Caldo estremo nelle aule di scuola, il caso finisce in Parlamento
Il deputato del M5s Antonio Caso ha presentato in Parlamento un'interrogazione al ministro Giuseppe Valditara in tema di caldo estremo a scuola
In Parlamento è stata depositata un’interrogazione sul caldo estremo registrato nelle aule di scuola di tutta Italia. L’atto, indirizzato al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, è stato presentato dal deputato del Movimento 5 stelle Antonio Caso.
In Parlamento l’interrogazione a Valditara sul caldo estremo a scuola
L’1 luglio il deputato cinquestelle Antonio Caso ha presentato un’interrogazione a risposta in commissione rivolta al ministro Giuseppe Valditara in tema di caldo a scuola.
"Le condizioni di caldo estremo nelle scuole non sono una novità, ma una conseguenza ormai strutturale dei cambiamenti climatici. Eppure continuiamo a farci trovare impreparati", si legge nella nota del parlamentare, che ha citato i dati del XXIII Rapporto sulla sicurezza a scuola di Cittadinanzattiva, secondo cui solo il 7,42% delle sedi scolastiche italiane è dotato di impianti di climatizzazione o ventilazione, ovvero 4.457 sedi su 60.030.
"Il problema non riguarda solo gli studenti, ma anche chi nella scuola lavora ogni giorno – ha aggiunto -: dirigenti, docenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Nelle scuole, inoltre, si continua a lavorare anche durante l’estate e, con il Piano Estate voluto dal ministro Valditara, diversi plessi probabilmente resteranno aperti anche a luglio e agosto".
Secondo Caso, "non si può pensare di tenere aperte le scuole senza affrontare seriamente il nodo delle condizioni climatiche negli edifici". Pur evidenziando che "la responsabilità ricade in larga parte sugli enti locali", il deputato pentastellato ha fatto notare come "troppo spesso questi enti non dispongono delle risorse necessarie per interventi strutturali adeguati".
A suo avviso "serve una strategia nazionale, con risorse dedicate, programmazione e criteri chiari". E ancora: "Servono un piano straordinario di adeguamento climatico degli edifici scolastici e regole nazionali chiare per tutelare davvero studenti e lavoratori della scuola", ha concluso il deputato del M5s Antonio Caso.
L’appello del Cnddu al ministro sul caldo record nelle aule
Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani (Cnddu), alla luce del caldo record registrato a giugno — mese di scrutini, esami di Maturità e attività nelle scuole dell’infanzia — ha inviato un appello al ministro Valditara chiedendo "l’avvio di un piano nazionale di riqualificazione degli edifici scolastici". Un intervento che, secondo l’associazione, "non è più rinviabile", orientato all’efficientamento energetico, alla climatizzazione degli ambienti e all’adattamento delle strutture agli effetti ormai strutturali dei cambiamenti climatici.
Dello stesso avviso è il prof e scrittore Enrico Galiano, che in un articolo pubblicato sul Libraio.it ha spiegato perché la climatizzazione delle aule "è diventata un’emergenza".
"Il caldo influisce sulla concentrazione, sulla fatica, sull’attenzione e sulla capacità di rimanere presenti su un compito. Pesa sui docenti, certo, ma pesa soprattutto sugli studenti", ha scritto. E ha evidenziato come le elevate temperature pesino ancora di più "su chi ha già un ostacolo davanti", ovvero "chi ha difficoltà di attenzione, chi ha bisogni educativi speciali, chi dorme male, chi a casa non ha una stanza fresca dove studiare, chi arriva a scuola già stanco". Per questo, sostiene, si tratta di una "questione di giustizia".
In tal senso, un segnale positivo arriva da Roma, dove è stato lanciato il progetto "Scuole verdi" per la riqualificazione e l’efficientamento energetico del patrimonio scolastico di Roma Capitale. L’iniziativa, insieme al programma promosso dalla Città Metropolitana, porterà alla climatizzazione di tutte le scuole della provincia romana.