Bufera su Per sempre sì di Sal Da Vinci: interviene prof Galiano
'Per sempre' sì di Sal Da Vinci finisce nella bufera: il prof Enrico Galiano fa l'analisi del testo della canzone vincitrice del Festival di Sanremo
Dopo la vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo 2026, la sua Per sempre sì non ha smesso di far parlare di sé. Il brano, applaudito sul palco dell’Ariston, è finito nella bufera sui social, dove alcuni lo hanno definito un "inno al patriarcato". Anche il prof e scrittore Enrico Galiano è intervenuto nel dibattito che si è acceso introno alla canzone proponendone l’analisi del testo.
La polemica contro Per sempre sì di Sal Da Vinci, vincitore di Sanremo
Come sempre accade, anche il brano che ha trionfato al Festival di Sanremo 2026 non ha messo tutti d’accordo. Ma in questo caso le critiche non si sono limitate al gusto musicale. Al centro della discussione è finito soprattutto il testo e il messaggio di Per sempre sì di Sal Da Vinci.
"Lo stile neomelodico può piacere e non è pericoloso come, invece, il messaggio di questa canzone", ha scritto su Facebook Gianna Fratta, direttrice d’orchestra e insegnante.
"È lui, il maschio, che fa dono del giorno più bello alla sua regina vestita di bianco. Le concede un regalo. Solo da accettare (con l’accetta)", ha proseguito la pianista, osservando che il brano promuove un’idea della coppia come "unica motivazione" che "dà senso all’esistenza".
"Mentre parliamo di educazione sentimentale, di femminicidi, di patriarcato, vince questa canzone. Sono affranta", ha concluso Fratta.
A farle eco anche la scrittrice Irene Renei, che nel suo blog Donne che pensano ha scritto: "Far vincere un testo come il suo in un palco che pochi minuti prima ha visto ospite il padre di Giulia Cecchettin è una contraddizione così potente da fare paura. Chiediamoci dunque chi siamo, e cosa vogliamo essere e diventare. Perché far trionfare quel ‘per sempre io e te’ non è romantico, è amaro come il veleno. Al primo che verrà a dirmi che è solo una canzonetta, rispondo già che la canzone è costume e specchio della società. E in questo preciso specchio io vorrei che mia figlia e le vostre figlie non riconoscessero mai il proprio volto".
L’analisi di prof Galiano sulla canzone Per sempre sì di Sal Da Vinci
"La canzone che ha vinto Sanremo è stata accusata di essere l’inno del patriarcato. Ma è vero? Beh, scopriamolo insieme facendo l’analisi del testo". Viste le polemiche, il professore Enrico Galiano ha deciso di proporre l’analisi del testo di Per sempre sì in un video pubblicato su Facebook, come ha fatto anche con altre canzoni del Festival.
"Se c’è una cosa che non si può dire di questa canzone è che non è chiara. Il suo concetto base è questo: io ti voglio sposare. Questo è il riassunto della canzone che lo capiamo già dal titolo", ha sottolineato l’insegnante.
Galiano ha poi mostrato tutte le immagini utilizzate nel testo per parlare dell’amore e del matrimonio, a partire dalla metafora del re e della regina, che si riferisce a "un immaginario fondamentalmente fiabesco".
"La seconda immagine che utilizza (Sal Da Vinci) è quella del regalo", ha spiegato il docente che, dopo aver fatto l’analisi logica di una strofa, ha aggiunto: "È lui che regala a lei questo matrimonio, in un rapporto quindi di asimmetria".
La terza immagine identificata da prof Galiano è quella del "legame, la stretta, la corda, quel filo che ti tiene uniti (la coppia), con sentimento. Questo è il nodo più delicato, perché si parla della fusione totale, l’idea che senza l’altro la vita non sia nulla".
Galiano ha precisato: "Questo tipo di retorica è molto presente nella musica italiana, però veicola un’idea di amore come dipendenza identitaria, cioè: io esisto solo in quanto tuo marito o tua moglie. Non due individui che si scelgono, ma due metà che l’una senza l’altra non esistono". Per questo, ha precisato, "non puoi dire che è l’inno del patriarcato, però puoi dire che alimenta un tipo di sentimento, un tipo di immaginario amoroso".
Un immaginario in cui "l’amore è eterno, definitivo, irrevocabile – ha continuato -. Dove non c’è spazio per il cambiamento, per la trasformazione e per i momenti no. Cioè, il per sempre sì è come se non includesse la possibilità del no. Voglio dire, dal ‘per sempre sì’ al ‘sempre sì’ il passo è breve".
Da qui la conclusione di Galiano: "Quindi, dopo un’attenta analisi del testo, Per sempre sì è l’inno del patriarcato? No, però veicola una visione dell’amore in cui molti, molti, molti non si riconoscono più".