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Bullismo a scuola (e non solo): come scrivono vittime e carnefici iStock

Bullismo a scuola (e non solo): come scrivono vittime e carnefici

La perito grafologa Candida Livatino ha analizzato le caratteristiche della grafia di chi agisce con prepotenza e chi subisce atti di bullismo

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Spesso nei casi di cronaca vengono riportati episodi di bullismo. Il fenomeno è ancora molto diffuso tra i giovanissimi e, per prevenirlo, è utile riuscire a riconoscere chi tende ad avere comportamenti prepotenti e chi potrebbe esserne vittima. La perito grafologa e giornalista pubblicista Candida Livatino ha analizzato le caratteristiche della scrittura dei probabili bulli e di chi potrebbe subire il bullismo.

Le caratteristiche della scrittura del bullo

Livatino, come riportato sul suo sito e in un articolo di TgCom24, spiega che l’analisi della scrittura può supplire, in parte, alla mancanza di dialogo con un bambino o adolescente e che ci sono alcuni segni grafologici, facili da individuare, che possono dare indicazioni sul comportamento e sulle emozioni dell’autore.

L’esperta sottolinea che lo stampatello, peraltro diffuso tra i giovani, “è un indicatore del fatto che il ragazzo non vuole mostrarsi per quello che è, anche solo per non far trasparire le sue insicurezze“.

Se scrive le lettere in grandi dimensioni, il giovane “evidenzia che si sente forte, quasi onnipotente, intoccabile ma solo perché è inserito in un gruppo che lo gasa”.

Livatino aggiunge che “questa presunta forza spesso evapora appena si trova da solo”.

L’insoddisfazione viene dimostrata invece dai tremolii e dalle stentatezze che possono trovarsi nello scritto e che spesso sono un segnale indicativo anche di una rabbia esistenziale, ovvero che il mondo circostante appare ostile e nemico.

“La rovesciata a sinistra (cioè la pendenza verso il lato sinistro del foglio) – aggiunge la grafologa – indica che il ragazzo non si sente capito e per questo se la prende con gli altri. Vuole essere al centro delle attenzioni, primeggiare e quindi cerca la provocazione o reagisce in maniera aggressiva alle osservazioni altrui. Ovviamente è l’insieme di questi segni, non uno solo, che può far scattare un allarme nei genitori. A quel punto è fondamentale cercare comunque un dialogo e far sentire quell’affetto e quella considerazione che in fondo sta cercando”.

La scrittura delle vittime

Le caratteristiche della scrittura possono segnalare anche chi potrebbe essere vittima di bullismo. In questo caso la dimensione delle lettere è piccola, “evidenziando così fragilità caratteriale, insicurezza nel modo di agire e incapacità di esternare quanto gli sta accadendo”.

Entrando nel dettaglio, Livatino spiega che “il taglio della lettera “t” è basso, come è bassa la sua autostima ed insoddisfacente la percezione che ha di sè. Con i suoi atteggiamenti insicuri e autosvalutativi presta il fianco alle provocazioni e agli scherzi pesanti del bullo e del suo branco. A volte addirittura arriva a giustificare chi lo aggredisce, ribaltando su di sé la colpa di quanto accade o dicendo che è solo un gioco”.

Un altro segno grafologico tipico di chi subisce “è l’addossata (all’interno di una parola la lettera si appoggia a quella che la precede). Evidenzia la sensazione di non essere all’altezza della situazione, la paura di non farcela e, conseguentemente, l’ansia che ne deriva”.

L’esperta porta all’attenzione anche la pressione esercita sul foglio da chi scrive. Se è “leggera, a volte quasi inesistente” può essere “il segnale che manca di energia e quindi di capacità di reagire alle prepotenze altrui”.

Per i genitori e gli insegnanti, anche osservare la grafia dei ragazzi potrebbe essere utile per individuare situazioni di sopraffazione o di bullismo e mettere atto azioni per prevenirle o correggerle.