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Caldo rovente in Italia, allarme nelle scuole dell’infanzia iStock

Caldo rovente in Italia, è allarme nelle scuole dell’infanzia

Le alte temperature stanno rendendo le aule eccessivamente calde, i bambini restano in giardino e intanto è partita la campagna sui condizionatori

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Le alte temperature stanno rendendo difficile continuare ad accogliere i bambini nelle scuole in cui non ci sono condizionatori. A Roma, più di una scuola materna ha segnalato difficoltà con i piccoli che restano in giardino e le finestre delle aule oscurate per far entrare meno caldo. Anche a Milano è iniziata una protesta con uno striscione particolarmente esplicativo: "Sauna".

Allarme caldo nelle scuole dell’infanzia: la situazione a Roma

Una recente commissione capitolina congiunta Scuola-Lavori pubblici ha osservato che diverse scuole dell’infanzia in questi giorni stanno facendo i conti con le temperature roventi in locali non dotati di impianti di condizionamento.

La presidente della commissione Scuola, Carla Fermariello, ha fatto sapere che "la campagna per gli impianti di condizionamento nelle scuole dell’infanzia non è ancora iniziata, ma è nostra intenzione iniziare a lavorarci".

Se per i nidi è stato fatto un lavoro importante in tutti i municipi, arrivando a dotare di impianti di condizionamento 87 strutture, sulle materne invece "non abbiamo nulla di concreto – ha detto a Roma Today Andrea Marzi, ingegnere del Dipartimento Infrastrutture e lavori pubblici – ci è stato chiesto di fare un’operazione analoga a quelle dei nidi, ma per ora non c’è nulla di concreto. In questo momento però stiamo intervenendo su 3-4 situazioni particolarmente critiche".

L’assessora capitolina alla Scuola, formazione e lavoro, Claudia Pratelli, già lo scorso anno denunciava che "a Roma abbiamo prefabbricati con pareti sottilissime in cui in estate le temperature diventano insostenibili. Serve effettuare un lavoro di mappatura per capire quali sono le situazioni più urgenti. Il lavoro è mastodontico, ma è necessario avviarlo per adeguare le strutture alle nuove temperature".

Le segnalazioni per eccessivo caldo nelle materne di Roma arrivano da diverse zone della Capitale. Al nido Ape birichina, per esempio, i genitori segnalano che "i bambini fanno accoglienza in giardino ed evitano di entrare nelle classi, dove le finestre vengono tenute sempre oscurate per combattere il caldo".

Nel municipio V ci sarebbero 24 scuole dell’infanzia in cui si starebbe cercando di intervenire con fondi municipali, ma dovendo affrontare un rilevante problema economico e di pianificazione.

I genitori dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia "Giramondo" al Villaggio Olimpico hanno inviato una lettera indirizzata al II municipio, ripresa dall’Ansa, in cui denunciano "mal di testa, nausea, malori e spossatezza" nei bambini e nelle bambine, oltre che tra i membri del personale scolastico a causa del caldo estremo. E ci sono diversi altri istituti in altri quartieri di Roma con il medesimo problema.

Protesta per il caldo in una scuola dell’infanzia a Milano

La situazione non è migliore a Milano dove è iniziata una protesta all’istituto Pezzi, nella zona sud della città, con alcuni genitori che all’ingresso della scuola hanno esposto un lenzuolo con la scritta "Sauna".

In una lettera le famiglie sollecitano "il comune di Milano ad affrontare con serietà l’emergenza climatica negli edifici scolastici e ad assumere come priorità concreta la tutela del benessere dei bambini e delle comunità scolastiche".

"Presso la scuola dell’infanzia Pezzi, il piano seminterrato – spazio agibile e naturalmente più fresco, utilizzabile senza particolare dispendio energetico – non risulta ancora impiegato", si legge nella lettera di un gruppo di genitori, come riporta La Repubblica, nel ricordare che "due condizionatori, consegnati da circa un mese, sono stati attivati soltanto venerdì scorso". Mentre "gli altri, pur già disponibili, non potranno comunque essere utilizzati contemporaneamente, poiché l’impianto elettrico dell’edificio è in grado di sostenere soltanto tre condizionatori accesi nello stesso momento".

Per le famiglie proprio questo sarebbe l’elemento "più grave" perché "evidenzia l’assenza di un intervento strutturale e restituisce l’immagine di una gestione ancora emergenziale e insufficiente rispetto a un tema che riguarda la salute, il benessere e la qualità degli spazi educativi".