Calendario scolastico, Galiano scatena la polemica: la replica
Esplode la polemica intorno alla proposta di Enrico Galiano di cambiare il calendario scolastico riducendo le vacanze estive: la replica del prof
Rimodulare il calendario scolastico riducendo le vacanze estive: è questa la proposta lanciata da Enrico Galiano che ha scatenato la polemica sui social. Il dibattito online è esploso, soprattutto tra docenti, spingendo il prof e scrittore a pubblicare una replica per chiarire il senso del suo intervento.
- Polemica sull'idea di Galiano di cambiare il calendario scolastico
- La replica di prof Galiano
- Perché va ripensato il calendario scolastico (per Galiano)
- Perché "non basta cambiare il calendario" (e cosa andrebbe fatto) per il prof
Polemica sull’idea di Galiano di cambiare il calendario scolastico
“Non possiamo più permetterci tre mesi senza scuola“. È questo il titolo dell’articolo scritto da Enrico Galiano pubblicato su Il Libraio.it e postato dallo stesso professore sulla sua pagina Facebook. Nella sua riflessione, l’insegnante ha spiegato perché, a suo avviso, 100 giorni di vacanze estive non sono sostenibili per la società italiana di oggi. Spesso entrambi i genitori lavorano, e solo i figli di chi può permetterselo hanno accesso a esperienze formative durante l’estate, come campus e viaggi studio.
Per evitare diseguaglianze e difficoltà alle famiglie, secondo Galiano il calendario scolastico andrebbe rimodulato.
“Anche per me tre mesi di vacanze per i ragazzi sono tanti. Ma prima bisogna mettere mano a tante cose“, ha commentato un’utente, dicendo che servono condizionatori nelle aule per fare lezione in estate e che bisogna aumentare gli stipendi degli insegnanti.
“Non è un attacco agli insegnanti ma dà una mano ad alimentare nell’opinione comune (e che sa poco o niente di scuola) che gli insegnanti sono quei fannulloni che fanno tre mesi di vacanza. Grazie davvero di cuore”, ha replicato un’altra.
Ad attaccare il post di Galiano, sono stati soprattutto insegnanti. Un’altra ha scritto: “Scuola superiore secondo grado, insegno nel triennio. Da anni finisco nella prima decade di luglio per esami di maturità e riprendo servizio nell’ultima settimana di agosto Non sono 3 mesi“.
La replica di prof Galiano
“Grazie a tutti per i vostri commenti, li ho letti con attenzione e mi aiutano a chiarire un punto importante: non credo che la soluzione sia semplicemente ‘tenere aperta la scuola d’estate’“, ha esordito Enrico Galiano nella sua replica. E ha proseguito: “Avete ragione a sottolineare che senza edifici adeguati, spazi verdi, condizionatori, stipendi giusti e un serio investimento sulle condizioni di lavoro degli insegnanti, parlare di lezioni estive rischia di sembrare una provocazione più che una proposta”.
Fatta questa premessa, Galiano ha spiegato che quello che voleva “mettere in discussione” con il suo intervento è “il modello dei tre mesi di vacanza consecutivi, che è un retaggio agricolo e che oggi crea più problemi che benefici“. Problemi che, secondo il prof, non riguardano solo le famiglie, ma soprattutto gli studenti: “Dopo un periodo così lungo senza stimoli scolastici si perde fino a un terzo di ciò che si è imparato. È la famosa summer slide, e pesa di più su chi parte già in svantaggio”, ha evidenziato.
Perché va ripensato il calendario scolastico (per Galiano)
Galiano ha poi sottolineato che la sua idea non è quella di trasformare la scuola in un “parcheggio” per i figli. “Penso piuttosto che vada ripensato il calendario scolastico nel suo insieme, con vacanze distribuite meglio durante l’anno, oppure con un’estate più corta ma diversa, fatta di attività più leggere, laboratoriali, creative. Non una fotocopia della scuola tradizionale”, ha precisato.
Perché “non basta cambiare il calendario” (e cosa andrebbe fatto) per il prof
Allo stesso tempo, “non basta cambiare il calendario, serve ripensare le politiche familiari e sociali“, ha aggiunto. Secondo prof Galiano, “servono servizi accessibili, centri estivi pubblici, spazi sicuri e attrezzati anche per i periodi di pausa durante l’anno”.
Il docente ha infine voluto precisare che il suo intervento non era un attacco agli insegnanti, “e ci mancherebbe, visto che lo sono anch’io”, ma “un invito ad aprire un dibattito serio su un modello che rischia di aumentare le disuguaglianze”.
“Perché una cosa è certa: tre mesi di vuoto non aiutano nessuno, né i ragazzi, né le famiglie, né la scuola”, ha concluso Enrico Galiano.
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