per le assunzioni dei giovani under35, c'è attesa per il Decreto 1 maggio

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Il bonus giovani è una misura introdotta con il decreto Coesione, presente nel Dl 60/2024. Si tratta di un’agevolazione per le aziende che decidono di assumere dipendenti con meno di 35 anni. Salvo novità, l’incentivo però terminerà il 30 aprile. Il Governo di Giorgia Meloni si sta però muovendo per rendere stabile il bonus.

La novità sul bonus giovani

Il governo di Giorgia Meloni sta mettendo a punto il nuovo decreto sul lavoro che dovrebbe essere approvato il Primo maggio, giorno della Festa dei lavoratori. Tra gli obiettivi del provvedimento, sono attesi interventi per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

In particolare, uno dei primi interventi sarebbe orientato a rendere strutturale il bonus per le assunzioni dei giovani under35 (cosiddetto bonus giovani).

L’agevolazione è appunto già attiva dal 2025 ed è stata rinnovata nel decreto Milleproroghe ma con un ministanziamento e solo per 4 mesi. Senza ulteriori interventi da parte dell’esecutivo, le aziende potranno usufruire dell’agevolazione fino al 30 aprile 2026.

Il nuovo decreto, atteso per il 1° maggio, permetterebbe invece di dare continuità alla misura.

Cos’è il bonus giovani

Il bonus giovani è un’agevolazione che consente alle imprese di ottenere un esonero contributivo pieno, fino a 500 euro al mese, sulle assunzioni o stabilizzazioni di giovani mai entrati prima nel mondo del lavoro con un contratto a tempo indeterminato.

L’incentivo può essere riconosciuto per 24 mesi dalla data di assunzione o dalla trasformazione del rapporto.

Per i datori di lavoro, il beneficio più alto si ottiene quando il nuovo ingresso produce un aumento effettivo dell’occupazione in azienda. In questo caso, il taglio dei contributi arriva al 100%, con un tetto ordinario di 500 euro mensili.

Il limite sale a 650 euro al mese per le unità produttive situate nel Sud, oltre che nelle Marche e in Umbria. In sostanza, più cresce davvero l’organico medio dell’impresa, maggiore è il vantaggio economico riconosciuto.

Se l’assunzione non produce un incremento occupazionale netto, la quota si riduce e l’esonero non è più totale ma copre il 70% dei contributi, con un beneficio che quindi passa da 500 euro a 350 euro mensili.

Per capire il risparmio per un’impresa, si può fare un esempio prendendo il caso di un giovane ingegnere impiegato nell’industria, il costo complessivo mensile per l’azienda passa da 3.406 euro, in assenza di incentivi, a 2.906 euro con lo sgravio pieno. Se invece non si realizza l’aumento occupazionale e si applica il bonus ridotto, il costo sale a 3.056 euro.

Cosa succede da maggio e l’alternativa

Se non ci saranno nuovi interventi per estendere il bonus giovani, dal 1° maggio resterebbe disponibile soltanto l’agevolazione strutturale per l’assunzione di giovani con meno di 30 anni.

Il beneficio, in questo caso, si ferma al 50% dei contributi, con un tetto massimo di 250 euro al mese, e può durare fino a 36 mesi.

Un’altra strada percorribile per le aziende che vogliono assumere giovani è quella dell’apprendistato, che continua a rappresentare uno degli strumenti più convenienti per contenere il costo del lavoro giovanile.

Il vantaggio consiste nelle aliquote contributive più leggere e nella possibilità di applicare un inquadramento inferiore rispetto a quello finale, oppure di riconoscere al lavoratore una retribuzione progressiva, collegata al percorso formativo.