Salta al contenuto
Carta del Docente 2025/2026 iStock

Carta del Docente, interrogazione del M5S e novità dal ministero

Per i ritardi e l'incertezza sulla Carta del Docente 2025/2026 il M5S ha previsto un'interrogazione parlamentare a Valditara: ecco le ultime novità

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

La nebbia che circonda la Carta del Docente non sembra volersi dissolvere. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto un’interrogazione parlamentare per cercare di fare chiarezza con il ministro Giuseppe Valditara. Intanto dal ministero dell’Istruzione e del Merito sono arrivati degli aggiornamenti, che però non hanno avuto l’approvazione del sindacato degli insegnanti, che ha fatto richieste ben chiare. Inoltre sul sito dedicato alla Carta del Docente è apparsa una scritta misteriosa e criptica: molti si chiedono a cosa si riferisca e cosa voglia dire.

Carta Docente, le novità introdotte dal ministero

La Carta del Docente 2025/2026 non è ancora attiva: sul sito ufficiale qualcosa sembra muoversi, ma rimane ancora l’incertezza per i docenti che non sanno quando potranno avere questi fondi destinati soprattutto alla formazione professionale. Per la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti “non ci sono ritardi o inadempimenti”, solo una rivalutazione dopo le ultime novità introdotte.

A settembre il ministero ha approvato il Decreto Scuola n.127/2025, facendo riferimento anche alla Carta del Docente. L’assegnazione per l’anno scolastico 2025-2026 subirà uno “slittamento” e le nuove assegnazioni potranno “avvenire solo dopo l’individuazione dei supplenti fino al termine delle attività didattiche, ovvero da gennaio di ogni anno”.

Da quest’anno sono stati inclusi, infatti, i docenti precari, ma non si hanno novità in merito all’importo effettivo e alle modalità di distribuzione, che saranno stabiliti entro il 30 gennaio con un decreto interministeriale.

La “misteriosa” scritta apparsa sul sito della Carta Docente

Sul sito cartadeldocente.istruzione.it è apparsa una dicitura che ha messo in allarme tutti i professori che aspettano l’erogazione della Carta del Docente per l’anno scolastico 2025/2026, sia chi può fruire del bonus sia chi per sentenza ne avrebbe diritto.

Questo il messaggio comparso nella home page del sito ufficiale: “Sei un docente di ruolo o hai diritto al bonus in forza di una sentenza passata in giudicato? Accedi per poter utilizzare il tuo credito per l’aggiornamento e la formazione professionale. Per spendere il bonus hai tempo fino al 31 agosto 2026”.

Molti professori si sono chiesti se questa frase sia rivolta a chi potrà beneficiare del bonus per l’anno scolastico 2025/2026 o se riguarda, invece, solo chi ne ha diritto per una sentenza. A chi si riferirà?

Richiesta un’interrogazione parlamentare per la Carta docente

In merito al ritardo dell’attivazione di questo bonus riservato ai docenti della scuola italiana, il Movimento 5 Stelle ha deciso di presentare un’interrogazione parlamentare urgente al ministro Giuseppe Valditara, come riportato da Virgilio Notizie.

“La situazione è oggettivamente allarmante”, ha detto il capogruppo in Commissione Cultura Antonio Caso, secondo il quale la Carta “viene di fatto svuotata: importi ridotti sotto i 500 euro, attivazione rinviata a febbraio e per i supplenti annuali praticamente inutilizzabile”. Il M5S ha accusato il Governo di aver lasciato troppo a lungo “la scuola in attesa”, non garantendo ai docenti il diritto alla formazione. Si prevedono anche degli emendamenti nella prossima manovra, per “stare al fianco dei docenti beffati”.

Cosa chiedono i sindacati degli insegnanti

Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, ha sottolineato che mancano le risorse nella Legge di Bilancio 2026. Intervistato da Teleborsa, ha spiegato che nel disegno di legge non ci sono “fondi per la scuola” e che servono “risorse per garantire la Carta anche al personale precario, mantenendo l’importo di 500 euro”.

“Abbiamo presentato circa 70 emendamenti in Parlamento e ci aspettiamo risposte concrete per valorizzare tutto il comparto Istruzione e Ricerca”, ha aggiunto il sindacalista che ha anche spiegato quanto sia importante riconoscere il duro lavoro del personale scolastico, con riferimento all’ampliamento dell’accesso all’Ape sociale e alla creazione di un fondo per le indennità di sede per chi lavora fuori regione.

Resta sempre aggiornato: iscriviti al nostro canale WhatsApp!