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Boom di scioperi a scuola a ottobre 2026, le date già annunciate

L'anno scolastico 2026 - 2027 inizia con un boom di scioperi della scuola: annunciate le date delle mobilitazioni in programma per il mese di ottobre

3 min di lettura

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

La prima campanella non è ancora suonata in tutta Italia, ma sono già in programma tre scioperi che coinvolgeranno anche la scuola nel mese di ottobre 2026. Le mobilitazioni sono state proclamate da diverse sigle sindacali e riguarderanno il personale docente, dirigente e Ata. Nell’articolo vediamo le date e i motivi delle proteste.

Sciopero a scuola il 2 ottobre 2026: chi si ferma e perché

Il primo sciopero dell’anno scolastico 2026/2027 è stato proclamato dalla Csle per venerdì 2 ottobre. Si tratta di uno sciopero giornaliero nazionale rivolto a tutto il personale della scuola e ai lavoratori dei comparti Sanità e Funzioni locali.

Come si legge sul sito della sigla sindacale, "i motivi dello sciopero sono per un abbassamento dei prezzi della benzina, dei generi alimentari, della tassazione feroce attuale; per un aumento degli stipendi per permette alle persone di affrontare il costo della vivibilità quotidiana; per l’avvio verso un indipendenza energetica che ci permetta di essere meno dipendenti da altre nazioni; e per una politica che incoraggi la crescita delle aziende italiane, agricole e non".

Sciopero della scuola il 16 ottobre 2026: i motivi

Lo sciopero di venerdì 16 ottobre, invece, riguarderà esclusivamente il settore Istruzione e Ricerca, coinvolgendo tutto il personale docente, dirigente e Ata di ruolo e precario. La mobilitazione, in programma per tutta la giornata, è stata indetta dal Sisa – Sindacato indipendente scuola e ambiente.

Con questa protesta, come si legge nella proclamazione, il sindacato chiede:

  • l’abolizione del concorso per dirigente scolastico e il passaggio a una figura elettiva;
  • l’assunzione su tutti i posti vacanti e disponibili per tutti gli ordini di scuola anche per il personale Ata;
  • l’immediata creazione del ruolo unico docente, con uguale orario e uguale salario dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado;
  • la riduzione dei costi del Tfa presso le università;
  • l’aumento degli stipendi almeno del 20% netto per far fronte all’aumento dell’inflazione;
  • l’introduzione dello studio dell’arabo, russo e cinese nelle scuole superiori;
  • il pensionamento volontario del personale docente e Ata che risulti invalido civile dal 67% al 100% e che abbiano almeno 30 anni di servizio e contributi (senza vincoli di età anagrafica), con la decurtazione del 2,5% per ciascun anno mancante rispetto ai quaranta anni di servizio;
  • la revisione del sistema di reclutamento dei docenti;
  • abolizione dei 60 Cfu.

Il 30 ottobre è in programma uno sciopero generale

Infine, per venerdì 30 ottobre, l’Usi-Cit (Unione sindacale Italiana – Confederación internacional de los trabajadores) ha proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata che coinvolgerà tutto il personale dipendente pubblico e privato, dunque anche quello impiegato nel settore Istruzione e Ricerca.

La mobilitazione è stata indetta contro:

  • il militarismo;
  • l’aumento delle spese militari e della produzione di armamenti;
  • l’economia di guerra e il conseguente peggioramento delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori;
  • l’esportazione di armi.

Il sindacato chiede:

  • l’azzeramento delle spese militari;
  • l’investimento dei risparmi derivanti dall’abbattimento delle spese militari in politiche sociali nell’ambito disanità, scuola, edilizia pubblica e tutto ciò che costituisce lo stato sociale;
  • il ritiro di tutte le spedizioni militari all’estero.

Infine, Usi-Cit chiede la "smilitarizzazione della società: basta militari nelle scuole e nelle strade".