Caro scuola, i cartolai non ci stanno: la protesta dopo l'allarme
La protesta dei cartolai contro l'allarme sul caro scuola per il nuovo anno scolastico: "Si tratta di notizie scellerate e lontane dal vero"
Con l’arrivo dell’anno scolastico, torna puntuale l’allarme caro scuola. Le associazioni dei consumatori hanno denunciato aumenti nei prezzi di libri, zaini e materiali da cancelleria. Ma i cartolai non ci stanno e scatta la protesta.
La protesta dei cartolai sul caro scuola
“L’avvio dell’anno scolastico 2025/2026 è alle porte ed è ripartita sempre la stessa campagna mediatica del ‘caro scuola‘”, ha detto il presidente di Federcartolai Medardo Montaguti, che ha accusato le organizzazioni dei consumatori di aver promosso “notizie assolutamente fuorvianti”.
“Si tratta di notizie scellerate e lontane dal vero – ha proseguito Montaguti -: uno zaino può costare anche 50 euro; un astuccio 19 euro; penne, matite e gomme 6 euro; un diario agenda sui 14 euro; un compasso 15 euro; una calcolatrice scientifica 19 euro; quaderni e blocchi 10 euro; i libri – che sono la voce più costosa – possono arrivare a 350 euro in prima media”.
Il presidente di Federcartolai ha poi rivendicato il ruolo delle cartolerie come presidi di prossimità, “dove opera personale radicato da anni, conosciuto e stimato, e che ‘ci mette la faccia’, capace di offrire oltre al prodotto di qualità anche la cortesia, la professionalità”.
Montaguti ha anche ricordato che la fornitura dei libri di testo delle scuole primarie, il cui costo è per legge sostenuto dai comuni, è un “servizio offerto gratuitamente” dalle sole cartolerie e librerie: “Ci dispiace che non venga minimamente valorizzato”, ha commentato. Inoltre, ha evidenziato che, a fronte del rincaro dei prezzi delle materie prime e dell’energia, “abbiamo contenuto, mediamente, l’aumento”.
Infine, Montaguti ha annunciato che Federcartolai sta sostenendo una proposta di legge per introdurre la detrazione fiscale delle spese scolastiche, equiparandole a quelle mediche o sportive per alleggerire il carico economico delle famiglie.
L’allarme caro scuola di Codacons: “Nuova stangata per le famiglie”
A fine agosto, Codacons ha denunciato una “nuova stangata” per le famiglie italiane con il rientro a scuola. “In base alle prime stime, zaini, diari e astucci, così come materiale da cartoleria (penne, quaderni, pennarelli, matite ecc.) registrano quest’anno incrementi di prezzo compresi tra il +3% e il +5% rispetto allo scorso anno – hanno spiegato dall’associazione -. Per uno zaino griffato la spesa può superare i 200 euro, mentre per un astuccio attrezzato (con penne, matite, gomma da cancellare e pennarelli) si arriva a spendere 60 euro: può sfiorare i 40 euro il prezzo di un diario per l’anno scolastico 2025/2026″.
Codacons ha sottolineato che sono previsti aumenti anche per i libri: “L’Istat ha registrato infatti nell’ultimo mese aumenti medi del +3,8% sul 2024 per i testi scolastici“.
Da qui la stima dell’associazione: “Tra quaderni, zaini, diari, prodotti di cancelleria, materiale da disegno, libri e dizionari l’esborso complessivo per l’anno scolastico 2025/2026 può arrivare così a superare quota 1.300 euro a studente“.
Nel frattempo, il ministero dell’Istruzione e del Merito sta lavorando ad alcune misure per far fronte al caro scuola. L’idea è quella di inserire nella nuova legge di Bilancio la detrazione del 19% sulla spesa sostenuta dalle famiglie per l’acquisto dei libri di scuola. Nel question time del 10 settembre alla Camera, inoltre, il ministro Giuseppe Valditara ha annunciato di aver avanzato una proposta finalizzata all’introduzione di un credito d’imposta per l’acquisto dei libri di testo.