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Burioni e la scuola di infermieri a Che Tempo Che Fa: è polemica

A Che Tempo Che Fa, Roberto Burioni ha parlato di "scuola per infermieri" ed è scoppiata la polemica: cosa è successo e la replica del virologo

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Roberto Burioni, noto virologo e divulgatore scientifico, è finito al centro di una polemica dopo una sua dichiarazione sulla “scuola per infermieri” in tv a Che Tempo Che Fa. Le sue parole, pronunciate con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla carenza di infermieri, hanno suscitato reazioni contrastanti, in particolare da parte della comunità infermieristica.

Cos’ha detto Burioni sulla scuola di infermieri a Che Tempo Che Fa

Durante la puntata del 5 ottobre di Che Tempo Che Fa, il programma sul Nove condotto da Fabio Fazio, Roberto Burioni ha lanciato un allarme riguardo alla carenza di personale infermieristico in Italia. Nel dettaglio, il virologo ha dichiarato: “Per la prima volta quest’anno non sono stati coperti tutti i posti disponibili nelle scuole per infermieri. Chi ci cura? È un problema enorme“.

Burioni ha voluto evidenziare una criticità che rischia di compromettere la tenuta del sistema sanitario nazionale. A suo avviso, la riduzione del numero di iscritti ai corsi di laurea in Infermieristica rappresenta una minaccia per la qualità dell’assistenza sanitaria.

Polemica sulle parole di Burioni a Che Tempo Che Fa sulla scuola di infermieri

Tuttavia, l’espressione “scuole per infermieri” ha sollevato obiezioni da parte di chi ritiene che il termine non renda giustizia alla complessità e alla dignità del percorso universitario infermieristico. Il quotidiano d’informazione sanitaria Nurse Times ha pubblicato un articolo critico nei confronti di Burioni, accusandolo di aver utilizzato un linguaggio “impreciso” e “fuorviante”.

Parlare di ‘scuole per infermieri’ quando ci si riferisce a corsi di laurea universitari in professioni sanitarie svilisce anni di formazione, ricerca e qualificazione professionale – hanno spiegato dalla redazione -. Quella di Burioni è una semplificazione che fornisce ai commentatori superficiali l’alibi per colpevolizzare i giovani o ‘incolpare’ gli aspiranti studenti, quando la questione è molto più complessa”.

Secondo la testata, dunque, parlare di “scuole per infermieri” anziché di corsi di laurea in Infermieristica rischia di svilire il percorso accademico e professionale degli infermieri, distogliendo l’attenzione dalla vera emergenza: la carenza strutturale di personale e le condizioni lavorative spesso difficili.

L’articolo sottolinea come il “vero problema” non sia tanto il numero di iscritti, quanto la mancanza di investimenti, di riconoscimento professionale e di politiche di valorizzazione del ruolo infermieristico.

“Anziché sottolineare questi guasti strutturali, il messaggio di Burioni è scivolato sul terreno facile della frase ad effetto – ha aggiunto la redazione di Nurse Times -. Se l’obiettivo era richiamare l’attenzione sull’emergenza di personale infermieristico, bene. Ma allora si usino parole e proposte che contano”. Per la testata, “il rischio concreto” è quello di lasciare il “tema vero ancora una volta sullo sfondo”, lasciando spazio solo a “titoli urlati” e “analisi superficiali“.

La replica di Burioni sulla scuola di infermieri

Di fronte alle critiche, Roberto Burioni ha deciso di rispondere attraverso un post su Facebook, pubblicando lo screenshot del titolo dell’articolo di Nurse Times, “Burioni parla di ‘scuole per infermieri’: un errore che distoglie dall’emergenza reale”.

Nel suo commento, il virologo ha scritto: “I nuovi confini dell’autolesionismo. Uno porta all’attenzione pubblica i problemi della tua professione (della quale quasi tutti se ne fregano) e tu lo attacchi perché ha usato il termine ‘scuola per infermieri’ che non ti piace, e non si capisce perché, visto che viene usato comunemente per i medici e nessuno si lamenta”.

Burioni ha poi concluso: “A questo punto bisogna chiedersi se uno è babbeo o frustrato (anche in questo caso è consentito il cumulo delle cariche)”.

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