Bruzzone sui danni di tablet e smartphone: "Gli leverei i bimbi"
La psicologa e criminologa Roberta Bruzzone attacca sui danni "enormi" di tablet e smartphone nei bambini: "A quei genitori gli leverei i figli"
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"Gli leverei i bimbi", ha detto Roberta Bruzzone esprimendo la sua posizione nei confronti dei genitori che permettono ai figli piccoli di utilizzare smartphone e tablet. La psicologa e criminologa denuncia i danni che i dispositivi digitali possono provocare nello sviluppo cognitivo dei bambini, soprattutto quando vengono esposti nei primi anni di vita: la curva dell’attenzione si abbassa, l’apprendimento del linguaggio rallenta, così come lo sviluppo del ragionamento critico.
Bruzzone spiega i danni di tablet e smartphone ai bimbi
"Bisogna imparare i vocaboli, e questi ragazzi leggono poco, sono tutti impegnati a vedere contenuti". Inizia così l’intervento di Roberta Bruzzone, pubblicato su un reel Instagram, dedicato ai "danni enormi" che tablet e smartphone possono provocare sui bambini.
Dopo aver spiegato le conseguenze della povertà di linguaggio che oggi sta riscontrando nei giovani, la psicologa ha evidenziato: "La curva dell’attenzione si è abbassata in maniera drastica. Ora se ne sono resi conto, adesso li vietano a 16 anni. Adesso. È un po’ tardino". Anche se non lo esplicita, si intuisce che qui Bruzzone fa riferimento ai social. Diversi Paesi, infatti, stanno introducendo norme per vietare l’uso delle piattaforme a bambini e adolescenti. Anche in Italia si sta discutendo di una legge che vada in questa direzione.
La criminologa ha ripreso: "A un genitore che già ai primi due, tre anni di vita di un figlio gli pone sotto il naso un tablet o un cellulare, io gli leverei i bambini, ve lo dico con la massima onestà". L’esperta ha spiegato che i genitori che permettono a figli così piccoli di usare device "gli stanno facendo dei danni a livello di percezione, curva dell’attenzione, capacità di ragionamento critico che sono spaventosi". E ha aggiunto: "L’esplosione di tutti questi fenomeni legati alle problematiche dell’apprendimento, della curva dell’attenzione e quant’altro, sono tutti dovuti a questo tipo di problema".
La psicologa ha proseguito: "Adesso la neuroscienza ce l’ha detto chiaro: smartphone e tablet sono strumenti straordinariamente pericolosi. Lo sono per gli adulti, figuriamoci per un minore che viene totalmente risucchiato da questo tipo di strumento ancora prima di imparare a parlare". Il risultato? "Parlano tardi e male, perché non parlano con un altro essere umano, interagiscono con dei video, con Peppa Pig", ha chiosato Bruzzone.
Bruzzone avverte i genitori: "Figli educati da un algoritmo"
Bruzzone si è rivolta nuovamente ai genitori: "Quello che sta educando i vostri figli non siete più voi, è un algoritmo, che in base a quello che (il figlio) sceglie di vedere, gli proporrà una visione del mondo che penserà essere genuina". E "la capacità di distinguere ciò che è credibile da ciò che è reale è diventato oggi un lusso".
Per la psicologa il quadro è preoccupante: "Abbiamo consegnato questi ragazzi a un futuro veramente incerto, l’intelligenza artificiale farà il resto".
Roberta Bruzzone ha chiuso così la sua riflessione: "La settimana scorsa un’intelligenza artificiale ha attaccato un’azienda in maniera del tutto autonoma, senza il controllo degli operatori. Se ne sono accorti mentre l’attacco stava avvenendo. Immaginatevi che cosa sta per succedere, altro che Skynet".