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Carburante, appello urgente dei docenti fuorisede a Valditara ANSA

Carburante, l’appello urgente dei docenti fuorisede a Valditara

L'aumento del costo di benzina e gasolio sta mettendo a dura prova gli insegnanti che ogni giorno devono fare chilometro per arrivare a scuola

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

L’aumento di benzina e gasolio è un problema per tutti i cittadini e sta creando disagi a diverse famiglie e in tutti i settori. A risentirne è anche il sistema scolastico con gli insegnanti fuorisede che, oltre ai disagi già messi in conto per raggiungere la scuola in cui lavorano, ora si ritrovano a dover calcolare un aumento della spesa a causa del caro carburante.

L’emergenza a causa del caro carburanti

Una delle categorie più penalizzate dal caro carburante è proprio quella del personale scolastico fuorisede.

I cosiddetti pendolari sono abituati a mettere in conto una “tassa sul lavoro” che è rappresentata dalle spese per affitto e trasporto.

Il problema è che, a causa della situazione geopolitica in Medio Oriente, negli ultimi mesi il prezzo di benzina e gasolio ha toccato nuovi record con rialzi che sono diventati una vera emergenza economica.

L’effetto dell’aumento dei costi dei carburanti porta a un innalzamento generale dei prezzi e minaccia di pesare in modo decisivo sul personale scolastico fuorisede che ogni giorno deve prendere mezzi di trasporto o la propria auto per raggiungere la sede di lavoro.

L’appello dei docenti a Valditara

Per accendere i riflettori su questa situazione, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha lanciato l’allarme con una nota.

“Si prende atto dell’azione di controllo a tutela della trasparenza del mercato – si legge nel comunicato – disposta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, in collaborazione con la Guardia di Finanza, anche alla luce del decreto-legge 33/2026. Le verifiche lungo la filiera — con migliaia di impianti controllati e risultati significativi in termini di contrasto alle frodi — rappresentano un presidio importante. Tuttavia, tali interventi non sono sufficienti ad affrontare l’impatto sociale ed economico della crisi”.

Il CNDDU ha quindi rivolto un appello diretto e urgente al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché si faccia promotore di misure straordinarie a tutela del personale scolastico fuorisede.

“È necessario un cambio di prospettiva: la condizione dei docenti fuorisede deve essere riconosciuta – è la richiesta del Coordinamento – come una questione strutturale del sistema scolastico e non come un problema individuale. Intervenire oggi significa evitare un progressivo indebolimento della funzione educativa pubblica e garantire condizioni di lavoro dignitose a chi assicura quotidianamente il diritto all’istruzione”.

I prezzi dei carburanti e le regioni più care

Intanto, l’Unione Nazionale dei Consumatori ha segnalato che il 7 aprile “il gasolio supera i 2,1 euro al litro in tutta Italia. Anche le poche regioni che ancora mancavano all’appello, ora hanno superato quel limite”.

In media nazionale, il diesel è tornato sopra il record dello scorso 19 marzo, alla vigilia del taglio dell’accisa, ‘mangiandosi’ dunque tutto lo sconto e toccando un livello mai raggiunto: con l’aliquota ‘normale’ saremmo a 2,39 euro/litro.

La benzina self service sulla rete stradale è a 1,782 euro/litro, in autostrada è a 1,816 euro.

Sempre l’Unione Nazionale dei Consumatori, sabato 4 aprile, riguardo alle regioni più care ha denunciato che il gasolio con il costo più alto d’Italia si vende a Bolzano, seguito poi dalla Calabria e dalla Liguria.