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Tavola da surf in spiaggia iStock

Ca' Foscari, il prof surfista studia il mare per salvare le coste

All'Università Ca' Foscari di Venezia c'è un prof amante del surf che sta studiando un sistema per prevedere i rischi della mareggiate sulle coste

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Alessio Rovere è un professore universitario, che da quando aveva 15 anni ha una grande passione per il surf. Il docente ha trasformato questo sport in un progetto fondamentale per studiare le mareggiate e cercare di salvare le zone costiere dall’allagamento. Il suo sistema è in grado di prevedere quasi in tempo reale questo rischio che si verifica in caso di onde molto alte. Come funziona il suo progetto, com’è nata l’idea e qual è l’obiettivo?

Il progetto del prof surfista per salvare le coste

Alessio Rovere è professore ordinario di Geografia fisica e Geomorfologica presso l’Università Ca’ Foscari Venezia. Il docente sta realizzando un sistema di previsione degli allagamenti costieri provocati dalle onde. Si tratta di un bollettino, che può essere consultato dai Comuni costieri, dalla Protezione Civile e dai gestori del territorio, per avvisare dell’imminente arrivo di una mareggiata e della sua entità. Il software sarà in grado di informare in merito al rischio di inondazione.

Il progetto si chiama Marina, acronimo di Multi-model Approach for Runup and Inundation Analysis: per questa idea Ca’ Foscari ha ottenuto un finanziamento Erc Proof of Concept di 150 mila euro. È la naturale evoluzione di Warmcoasts, un precedente lavoro di Rovere, dedicato a litorali e livelli marini, che era stato finanziato dall’Erc Starting Grant con 1,5 milioni di euro.

L‘insegnante universitario, originario di Ponente Ligure, in provincia di Savona, è attualmente impegnato nella sperimentazione del sistema su due siti pilota, "le spiagge del Lido, e il litorale veneto più in generale, per le caratteristiche esemplari nel contesto adriatico e la costa ligure, rappresentativa dell’altra faccia della penisola italiana", come riportato da IlNordEst. A gennaio 2027 inizieranno i 18 mesi per la presentazione dei risultati.

Quando era ricercatore, Rovere ha studiato come si comportano le onde, come si sposta il sedimento, come cambia il livello del mare, mentre da quando è a Venezia si occupa di osservare la laguna e il mare e, in particolare, quello che succede al di là del Mose. "Abbiamo evidenza di mareggiate intense e del fatto che, con il passare degli anni, le coste siano sempre più antropizzate". Per questo sarebbe utile "trasformare modelli matematici in strumenti empirici, rapidi e applicabili al caso concreto, utile per i decisori. A tutela delle comunità locali, delle attività che insistono sui litorali, dell’ecosistema".

Qual è l’obiettivo del prof surfista della Ca’ Foscari

Il professore universitario ha spiegato che "l’obiettivo è usare in modo inedito catene di modelli d’onda matematici esistenti per ottenere una previsione più celere delle mareggiate che possono abbattersi, anche violentemente, sulle nostre coste". Si spera di poter anticipare di sei ore il manifestarsi dell’evento, come avviene per le previsioni meteo che usiamo ogni giorno. Si tratta di "un margine di tempo utile ad allertare, ad esempio, i bagnanti di allontanarsi dalla riva del mare, o i bagnini negli stabilimenti balneari affinché valutino se smontare le prime file di ombrelloni".

Rovere ha voluto studiare Venezia e la Liguria perché "sono due contesti alternativi. A differenza della costa ligure, dove la spiaggia ha una pendenza forte per cui le onde si rompono vicino alla riva, a Venezia la spiaggia ha un’inclinazione dolce, le onde si infrangono al largo ma ciò non significa che la loro risalita sulla battigia o sulle strutture costiere sia meno dannosa" perché "può esserci in contemporanea l’acqua alta, il che rende ancora più complesso valutare il quadro d’azione".