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Il professor Matteo Bassetti Ansa

Boom Infermieristica, la "lezione del Covid" secondo Bassetti

Ragazzi e ragazze che si sono iscritti superano l'offerta degli atenei: ecco cos'è la lezione del Covid spiegata dal professore Matteo Bassetti

3 min di lettura

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il professor Matteo Bassetti ha pubblicato sui social un post in cui ha commentato alcuni recenti dati che riguardano il corso di laurea in Infermieristica: c’è stato, infatti, un boom di iscrizioni per diventare infermieri e infermiere. Secondo Bassetti, tra i fattori che potrebbero aver contribuito a questa crescita ci sarebbe anche quella che il medico definisce la "lezione del Covid".

Bassetti ha commentato le iscrizioni a Infermieristica

Bassetti, professore ordinario all’Università degli Studi di Genova, ha spiegato: "C’è un dato che mi fa particolarmente piacere: le iscrizioni ai corsi delle nuove lauree in Infermieristica stanno registrando una crescita importante, con domande che in molti casi superano ampiamente i posti disponibili". Per l’anno accademico. 2026/27, infatti, le candidature sono circa 21.500 a fronte di 20.672 posti, con una crescita del 14% rispetto all’anno precedente.

Secondo il medico, si tratta di "un segnale forte. Significa che torna la voglia di fare l’infermiere, di scegliere una professione centrale nel nostro sistema sanitario: negli ospedali e sul territorio, nel pubblico e nel privato".

Cos’è la "lezione del Covid" spiegata dal professor Bassetti

Secondo il professor Bassetti, tra le possibili ragioni della crescita ci sarebbe anche la quella che lui definisce come la "lezione del Covid". "Molti dei ragazzi che oggi scelgono Infermieristica erano alle scuole superiori durante la pandemia", ha affermato il professore, sottolineando che quei ragazzi e quelle ragazze "hanno visto da vicino, anche attraverso le immagini e le testimonianze di quegli anni, che cosa significasse essere medici, infermieri e operatori sociosanitari quando il Paese aveva più bisogno di loro". Con i loro occhi, ha continuato Bassetti, "hanno visto competenza, responsabilità, sacrificio, solidarietà e umanità".

Secondo il medico, quindi, non sorprende che "oggi una parte di quella generazione" ha deciso "di mettersi in gioco proprio in quelle professioni". Secondo lui si tratta di "un bellissimo richiamo ai valori".

L’appello lanciato da Bassetti

Per Matteo Bassetti, però, questa è stata anche l’occasione per rivolgere un appello alle istituzioni. Il segnale lanciato dai giovani, ha affermato il medico, "dovrebbe essere anche un messaggio molto chiaro alla politica: negli ultimi anni troppo spesso il personale sanitario è stato trattato come un problema, messo sotto accusa o lasciato in secondo piano".

Il professor Bassetti ha ricordato che "durante la pandemia, proprio medici, infermieri e OSS sono stati un esempio per milioni di persone". Qualcosa, però, è cambiato: "Oggi quei valori tornano a farsi sentire nelle scelte dei nostri giovani". Giovani che hanno bisogno di sostegno, come ha affermato il dottore: "Adesso tocca a noi dare valore a chi sceglie di prendersi cura degli altri. Se tornano le vocazioni, devono tornare anche condizioni di lavoro, riconoscimento professionale e condizioni economiche adeguate per infermieri, medici e OSS".

Il divulgatore scientifico, infatti, ha specificato che "non basta dire ai giovani che il loro lavoro è importante: bisogna dimostrarlo concretamente". E lui è convinto che "questa crescita delle iscrizioni" possa rappresentare "un segnale di fiducia. Accogliamolo e facciamone un punto di ripartenza. Ben venga. Continuiamo così", ha poi concluso Bassetti il suo intervento sui social.