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borsa di studio ANSA

Borsa di studio a rischio per 10mila studenti: cosa è successo

La denuncia del collettivo universitario Link, secondo cui in Emilia Romagna 15mila studenti rischierebbero la borsa di studio: "Mancano 60 milioni"

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

In Emilia Romagna 10mila studenti universitari rischiano di rimanere senza borsa di studio nonostante i requisiti di merito e di reddito. A denunciarlo è il collettivo universitario Link, secondo cui all’appello mancherebbero circa 60 milioni di euro per garantire la copertura totale a tutti gli idonei.

Perché 10mila studenti rischiano la borsa di studio in Emilia Romagna

"Secondo le stime relative alle risorse attualmente disponibili per Er.Go (azienda regionale per il diritto agli studi superiori dell’Emilia Romagna), a fronte di un fabbisogno complessivo di circa 160 milioni di euro, l’ente regionale disporrebbe di circa 100 milioni", si legge in una nota del collettivo Link riportata da Bologna Today. "Mancherebbero dunque circa 60 milioni di euro per garantire la copertura delle borse di studio per tutte le studentesse e gli studenti idonei".

Il rischio più concreto riguarderebbe le matricole. Link segnala che Er.Go avrebbe scelto di tutelare prioritariamente gli studenti già iscritti agli anni successivi al primo, lasciando ai nuovi scritti il "25%" dei fondi. Tradotto: solo il 15% delle matricole potrebbe riuscire a ottenere la borsa di studio.

Il 24 agosto è scaduto il termine per presentare la domanda per i benefici del diritto allo studio, ma, denuncia Link, "dalla Regione non è arrivata nessuna comunicazione chiara sulla copertura delle borse e sulle risorse effettivamente disponibili". Una situazione definita "inaccettabile" a poche settimane dall’inizio del nuovo anno accademico.

Il collettivo inserisce questa criticità in un quadro gestionale già complesso. Nel corso dell’anno accademico 2025 2026, Er.Go ha cambiato tre direttori, tutti con incarico ad interim. Una situazione che, secondo Link, avrebbe aggravato le difficoltà dell’ente: "Le difficoltà di Er.Go non possono essere ricondotte soltanto al definanziamento strutturale dell’università e del diritto allo studio. A queste si aggiunge una gestione regionale che desta forti preoccupazioni. Una situazione di precarietà gestionale che si è verificata proprio mentre l’ente ha affrontato una delle sue crisi finanziarie più difficili".

Cos’ha detto l’assessore Paglia sulle borse di studio a rischio

Di fronte alle preoccupazioni sollevate da Link, l’assessore alle Politiche per il diritto allo studio universitario della Regione Emilia Romagna, Giovanni Paglia, invita alla cautela. "Prima di iniziare qualsiasi ragionamento, sarebbe opportuno poter disporre di dati significativi", ha dichiarato, come riportato dal Corriere della Sera.

Al momento, ha precisato l’assessore, è disponibile soltanto il "numero grezzo delle richieste inserite, senza che queste abbiano ancora ricevuto alcuna valutazione di congruità". Per questo motivo, secondo Paglia, "gli allarmismi sono ingiustificati in questa fase".

L’assessore ha aggiunto che le domande sembrano essere "in linea con i numeri dello scorso anno" e che si può "essere ottimisti sulle coperture", pur in un contesto complesso, segnato da "l’azzeramento delle risorse Pnrr e la perdurante assenza di risposte e indicazioni del ministero a questo proposito", ha evidenziato.

Paglia ha infine assicurato che la Regione ha già adottato misure per garantire maggiore trasparenza e tempistiche più rapide: "Per consentire alle studentesse e agli studenti di essere informati per tempo rispetto a disponibilità e importo della loro borsa di studio, quest’anno abbiamo anticipato il bando e di conseguenza faremo lo stesso per le graduatorie".