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Caro libri, spopolano manuali e dizionari su Vinted iStock

Caro libri, su Vinted spopolano manuali e dizionari in vendita

L'aumento dei prezzi sta portando le famiglie a rivendere e acquistare testi per il nuovo anno scolastico sulle piattaforme che vendono usato

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Tra fine agosto e inizio settembre è il momento in cui bisogna ricominciare la caccia ai libri per il nuovo anno scolastico. Con il costante aumento dei prezzi, sono sempre di più le famiglie che si rivolgono all’usato. Se fino a poco tempo fa bisognava correre e fare file nei mercatini della città, oggi si sta diffondendo un altro metodo per accaparrarsi a costi contenuti dizionari e manuali: Vinted, la piattaforma online di acquisto e vendita di ciò che non serve più.

I testi scolastici in vendita su Vinted

Studenti, studentesse e genitori stanno liberando scrivanie e librerie con i volumi accumulati nel corso degli anni, mettendo tutto in vendita su Vinted.

La sezione Libri di testo e materiali didattici sul sito si è riempita di articoli di seconda mano. Tra i vari volumi si può trovare un dizionario di francese a un euro, oppure il libro "Lineamenti di scienze della terra" a 10 euro mentre per i manuali di filosofia si può spendere in media 15 euro al posto dei circa 40 euro per la nuova edizione.

Su Vinted si trovano anche vocabolari di greco, ma ciò che sembra essere venduto maggiormente sono i libri di matematica ceduti per pochi euro. Molte di meno, invece, le offerte per i libri di letteratura italiana di cui si fa più fatica a liberarsi forse perché contenenti poesie e brani a cui si è rimasti particolarmente affezionati.

Il costo dei libri in aumento

Per l’anno scolastico 2026/2027 il costo dei libri di testo è in aumento, ma la nota positiva è che gli incrementi sono inferiori rispetto all’inflazione.

Nel 2026, come riportato da Il Sole 24 Ore, infatti, i listini per i testi dedicati alla scuola sono cresciuti in media del 2,3% per chi frequenta le medie e dell’1,8% per studenti e studentesse delle scuole superiori.

L’inflazione misurata dall’indice IPCA dell’Istat a luglio 2026 è arrivata al 2,9% su base annua, ciò significa che i prezzi dei volumi scolastici quest’anno sono saliti meno della media dei costi al consumo.

Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori il rincaro medio sul materiale scolastico è del 2,3% rispetto al 2025.

Complessivamente la spesa per le famiglie con figli in età scolare ammonterà a circa 673,60 euro per ciascun alunno (ipotizzando l’acquisto di materiale nuovo).

Le voci più care si confermano quelle relative allo zaino, mentre gli aumenti per i libri di testo non sono così esorbitanti.

Per quanto riguarda i canali di vendita, dall’analisi dell’O.N.F. emerge un andamento dei prezzi molto differenziato: presso la GDO i prezzi dei prodotti presi in esame scendono mediamente del -1,1%, aumentano invece del +2,3% presso le cartolibrerie e, a differenza degli anni passati, aumentano soprattutto online, del +5,6%.

Polemica sulle nuove edizioni dei libri scolastici

Intanto, in particolare in Toscana, è tornata la polemica sulle nuove edizioni dei libri scolastici. L’assessora alla Cultura della Regione Toscana, Cristina Manetti, ha detto a La Nazione di avere "il forte sospetto che le nuove edizioni proposte ogni anno, più che rispondere a esigenze didattiche siano fatte proprio per bloccare il mercato dell’usato, sulla pelle dei bilanci familiari".

La politica ha raccontato che lei stessa quest’anno sta facendo i conti con la difficoltà di vendere i manuali scolastici dei propri figli, "libri ancora buoni" e che "avrebbero potuto essere ancora proficuamente utilizzati da studenti".

Manetti ha ricordato che "tempo fa un codice di autoregolamentazione degli editori aveva fissato al 20% il minimo dei nuovi contenuti tra vecchia e nuova edizione", ma oggi non ci sarebbe più questa regola.

Per l’assessora si tratta di una "disattenzione grave" perché "di fatto impone una tassa occulta sulla scuola".