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Cesare Cremonini e Giuseppe Valditara ANSA

Guccini a scuola, l'appello di Cremonini a Valditara: la risposta

Ricordando Francesco Guccini, Cesare Cremonini ha lanciato un appello indiretto a Valditara (che risponde): cosa si dovrebbe studiare a scuola

Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

La morte di Francesco Guccini ha suscitato un’ondata di ricordi e omaggi nel mondo della musica e della cultura italiana. Tra questi spicca anche quello di Cesare Cremonini, che ha affidato ai social una lunga riflessione dedicata al cantautore e poeta di Pavana, lanciando alla fine un appello alla scuola italiana: una proposta che è rivolta idealmente al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il quale ha risposto con una nota.

Il ricordo di Cremonini per Francesco Guccini

Nel suo messaggio pubblico, Cesare Cremonini racconta di aver trascorso una notte insonne dopo aver appreso della scomparsa di Guccini. Il silenzio esterno, contrapposto al "trambusto" che sentiva dentro di sé, gli ha evocato le atmosfere delle osterie, delle discussioni notturne, delle risate e delle chitarre. Da questa immagine prende forma una riflessione più ampia sull’importanza che "Il Maestrone" ha avuto per intere generazioni: per Cremonini, infatti, il cantautore non è stato soltanto un artista da ascoltare, ma una figura quasi paterna per il modo in cui ha saputo utilizzare e trasmettere le parole.

Nel suo ricordo, Guccini è innanzitutto "il padre di Teresa", ma anche "un po’ il padre di tanti o di tutti, per via della parola", e proprio il rapporto con le parole diventa il cuore del suo messaggio, intrecciandosi con l’idea che i padri siano "cuori di pietra" perché detengono il linguaggio che i figli devono imparare a fare proprio.

Cremonini riconosce questo passaggio generazionale anche in Lucio Dalla, orfano di padre, e nel suo legame con Roberto Roversi, "che gliele insegnò una per una" (le parole, ndr). Bisogna poi litigarci con i padri, per farsi la propria lingua, fino ad arrivare al proprio rapporto con la memoria familiare e con la biblioteca del padre, ancora intatta e simbolo di una storia personale che si conserva nei libri e nelle fotografie, lo stesso valore che il cantante attribuisce a Guccini, immaginato come custode delle parole e della cultura in un tempo che considera difficile per la loro sopravvivenza. "Nei periodi bui, però, e questo lo è, quando si bruciano i libri o come adesso persino scompaiono, sono loro che lassù tra le montagne conservano quelli rimasti", scrive Cremonini nel lungo messaggio social.

L’appello di Cremonini: cosa si dovrebbe studiare a scuola

È nella parte finale del suo toccante ricordo che arriva la proposta di Cremonini, che ringrazia Guccini per ciò che ha scritto, ma soprattutto rivolge un riconoscimento anche a tutti quei ragazzi e a quelle ragazze che nel corso degli anni hanno ascoltato le sue canzoni e ne hanno studiato i versi.

"Vorrei che le sue canzoni venissero studiate nelle scuole insieme ai grandi poeti italiani", è l’appello dell’artista idealmente rivolto a Valditara, pur non rivolgendosi direttamente al ministro con una richiesta formale. La sua idea sarebbe quella di riconoscere alla canzone d’autore un valore letterario e culturale che possa trovare spazio anche nei programmi scolastici. Una richiesta che si traduce in un invito generale a riflettere sul ruolo che la musica può avere nella formazione degli studenti.

La risposta di Valditara

Dopo la richiesta indiretta di Cremonini, arriva la risposta di Giuseppe Valditara: "L’appello di Cesare Cremonini, nel giorno della scomparsa di Francesco Guccini, richiama giustamente il grande valore culturale della canzone d’autore italiana e il ruolo che può avere nella formazione dei giovani", spiega in una nota il ministro dell’Istruzione e del Merito.

"I testi di canzoni d’autore, che appartengano alla nostra più significativa tradizione musicale, sono già previsti nelle Indicazioni nazionali e possono essere valorizzati nella didattica come espressione della nostra lingua e della nostra cultura. Gli studenti potranno analizzarli e scriverne a loro volta", conclude il capo del MIM.