Buoni pasto a scuola: la nuova proposta in Italia
Il sindacato Anief ritiene che i buoni pasto a insegnanti e personale Ata sia un diritto da riconoscere nel contratto collettivo nazionale
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- La proposta sui buoni pasto è firmata Anief, Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori
- L'obiettivo è riconoscere il beneficio al personale scolastico che svolge attività lavorativa per più di 6 ore al giorno
- Il MIM ha attivato un Piano Welfare per il personale scolastico con convenzioni e agevolazioni dedicate
L’Anief, Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori, da diverso tempo si batte per far ottenere i buoni pasto al personale scolastico. Questa agevolazione è concessa ai lavoratori del pubblico impiego ma esclude i docenti e gli ATA in quello che l’associazione ritiene sia una disparità di trattamento.
La proposta sui buoni pasto
L’obiettivo dell’Anief è inserire il beneficio attraverso una disposizione di legge oppure nella contrattazione, riconoscendolo al personale che svolge attività lavorativa per più di sei ore nell’arco della giornata.
Sul sito del sindacato, si legge che continua la battaglia in tutte le sedi per l’introduzione dei buoni pasto da assegnare anche al personale scolastico.
L’Anief continua a proseguire sul tavolo delle trattative con l’Aran, proponendo una strada pragmatica per superare la mancanza di nuove coperture economiche da parte dello Stato.
In assenza di fondi pubblici aggiuntivi, l’organizzazione sindacale suggerisce di attingere alle risorse già destinate alle singole istituzioni scolastiche, riallocando somme attualmente previste per altre voci spesa.
Un’operazione che richiederebbe principalmente la volontà politica di rivedere la gestione dei finanziamenti d’istituto all’interno della contrattazione.
I buoni pasto per il pubblico impiego
Nel pubblico impiego il buono pasto è riconosciuto come servizio sostitutivo della mensa per il personale che resta in servizio oltre una certa soglia oraria.
La maggior parte dei dipendenti delle amministrazioni centrali ne beneficia da anni, mentre il personale scolastico è ancora oggi fuori dal perimetro di quasi tutti i CCNL di settore.
Si tratta di una differenza che pesa, soprattutto per chi resta a scuola in orario pomeridiano, accompagna gli studenti in attività extracurricolari, copre turni lunghi nei collegi docenti, nei consigli di classe e negli scrutini.
Il tema è al centro del tavolo ARAN per il rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, su cui si sta dibattendo da diversi mesi.
L’Anief sui buoni pasto a scuola
"Come sindacato chiediamo l’inserimento definitivo del buono pasto nel rispetto del principio di equità, riconoscendo il diritto a tutti i lavoratori scolastici, docenti e ATA, che prestano attività per più di sei ore giornaliere", ha affermato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.
Secondo Pacifico, "il buono pasto nella scuola potrebbe essere riconosciuto nel contratto collettivo nazionale, come un diritto della categoria".
"Adesso, appurato che non vi siano risorse pubbliche aggiuntive per questo importante servizio – ha spiegato in una nota – si potrebbero, ad esempio, ricavare i fondi della contrattazione delle scuole come quelli per la retribuzione della formazione in orario di servizio. È un’idea e sarebbe utile sapere cosa ne pensano i lavoratori".
In attesa che il negoziato faccia il suo corso, si ricorda che il MIM ha attivato dal 2023 un Piano Welfare per il personale scolastico con convenzioni e agevolazioni dedicate, accessibili tramite area riservata sul portale ministeriale.
Su questo fronte le scuole possono incentivare la partecipazione, segnalare le agevolazioni attive e integrarle con eventuali misure proprie.
Come si legge sul sito del ministero, l’iniziativa del MIM è rivolta a tutti i soggetti in grado di offrire beni e servizi a prezzi scontati nei seguenti settori: alimentare e ristorazione, cultura e intrattenimento, vacanze e viaggi, centri estivi, abbigliamento e articoli sportivi, servizi per le famiglie, sport e palestre, tecnologia ed elettronica.