Calendario scolastico, petizione in Senato: può cambiare così
La petizione delle attiviste Francesca Fiore e Sarah Malnerich per cambiare il calendario scolastico arriva in Senato: ecco cosa prevede (e perché)
È arrivata in Senato la petizione per cambiare il calendario scolastico promossa da Francesca Fiore e Sarah Malnerich, autrici e attiviste del blog ‘Mammedimerda’, e dall’organizzazione no profit WeWorld. Il documento, intitolato ‘Ristudiamo il calendario! Un nuovo tempo scuola non è più rimandabile’, è stato lanciato sulla piattaforma Change.org a settembre 2023 e ha superato le 75mila adesioni. Ma cosa prevede e perché?
In Senato la petizione per cambiare il calendario scolastico
“L’abbiamo presentata in Senato, con la richiesta di istituire un tavolo tecnico“. Lo ha annunciato al Corriere della Sera l’imprenditrice torinese Francesca Fiore, una delle promotrici della petizione ‘Ristudiamo il calendario! Un nuovo tempo scuola non è più rimandabile’.
“Nel ministro Valditara vediamo una certa sensibilità alla tematica, dato che ha stanziato i fondi per il piano estate, seppur tardivamente”, ha spiegato Fiore.
A settembre 2023, Francesca Fiore e la sua collega Sarah Malnerich, insieme all’organizzazione WeWorld, hanno lanciato la petizione su Change.org per chiedere alle istituzioni di cambiare il calendario scolastico così da permettere ai genitori che lavorano di non dover ricorrere a servizi extrascolastici per i loro figli durante le vacanze estive, che sono “le più lunghe d’Europa”, hanno denunciato le attiviste. Servizi che possono avere costi molto elevati, risultando insostenibili per numerose famiglie. A Milano, per esempio, i campi estivi possono costare “anche più di 250 euro a settimana”, ha evidenziato Fiore.
“Il calendario scolastico attuale ha tempi pensati per la casalinga anni ’50 – ha ripreso l’attivista – che si trasferiva nella casa di villeggiatura coi figli, lasciando il marito in città. La società è cambiata, oggi le donne lavorano, non solo le mamme, anche molte nonne e nonni”.
Non solo in estate. L’imprenditrice ha sottolineato che molte famiglie riscontrano lo stesso problema all’inizio dell’anno scolastico, quando il tempo pieno o la mensa non sono ancora disponibili.
“Stiamo solo chiedendo di poter andare a lavorare senza fare salti mortali“, ha affermato Fiore, aggiungendo: “Perché le nomine degli insegnanti non vengono fatte prima? In fondo le iscrizioni alle scuole si fanno a febbraio, quindi già dalla primavera si conosce il numero degli alunni”.
Cosa prevede la petizione
La petizione prevede che restino invariati i giorni di frequenza, ma che vengano redistribuiti durante l’anno scolastico in modo tale che le attività didattiche proseguano anche per tutto giugno e luglio e riprendano l’1 settembre.
Durante le sospensioni, le attiviste suggeriscono di lasciare le scuole aperte prevedendo attività extrascolastiche gestite dal Terzo settore da offrire a prezzi calmierati.
Si propone inoltre di estendere il tempo pieno anche agli studenti delle scuole medie, “fascia d’età delicata e completamente dimenticata ad oggi”, ha sottolineato Francesca Fiore.
Questa petizione “non è una proposta tecnica, ma di indirizzo”, ha precisato l’imprenditrice. L’obiettivo è “aprire un dialogo con tutte le parti in causa”, dunque anche con il corpo docente. Alcuni insegnanti e associazioni di categoria, infatti, non sono d’accordo con l’idea di tenere le scuole aperte anche in estate, soprattutto perché negli istituti può fare molto caldo. Per questo, “chiediamo che siano stanziati fondi per la climatizzazione e non solo”, ha concluso Francesca Fiore.
Resta sempre aggiornato: iscriviti al nostro canale WhatsApp!