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Bruzzone avverte i genitori: "Discriminateli i vostri figli"

Per Roberta Bruzzone, i genitori dovrebbero "discriminare" i loro figli e diventare "diversamente furbi": il messaggio della psicologa sull'educazione

3 min di lettura

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Essere genitori significa anche saper dire di no, mettere dei limiti e accettare che i figli non siano d’accordo con le loro scelte educative. È questo il messaggio lanciato dalla psicologa e criminologa Roberta Bruzzone, che invita mamme e papà a "discriminare" i propri figli, evitando di farsi condizionare dalle "mode del momento" e dalle continue richieste di bambini e ragazzi.

Perché i genitori dovrebbero "discriminare" i figli per Bruzzone

"I figli si lamentano dell’educazione impartita? È normale. Assecondarli non è la soluzione", ha detto Roberta Bruzzone in un intervento pubblico ripreso in un reel su Instagram.

"Discriminateli i vostri figli, fate i genitori diversamente furbi", è l’appello della psicologa: "Fate quelli che scelgono in base a quello che è un criterio educativo e non in base alla moda del momento. Ci riusciamo?".

L’invito a "discriminare" i propri figli non ha a che fare con l’accezione comune del termine, ma con la capacità dei genitori di fare delle scelte sulla base di ciò che viene ritenuto educativo, senza adeguarsi a quello che fanno gli altri.

Bruzzone ha proseguito: "Mi direte: ‘È difficile, si lamenta sempre’. Eh, lo so". Da qui la sua provocazione: "Se non volevi questa complessità, c’è un sacco di animali al canile: te lo potevi andare a prendere lì la creatura da seguire, no?". Invece, "se vuoi un figlio, il figlio pone una serie di questioni. E se vuoi educarlo come si deve – ha aggiunto – devi fare il genitore consapevole e finirla di seguire quello che dice la massa". Altrimenti, "tuo figlio sarà come molti altri, cioè una povera creatura alla deriva", ha concluso.

Cosa significa educare i figli secondo Roberta Bruzzone

Secondo Roberta Bruzzone, "educare non significa dire sempre sì" ma "costruire freni interni", come ha scritto in un post pubblicato su Instagram lo scorso luglio. E per farlo, suggerisce, è necessario "allenare" il cervello dei figli fin da piccoli.

Sul tema ha spiegato: "La corteccia prefrontale è la parte del cervello che permette a un figlio di fermarsi, pensare, scegliere, reggere la frustrazione e non trasformare ogni impulso in azione". E questa parte del cervello, ha aggiunto, "non si potenzia con genitori arresi", ma con "limiti chiari, conseguenze coerenti, emozioni nominate, ‘no’ mantenuti, errori riparati e adulti presenti".

Per questo, ha precisato, "un figlio senza regole non è più libero, è più fragile". Perché "se non impara da piccolo che non tutto ciò che prova deve diventare comportamento, da grande rischierà di scambiare ogni limite per un’offesa e ogni frustrazione per un’autorizzazione a esplodere".

Bruzzone ha sottolineato quanto sia importante per bambini e adolescenti imparare a riconoscere le emozioni, a nominarle e a gestirle, perché permette di distinguere ciò che si prova da ciò che si fa. Perché, osserva, "tuo figlio può essere arrabbiato ma non può essere violento, può essere deluso ma non può distruggere, può soffrire ma non può usare il dolore per manipolare".

La psicologa ha concluso il suo post con un monito ai genitori: "L’amore senza regole non è amore, è resa educativa. E i figli non hanno bisogno di genitori arresi".