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Roberta Bruzzone Ansa

Bruzzone: "Se vuoi fare il genitore questa cosa la devi sapere"

Roberta Bruzzone è intervenuta nel dibattito dei minori esposti all'uso degli smartphone, avvertendo i genitori su una cosa che dovrebbero sapere

3 min di lettura

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Roberta Bruzzone è tornata a parlare dei rischi che i bambini corrono se sono esposti all’uso dei telefoni cellulari. La criminologa e psicologa forense ha spiegato che chi sceglie di diventare genitore deve conoscere una cosa fondamentale. In diverse occasioni pubbliche, Bruzzone ha ribadito l’importanza di informarsi ed essere consapevoli che gli smartphone possono essere potenzialmente pericolosi, soprattutto per i più piccoli.

Cosa devono sapere i genitori secondo Bruzzone

Su Instagram Roberta Bruzzone ha pubblicato un estratto di un suo intervento pubblico, nel quale ha sottolineato che i genitori hanno il dovere di informarsi sui rischi legati all’uso di smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici.

"Oggi come oggi c’è una quantità industriale di informazioni di questo tipo. Quindi non mi venite a raccontare: ‘Ma io non lo sapevo‘", ha affermato la criminologa: "Se vuoi fare il genitore consapevole, questa roba la devi sapere, oggi". Secondo Bruzzone, lo stesso principio valeva anche in passato. "I nostri genitori dovevano sapere che rischi c’erano con l’eroina, perché noi camminavamo in mezzo alle siringhe. Un genitore consapevole si poneva il problema di spiegarci cos’era l’eroina e che tipo di rischi si correvano".

Roberta Bruzzone ha spiegato cosa dovrebbe fare un genitore: "Ti spiega quali sono i rischi e ti mette nella condizione di riconoscerli prima che diventino un problema". Eppure oggi la situazione è molto preoccupante: "Abbiamo genitori che non hanno la più pallida idea di quello che fanno: ti schiaffano davanti sul cellulare, così sei ipnotizzato e non rompi le scatole e alcuni hanno anche il coraggio di pensare di essere dei buoni genitori", ha sottolineato l’esperta.

Perché per Bruzzone i genitori dovrebbero discriminare i figli

Anche in occasione di altri interventi pubblici, Roberta Bruzzone ha affrontato il delicato tema degli smartphone dati ai bambini piccoli. La criminologa ha anche invitato i genitori a fare scelte educative consapevoli, anche quando significa andare contro le abitudini o le mode del momento.

"I figli si lamentano dell’educazione impartita? È normale. Assecondarli non è la soluzione", ha affermato Roberta Bruzzone, aggiungendo poi: "Discriminateli i vostri figli, fate i genitori diversamente furbi. Fate quelli che scelgono in base a quello che è un criterio educativo e non in base alla moda del momento. Ci riusciamo?".

L’esperta ha riconosciuto che non sia semplice adottare questo tipo di approccio e ha lanciato una provocazione: "Se non volevi questa complessità, c’è un sacco di animali al canile: te lo potevi andare a prendere lì la creatura da seguire, no?", perché "se vuoi un figlio, il figlio pone una serie di questioni. E se vuoi educarlo come si deve devi fare il genitore consapevole e finirla di seguire quello che dice la massa".

A quali genitori la criminologa toglierebbe i figli

In un’altra occasione, Roberta Bruzzone è arrivata a dire che lei toglierebbe i figli ai genitori che consentono di utilizzare smartphone e tablet in tenera età. "A un genitore che già ai primi due, tre anni di vita di un figlio gli pone sotto il naso un tablet o un cellulare, io gli leverei i bambini, ve lo dico con la massima onestà".

I bambini piccoli, ha proseguito la psicologa forense, sono esposti a "danni a livello di percezione, curva dell’attenzione, capacità di ragionamento critico che sono spaventosi", con conseguenze sull’apprendimento e sulla crescita. Secondo Bruzzone, gli scienziati lo hanno detto chiaramente: "Smartphone e tablet sono strumenti straordinariamente pericolosi. Lo sono per gli adulti, figuriamoci per un minore che viene totalmente risucchiato da questo tipo di strumento ancora prima di imparare a parlare".

Bruzzone ha poi invitato i genitori a non far sì che siano gli algoritmi a educare i loro figli.