Che scuola ha fatto Alessandro Barbero e dove ha insegnato
Alessandro Barbero è uno storico e divulgatore diventato anche un personaggio televisivo molto seguito e noto: ecco dove ha studiato e insegnato
Lo storico Alessandro Barbero ha saputo conquistare tantissimi follower sui social, complici anche le lezioni che spesso ha tenuto in diversi programmi televisivi. Il divulgatore è diventato con il tempo un personaggio televisivo molto apprezzato, ma nel corso della sua carriera è stato anche docente universitario, oltre che scrittore. Che scuola ha fatto Alessandro Barbero e che titolo di studio ha?
Che titolo di studio ha Alessandro Barbero
Alessandro Barbero è nato a Torino il 30 aprile 1959. Dopo le scuole medie, si è iscritto al Liceo classico Cavour del capoluogo piemontese, dove ha conseguito il diploma di Maturità. Ha continuato gli studi, optando per la facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Torino: si è laureato nel 1981 con una tesi in Storia medievale, intitolata "Il mito angioino nella cultura italiana e provenzale fra Duecento e Trecento". Lo storico e medievalista Giovanni Tabacco è stato il suo relatore.
Dopo la laurea, nel 1984 Alessandro Barbero ha anche conseguito il dottorato di ricerca alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Il 29 ottobre 2024 è stato insignito del diploma honoris causa in Archivistica, paleografia e diplomatica dalla Scuola di Archivistica, paleografia e diplomatica dell’Archivio di Stato di Firenze. Questa è stata l’occasione per svelare a studenti e studentesse l’importanza degli studi umanistici.
Nel corso della sua carriera, Alessandro Barbero ha scritto molti saggi storici, collaborando anche con Piero Angela. In tv ha curato una rubrica nel programma "Superquark", diventando presto un volto noto non solo della Rai, in particolare di Rai Storia, ma anche dell’emittente privata La7.
Dove ha insegnato Alessandro Barbero
Nel 1984 Alessandro Barbero ha vinto un concorso per un posto di ricercatore in Storia medievale all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Invece, nel 1998 è diventato professore associato di Storia medievale al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", ottenendo l’incarico come docente ordinario nel 2002.
Alessandro Barbero ha insegnato fino al 2024, anno nel quale a gennaio ha annunciato di aver deciso di andare in pensione. Ha lasciato la sua cattedra a ottobre dello stesso anno.
L’addio di Alessandro Barbero all’università
Il professore e divulgatore torinese in un’intervista rilasciata a La Stampa, ha spiegato perché ha lasciato l’insegnamento: "Mi sono accorto che il lavoro di docente è diventato inutilmente più gravoso". Per Alessandro Barbero "la burocratizzazione del nostro mestiere, il tempo passato a svolgere attività che un amministrativo farebbe molto meglio, la pretesa di trasformare studiosi e ricercatori in capi ufficio hanno reso stressante un lavoro bellissimo".
Lo storico ha anche spiegato perché ha deciso di insegnare all’Università del Piemonte Orientale a Vercelli: "Le grandi università offrono maggiori opportunità per chi voglia spendersi a livello organizzativo, curare progetti e cercare finanziamenti e agli studenti garantiscono un ventaglio di corsi maggiori. A me, però, interessa fare ricerca e insegnare". Per questo motivo ha scelto "un ateneo di medie dimensioni", che per lui ha rappresentato "la situazione ottimale: sfianca meno per la quantità di esami da fare e di tesi da seguire, e consente un rapporto più diretto con i ragazzi".
Barbero racconta l’università degli anni ’70
Alessandro Barbero, che è stato anche insignito delle chiavi della città di Firenze, durante un suo intervento ha ricordato l’università degli anni Settanta, facendo un paragone con la situazione attuale. "Oggi i nostri studenti quando entrano in una facoltà di Lettere si trovano un piano di studi già preconfezionato, con pochissime possibilità di scelta, di varianti", ha spiegato lo storico, aggiungendo che "in generale sono trattati come persone che non sanno ancora cosa vogliono e a cui quindi bisogna dire quali esami devono fare".
Quando ha fatto lui l’università, invece, non era così. "Sull’onda ancora del ’68, c’era stata già quella che si chiamava la liberalizzazione dei piani di studio". Per lui questo era un aspetto "fondamentale. Chi si iscriveva all’università alla mia epoca era trattato come un adulto a cui si diceva: ‘Va bene, nei prossimi 4 anni devi dare 20 esami. Questo è l’elenco di tutti i corsi che si tengono in questa facoltà: scegli quelli che ti piacciono'".
Non c’erano esami obbligatori: "Io non ho dato l’esame di latino, per dire", ha raccontato lo storico. Inoltre, si poteva fare due volte lo stesso esame con un programma diverso.
L’incontro di Barbero nel vecchio liceo
Nel 2019 Alessandro Barbero è tornato al suo vecchio liceo in occasione della "Notte nazionale del liceo classico". Al Cavour di Torino lo storico ha tenuto una lezione di fronte agli studenti presenti, parlando di Cesare e il Rubicone, di Carlo Magno ai tempi nostri e anche dei culti religiosi.
Alessandro Barbero ha risposto anche alle domande di studenti e studentesse intervenuti in questa speciale occasione. Scherzando con loro il divulgatore ha detto: "Vi spiace se io sto in piedi? Sono abituato a stare in piedi quando parlo e anche quando faccio lezione. E lei mi sta invitando a fare una lezione, in realtà. In un’oretta dovremmo cavarcela con la risposta", ha detto in riferimento a una domanda su Cesare.