Carta del Docente 2026 al via ma sito in tilt, cos'è successo
Al via la procedura online per richiedere la Carta del Docente ma il sito va in tilt: cos'è successo nella giornata inaugurale del bonus 2026
Ieri, 9 marzo, è stata attivata la procedura online per richiedere la Carta del Docente relativa all’anno scolastico 2025 – 2026. Dopo mesi di attesa, gli insegnanti possono finalmente accedere al bonus per l’acquisto di beni e servizi legati alla loro attività professionale. Ma il sito dedicato alla richiesta della Carta è andato subito in tilt. Vediamo cos’è successo.
In tilt il sito per richiedere la Carta del Docente
Fino a mezzogiorno, il sito cartadeldocente.istruzione.it è rimasto in “manutenzione”. Dopo le 12, la piattaforma è andata in tilt per i troppi accessi. È quanto è accaduto ieri, lunedì 9 marzo, giorno in cui sono state aperte le domande per la Carta del Docente 2026.
Molti maestri e professori si sono trovati davanti al famoso ‘omino in cammino’, che compare quando, su un sito della Pubblica amministrazione, ci sono troppe persone in coda per accedere allo stesso servizio.
“In questo momento ci sono molti utenti connessi. Per garantire il miglior servizio, ti chiediamo la cortesia di attendere qualche istante. Quando arriverà il tuo turno avrai a disposizione 10 minuti per accedere al servizio e, una volta entrato, avrai 30 minuti per effettuare le operazioni”, è il messaggio che è apparso a molti insegnanti.
Alcuni di loro hanno avuto difficoltà anche nella registrazione. “Utente non abilitato alla creazione di buoni“, è la scritta che sarebbe comparsa, senza un motivo specifico, sullo schermo di qualche docente.
La Carta del Docente per l’anno scolastico in corso è stata al centro di varie polemiche. Il Governo ha promosso una serie di modifiche al bonus che lo hanno fatto slittare di mesi. Di solito, infatti, veniva erogato all’inizio dell’anno scolastico.
Tra i cambiamenti principali c’è l’ampliamento della platea dei beneficiari, che non sono più solamente gli insegnanti di ruolo ma anche alcuni docenti precari, e delle categoria di spese che si possono sostenere con la Carta. Sono stati aggiunti anche i servizi di trasporto e l’acquisto di strumenti musicali.
Ma la misura che ha raccolto le critiche maggiori è la diminuzione dell’importo della Carta del Docente. Prima la cifra era fissa a 500 euro, adesso viene stabilita annualmente da un decreto in base al numero dei beneficiari. Per l’anno scolastico 2025-2026 è di 383 euro, 117 euro in meno rispetto al passato.
Dato il ritardo e l’abbassamento dell’importo, il celebre prof e scrittore Enrico Galiano, in un video – sfogo sui social, ha definito la Carta del Docente “indecente”.
La polemica politica sulla Carta del Docente 2026
“Dieci anni fa il mio Governo ha istituto la carta del docente con 500€ per ciascun docente. Tutti i governi successivi hanno confermato la mia misura. Grazie al Governo Meloni la carta del docente non vale più 500€ ma 383€”, ha commentato su X il senatore Matteo Renzi. È sotto il suo Governo, nel 2015, che è stata istituita la Carta del Docente, inserita nella cosiddetta riforma della Buona Scuola.
“Giorgia Meloni aumenta le consulenze di Chigi, gli stipendi dei dirigenti romani, le assunzioni di amici e amichetti. Ma taglia sulla carta del docente, taglia ai professori. Tutti zitti anche stavolta? O qualcuno dirà finalmente che è una vergogna?“, ha concluso Renzi.
Critiche anche dal Partito democratico. “La carta docente è stata una misura importante per sostenere la qualità dell’insegnamento. Oggi, invece di rafforzarla, il governo la riduce e inserisce nuove voci di spesa al suo interno, come l’acquisto di abbonamenti ai trasporti. Le misure di welfare a favore dei lavoratori sono sempre positive ma caricarle sulla carta docente – ridotta peraltro nell’importo – vuol dire snaturarne le finalità e gli obiettivi formativi e di aggiornamento che erano il cuore della misura”, si legge in una nota di Irene Manzi, capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera e responsabile nazionale Scuola.
“Se si vuole davvero sostenere la scuola – ha proseguito la deputata dem -, la strada è una sola: aumentare le risorse, ripristinando l’importo e le finalità originarie della misura. Il governo smetta di fare cassa sulla formazione degli insegnanti”.
A farle eco, anche l’onorevole Antonio Caso del Movimento 5 Stelle: “Purtroppo tutto come ampiamente previsto: il governo arriva in ritardo, taglia la Carta del docente e fa pagare agli insegnanti il conto delle proprie scelte. Mentre i prezzi aumentano, la Carta del docente diminuisce. Meno soldi, più ritardi e nessuna risposta seria: altro che valorizzazione, questa è l’ennesima penalizzazione per chi lavora nella scuola“.
Dello stesso parere Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra: “Il Governo odia gli insegnanti. Non c’è altra spiegazione. Non solo tiene i loro stipendi vergognosamente bassi, tra i più bassi d’Europa. Non solo non li ha adeguati all’inflazione, facendo perdere loro una mensilità all’anno. Ora si tagliano anche i bonus e la Carta del docente di 120 euro. Non è solo l’ennesimo segnale di disattenzione verso chi ogni giorno tiene in piedi la scuola pubblica, ma un messaggio chiarissimo: per il Governo Meloni gli insegnanti sono l’ultima delle priorità“.