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Bufera su Jason Arday, più giovane prof nero di Cambridge: chi è iStock

Bufera su Jason Arday, più giovane prof nero di Cambridge: chi è

Sociologo e simbolo della diversità nel mondo accademico, sono spuntate accuse di aver copiato la tesi di dottorato

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Jason Ardey sta facendo discutere il mondo accademico e non solo. Nel 2023 è diventato il più giovane professore di colore a essere assunta dalla prestigiosa università di Cambridge, ma ora sarebbe al centro di diverse accuse di plagio e sarebbe anche emerso che avrebbe mentito su alcune imprese raccontate in interviste e nella sua autobiografia. Il prof si difende, pur ammettendo in parte le sue colpe, dicendo che si tratta di strategie per estromettere gli accademici neri.

Chi è Jason Arday

Jason Arday è un sociologo e professore all’università di Cambridge. Negli ultimi anni è diventato simbolo della diversità e dell’inclusività del mondo accademico britannico.

La sua storia appare abbastanza incredibile. Autistico, con un ritardo globale dello sviluppo e dislessia sin da bambino, il prof ha raccontato di non aver parlato fino a 11 anni e che fino alla maggiore età non sapeva leggere né scrivere efficacemente.

Ardey ha sostenuto di aver superato l’analfabetismo verso la fine dell’adolescenza. Successivamente, è diventato un accademico mentre lavorava come insegnante di educazione fisica, prima di conseguire il dottorato e insegnare in quattro università, per approdare infine a Cambridge.

Nel 2023 è appunto diventato il più giovane professore di colore ad aver ottenuto una cattedra nell’ateneo inglese.

L’accusa di plagio e i dubbi sulla sua biografia

Nelle ultime settimane, sono emerse delle ombre sul suo percorso formativo e sulla sua biografia. Jason Arday, come riporta Repubblica, ha ricevuto diverse accuse di plagio sulla sua tesi di dottorato, discussa nel 2015 presso la Liverpool John Moores University.

L’elaborato contiene evidentemente parti copiate e incollate di un’altra tesi, realizzata sei anni prima da una studentessa della Brunel University, Paula Zwozdiak-Myers.

Inoltre ci sono testi presi da un paper del celebre epidemiologo Anjum Memon. Il caso è stato fatto emergere da un ex ricercatore di Cambridge, Nathan Cofnas.

Arday si è difeso in una lunga intervista al Time, inizialmente ammesso alcune sue colpe.

L’uomo ha detto di essere "responsabile degli errori che ho commesso" ma ritiene crudele il modo in cui è stato dipinto, "come una sorta di bugiardo e mitomane".

Il prof ha inoltre sostenuto che le parti plagiate siano una conseguenza del suo autismo e delle sue "forti difficoltà di apprendimento" e che "non è stato supervisionato a sufficienza dalle autorità di Cambridge".

Ombre sarebbero emerse anche riguardo al passato e ad alcune esperienze della vita di Jason Arday. Al Guardian, il prof aveva raccontato di aver raccolto 5 milioni di sterline per enti di beneficenza nell’arco di vent’anni.

Lo avrebbe fatto correndo 30 maratone in 35 giorni, un’impresa di cui ha parlato sia nelle interviste sia nel suo libro. Durante alcuni eventi pubblici ha inoltre dichiarato di aver percorso di corsa 600 miglia in sei giorni.

Riguardo ai 5 milioni di sterline raccolti, cifra enorme per una persona non famosa, Arday ha precisato al Guardian che il denaro era stato raccolto con l’aiuto di "numerose associazioni nell’arco di due decenni", senza rivelare quali per presunti "accordi di riservatezza che gli impediscono di divulgarne l’identità".

Il Guardian ha chiesto conto al prof anche della corsa di 600 miglia in sei giorni, impresa da maratoneti da record e compiuta da poche persone al mondo. Arday ha spiegato che, in realtà, è stata completata nell’arco di 12 giorni.

Il sociologo aveva sostenuto in passato di aver subito minacce razziste, fisiche e verbali, ma anche su questi episodi ci sono dubbi in quanto alla polizia non risulterebbero denunce.

La difesa di Arday sulle "strategia per estromettere accademici neri"

Alle accuse, Jason Arday ha replicato esortando a prendere in considerazione le "strategie subdole e incessanti" volte a estromettere gli accademici neri screditandone il lavoro "con il pretesto dell’integrità accademica".

Secondo Arday, per cui è partita una campagna pubblica in suo favore guidata dal leader dei Verdi Zack Polanski, una schiera di ricercatori e osservatori bianchi sarebbe a capo di un progetto atto a distruggere le carriere dei professori neri.

Tuttavia, alcuni autorevoli accademici non bianchi e appartenenti a minoranze etniche, interpellati dal Guardian, hanno affermato che le accuse di plagio contro di lui sono fondate e che le presunte azioni di Arday rischiano di danneggiare anche altri studiosi delle questioni razziali.

In ogni caso, l’università di Cambridge ha confermato il posto di Arday dopo un’attenta valutazione del suo caso. A marzo la commissione dell’ateneo ha concluso che i problemi relativi alle citazioni erano il risultato di "errori commessi in buona fede e comprensibili".