Salta al contenuto
Scuola elementare in Italia

Certificazione per 7 bambini su 10, ispettori a scuola in Veneto

In una scuola veneta l'Ufficio scolastico ha inviato gli ispettori per la segnalazione di una classe dove sono state richieste 7 segnalazioni su 10 al

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

L’Ufficio scolastico regionale del Veneto ha deciso di inviare gli ispettori in una scuola elementare, per la situazione che è venuta a crearsi in una classe. Le maestre hanno, infatti, chiesto ai genitori di 7 bambini sui 10 totali di quella piccola sezione di richiedere le certificazioni per le difficoltà di apprendimento. Le famiglie si sono subito preoccupate per una situazione che sembra surreale. Gli alunni e le alunne di quella classe della primaria hanno raccontato quello che succedeva a lezione.

Maestre chiedono le certificazioni per 7 bambini su 10

In una scuola primaria del Veneto, tra Venezia e Padova, le maestre hanno inviato una lettera alle famiglie di sette bambini su dieci, indicando problematiche di varia natura. Nelle missive, infatti, si parla di dislessia e discalculia, ma anche di altre disabilità cognitive e di disturbi del comportamento come l’ADHD o il disturbo oppositivo provocatorio.

La classe è formata da soli 10 alunni e il fatto che le segnalazioni rappresentino il 70% del totale ha destato perplessità tra i genitori. Una famiglia ha accompagnato il proprio figlio a fare i test, ma la psicologa e la logopedista non hanno riscontrato nessun disturbo specificando che non ha bisogno di certificazioni. Nessuno degli aspetti che le insegnanti hanno segnalato è per i medici dell’Usl indicatore di carenze nella crescita dello studente.

Il bambino che ha fatto tutte le visite previste è stato assente da scuola per una settimana. Durante quel periodo, l’insegnante avrebbe interpellato i bambini, per chiedere loro cosa ne pensassero. Il papà di questo alunno, come riportato dal Corriere della Sera, ha raccontato: "Li ha fatti parlare ad alta voce in classe chiedendo cosa avesse fatto loro negli anni mio figlio. I genitori ci hanno raccontato che i piccoli in classe si sono messi a piangere disperati perché non sapevano come rispondere alla maestra. Mentre loro piangevano l’insegnante ripeteva, in lacrime pure lei, ‘Vedete che Nicola è così? Vedete che fa queste cose?'".

Anche per questo motivo i genitori hanno chiesto, tramite i rappresentanti di classe, un colloquio urgente e unitario alla dirigente scolastica. La sezione è anche a rischio accorpamento, visto che conta solo 10 studenti. Il papà del primo studente che ha fatto tutte le indagini per l’accertamento ha spiegato: "Se un bambino viene certificato la classe è blindata". E ha poi aggiunto: "Siamo molto preoccupati perché ci sentiamo in una situazione di stallo: non penso che si possa lasciare una scuola in queste condizioni".

L’Ufficio scolastico ha mandato un’ispezione nella scuola elementare

Il caso è arrivato fino all’Ufficio scolastico regionale, che ha deciso di inviare gli ispettori all’interno della scuola primaria. A quanto pare l’indagine interna condotta dalla preside non è bastata, anche alla luce della gravità dei fatti riportati dalle famiglie degli studenti.

Dopo la prima segnalazione, infatti, non è cambiato nulla in classe. La maestra insegna ancora ai piccoli alunni e le lezioni continuano come se nulla fosse successo. Ma gli studenti non sono più tranquilli. "I bambini ora hanno l’ansia di andare a scuola: c’è chi piange, chi si sente male, chi chiede ai genitori di rimanere a casa da scuola ogni mattina. Anche perché lei li ha coinvolti in modo diretto", ha spiegato il papà interpellato dal quotidiano.