Capita che uno studente stia antipatico al prof? Lo svela Galiano
Galiano ha risposto a una collega che ha paura di non essere una brava insegnante perché uno studente le sta antipatico: ecco cosa le ha detto il prof
Il professor Enrico Galiano ha pubblicato un video sui social nel quale ha deciso di rispondere a una sua follower, che gli ha posto una domanda che in realtà è stata fatta più volte al professore. La questione è semplice: può uno studente risultare antipatico al suo insegnante? È normale che si provi questo sentimento e se questo accade il docente è da considerare un cattivo maestro oppure no? Galiano ha provato a rispondere a un quesito sicuramente non facile, invitando tutti a scrivere nei commenti cosa pensano al riguardo.
Cosa ha chiesto un’insegnante sui social a prof Galiano
Tutto è partito da un messaggio ricevuto sui social. Un’utente, infatti, ha scritto a Enrico Galiano, professore che insegna alle scuole medie, per fargli una domanda e avere il parere di un collega. "Ciao collega, forse tu mi puoi aiutare", ha iniziato a scrivere questa docente nel suo messaggio, chiedendo poi allo scrittore se secondo lui fosse possibile provare antipatia verso uno studente.
La professoressa ha spiegato meglio la sua domanda: "Secondo te è possibile che uno studente mi stia antipatico? Cioè proprio mi sono accorta che mi fa salire il crimine ogni volta", ha svelato l’insegnante. La docente ha poi chiesto aiuto a Enrico Galiano per capire se il suo comportamento è normale e per comprendere come comportarsi in futuro: "Dimmi tu cosa fare perché ho paura di essere una pessima insegnante".
La risposta di Galiano sugli studenti che stanno antipatici ai prof
Prof Galiano ha ammesso che la domanda "non è facilissima", ma lui vuole provare ugualmente a rispondere alla collega. "Lo so, noi insegnanti dovremmo essere quelli equilibrati, giusti, imparziali… Praticamente dei santi muniti di registro elettronico". Ma la realtà, ovviamente, non è così e la colpa è dei "bias impliciti".
"I bias impliciti sono delle scorciatoie automatiche della mente. Sono quelle antipatie automatiche che il cervello furbissimo ti spaccia per intuizioni". A causa di questo meccanismo, la mente "ti fa scambiare le tue impressioni per fatti conclamati". Tutto questo "non è razionale": "non lo puoi decidere e soprattutto non lo puoi evitare". Questi bias "avvengono a livello inconscio per associazione con le nostre esperienze passate". Galiano, ironizzandoci su, ha svelato che "l’evoluzione ci ha fatto questo bel regalino".
Tutti "noi usiamo il passato per leggere il presente", ma "a volte leggiamo male". Può capitare che "un modo di fare, un accento, una pettinatura a livello inconscio ti fa scattare qualcosa che non sai neanche tu". Succede anche di pensare che sia il ragazzo a essere "un provocatore, ma magari sei tu che hai già deciso come guardarlo".
Prof Galiano ha invitato tutti alla calma: per prima cosa bisogna fare la "pace con il fatto che succede. Non sei una brutta persona e non sei una cattiva insegnante. Sei un essere umano. Anzi, secondo me sei una cattiva insegnante se sei convinta che a te non succeda mai", se si crede di non fare differenze tra gli studenti. Se si pensa in questo modo, significa che si fanno differenze ma senza accorgersene.
Capire se si sta verificando una situazione di questo tipo è "semplice". Con quello studente si perde la pazienza prima: "Non c’è cartellino giallo, c’è subito il rosso". Inoltre, quel ragazzo "non ti fa mai ridere: la stessa battuta detta da un altro ti fa sorridere, detta da lui o lei ti fa salire la Santa Inquisizione". Inoltre, si finisce per "interpretare tutto quello che fa come un giudizio sulla persona, proprio" e "qualunque cosa faccia nella tua testa è già colpevole". Se succede qualcosa "tu becchi sempre lui o lei" perché "è come se avesse un riflettore puntato sulla sua faccia!".
"Quando succede questo, fermati", ha infine suggerito prof Galiano, aggiungendo: "Già il fatto che tu te ne sia accorta, fa di te una brava insegnante".