Schettini e la lezione ai giovani su bullismo e commenti negativi
Prof Vincenzo Schettini ha lanciato un nuovo appello ai più giovani in merito al fenomeno del bullismo, un fenomeno che non smette di preoccupare
“Non credete a chi vi dice che non valete nulla”. È con queste parole che prof Vincenzo Schettini è tornato su due delle tematiche più delicate per i giovani: il bullismo e i commenti negativi (che in diversi casi vengono anche dagli stessi adulti).
Vittima anche lui di questi fenomeni, in passato, ha voluto lanciare un importante appello alle ragazze e ai ragazzi presenti alla sua lezione-spettacolo “La fisica che ci piace” che ha a Largo San Vito a Tramutola, in Basilicata.
- Prof Schettini contro il bullismo: l'appello ai più giovani
- "Non sapevo scrivere": la confidenza di prof Schettini
- I numeri sul bullismo in Italia
Prof Schettini contro il bullismo: l’appello ai più giovani
Non manca di unire nozioni di fisica a insegnamenti di vita, prof Schettini, l’insegnante e divulgatore che spiega una materia così ostica, unendola ai sentimenti e alla vita quotidiana, con parole ed esperimenti semplici e immediati. Lo fa dietro a una cattedra a scuola, ma anche durante i suoi spettacoli teatrali che conquistano tutti, dai più piccoli agli adulti.
In occasione della serata dedicata a “La fisica che ci piace” a Tramutola, il docente ha voluto dedicare parole significative al tema del bullismo, una piaga sociale che non smette di preoccupare, soprattutto tra i più giovani.
Schettini ha lanciato loro un appello importante: non concentrarsi sulle parole del bullo, ma piuttosto pensare al bene che si riceve, come riporta la Gazzetta della Val d’Agri: “Perché nella vita ci sarà sempre un amichetto che vi vorrà bene”, ha spiegato il prof di fisica.
“Non sapevo scrivere”: la confidenza di prof Schettini
Essere vittime di bullismo significa anche perdere la fiducia in se stessi. Un altro tema legato ai commenti negativi che si ricevono, su cui Schettini si è voluto soffermare per ribadire un nuovo invito ai giovani: quello di non mollare mai, di credere in se stessi riconoscendo però i propri limiti ed utilizzandoli come sfida per migliorare e non come ostacolo. “Non credete a chi vi dice che non valete nulla”, ha aggiunto il docente.
Una grande lezione di vita che nasce dalla sua esperienza personale, che ha voluto confidare ai presenti: la sua insegnante di italiano gli aveva sempre ribadito che lui non era predisposto alla scrittura. “La mia professoressa aveva ragione, io non sapevo scrivere. E se da ragazzino ci rimanevo male, con il tempo ho lavorato su questo aspetto impegnandomi a migliorare e riuscendo, alla fine, a scriverne ben due di libri“.
Non solo li ha scritti, ma ha anche ricevuto riconoscimenti. Il suo primo libro “La fisica che ci piace” è entrato nella top ten dei libri di saggistica più venduti in Italia, aggiudicandosi il Premio “Elsa Morante Ragazzi Esperienze”, e nel 2023 nelle librerie è uscita la sua seconda opera “Ci vuole un fisico bestiale”.
Schettini ha quindi lanciato un ulteriore appello ai giovani studenti: “Se la vostra professoressa vi dice che non sapete fare una cosa, utilizzate le sue parole come ulteriore sfida che possa consentirvi di migliorare”
I numeri sul bullismo in Italia
Le parole di prof Schettini si riferiscono a un fenomeno drammatico: 1 ragazzo su 5 è vittima di bullismo in Italia. È ciò che emerge dal report dell’Istat “Bullismo e cyberbullismo nei rapporti tra ragazzi”. I numeri parlano chiaro: nel 2023 il 68,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha dichiarato di essere rimasto vittima di almeno un comportamento offensivo non rispettoso e/o violento, online e/o offline, nei 12 mesi precedenti, mentre il 21% ha dichiarato di essere stato vittima di bullismo, cioè di aver subito questi comportamenti in maniera continuativa.
Chi sono i giovani più bullizzati? Ad essere più spesso vittime di bullismo sono i ragazzi stranieri. Il 26,8% di loro dichiara di avere subito, nell’ultimo anno, comportamenti offensivi, non rispettosi e/o violenti con una cadenza più che mensile, contro il 20,4% riscontrato tra i coetanei italiani.
Tra alcune collettività straniere il fenomeno è ancora più accentuato: emerge che i ragazzi di nazionalità romena e ucraina sono più frequentemente vittime di atti di bullismo, rispettivamente il 29,2% e il 27,8%.
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