Salta al contenuto
scuole iStock

Caldo record in Italia, scuole riaperte a ottobre: nuova proposta

Con il caldo record registrato a giugno in Italia, Anief torna a chiedere che le scuole siano riaperte il primo di ottobre: la nuova proposta

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il caldo record che sta interessando l’Italia riporta al centro del dibattito pubblico il tema della gestione della didattica, visto soprattutto che la stragrande maggioranza degli istituti nostrani è prima di impianti di condizionamento dell’aria. E mentre alcune scuole d’infanzia, dove le attività educative sono ancora in corso, hanno anticipato la chiusura, il sindacato Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori) lancia una nuova proposta: posticipare l’avvio dell’anno scolastico prevedendo che le scuole vengano riaperte a ottobre.

La nuova proposta sulla riapertura delle scuole a ottobre

Le alte temperature che stanno attraversando l’Italia stanno mettendo in difficoltà molti istituti, da una parte i nidi e le scuole dell’infanzia, che termineranno le attività il 30 giugno, dall’altra migliaia di studenti e docenti ancora impegnati con l’esame di Maturità.

La situazione non è diversa in altri Paesi europei. Per esempio, l’ondata di calore che ha travolto la Francia ha costretto a misure d’urgenza, con la chiusura anticipata di numerose scuole e il rinvio delle prove orali del Baccalaureat, l’esame di Maturità francese.

"Con 6mila scuole chiuse o orari ridotti, lezioni solo in aule condizionate in Francia, 10mila prove finali rinviate, l’Italia cosa fa? Come Anief diciamo no a lezioni d’estate". A parlare è il presidente di Anief, Marcello Pacifico.

Visto l’aumento delle temperature nei mesi estivi, il sindacato è tornato a proporre di posticipare l’inizio dell’anno scolastico "al primo ottobre e terminarlo a giugno, rimodulando il calendario settimanale". Questa richiesta, hanno spiegato da Anief, "nasce dall’emergenza climatica per tutelare la salute e la sicurezza di studenti e personale, evitando di svolgere lezioni in aule sovraffollate e prive di climatizzazione con temperature vicine ai 40 gradi".

Anief attacca: "Caldo estremo, no a lezioni d’estate"

Il caldo estremo registrato a fine giugno ha già prodotto i primi interventi da parte delle amministrazioni locali. A Prato, per esempio, il Comune ha deciso di anticipare l’orario di uscita dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali "a tutela dell’incolumità dei bambini e del personale".

"Sono provvedimenti che ci trovano d’accordo – ha commentato Marcello Pacifico – perché non si può arrivare a sentirsi male a scuola per il caldo e la mancanza di interventi preventivi adeguati e strutturale, come l’installazione dei condizionatori che invece latitano in oltre in 90% degli istituti. Bisognava fronteggiare l’ondata di caldo prevedendo condizioni di maggiore sicurezza a bambini ed educatori, anche agendo sul calendario".

Il presidente di Anief ha ribadito: "Noi, come sindacato autonomo e rappresentativo, da anni chiediamo ad esempio la riapertura delle scuole ad ottobre, altro che l’anticipo al 31 agosto: chi si batte per mandare in classe alunni e personale scolastico a 40 gradi non fa il bene della scuola e non si rende conto che gli istituti scolastici non sono luoghi di babysitteraggio". Qui Pacifico ha fatto riferimento alla sperimentazione che partirà in Emilia Romagna, dove alcune scuole primarie riapriranno già il 31 agosto con attività ricreative mattutine prima dell’avvio ufficiale delle lezioni, previsto per il 14 settembre. Una scelta che il presidente di Anief ha definito "sbagliata, direi per certi versi quasi scellerata".

"Per il futuro siamo pronti a diffidare le istituzioni che dovessero non prendere provvedimenti per tutelare la salute dei discenti, dei docenti e di tutto il personale della scuola", ha concluso il presidente di Anief Marcello Pacifico.