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Alessandro Preziosi ANSA

Che scuola ha fatto Alessandro Preziosi, dal diploma alla laurea

Alessandro Preziosi è un celebre attore italiano, ma il suo sogno nel cassetto era un altro lavoro: cosa ha studiato prima di diventare famoso

Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

Alessandro Preziosi è uno degli attori più apprezzati del panorama italiano, protagonista di fiction di successo come "Elisa di Rivombrosa" e di numerosi spettacoli teatrali e film. Prima di conquistare il pubblico con il suo talento, però, ha seguito un percorso di studi molto diverso da quello che ci si potrebbe aspettare.

Che titolo di studio ha Alessandro Preziosi

Alessandro Preziosi è nato a Napoli il 19 aprile 1973 da una coppia di avvocati. Ha frequentato le scuole nella sua città natale, dove si è iscritto al Liceo Classico Umberto I di Napoli, conseguendo il diploma di Maturità.

In seguito si è iscritto all’università, laureandosi con 110 e lode nel 1998 in Giurisprudenza, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. La sua passione per la recitazione, l’ha portato a iscriversi all’Accademia dei Filodrammatici di Milano nello stesso anno, ottenendo il diploma. Lì si è fatto notare dal regista Antonio Calenda, che gli ha affidato il ruolo di Laerte nell’Amleto.

Prima di intraprendere definitivamente la carriera di attore, è stato anche assistente di Diritto tributario presso l’Università degli Studi di Salerno. Ma è con la televisione che la carriera da attore prende il volo: ha recitato nella celebre soap opera "Vivere" di Canale 5 e nella miniserie Tv "Una donna per amico 2" di Rossella Izzo. Ha continuato anche con il teatro, iniziando a collaborare con Tommaso Mattei, con il quale ha creato un sodalizio di produzione artistica che ha dato poi vita alla società Khora Teatro.

Si è fatto conoscere definitivamente dal grande pubblico con la sua interpretazione in "Elisa di Rivombrosa", grazie alla quale ha vinto il Telegatto come personaggio maschile dell’anno nel ruolo del conte Fabrizio Ristori.

Che studente era Alessandro Preziosi alle superiori

"La mia carriera scolastica al liceo è stata un vero disastro", ha raccontato l’attore in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera nel 2020, svelando che quasi ogni anno veniva rimandato in qualche materia e, di conseguenza, veniva severamente punito dai suoi genitori. "La punizione più dura: mentre ero costretto a fare le ripetizioni per sostenere poi l’esame a settembre, non potevo uscire di casa – ha spiegato Preziosi -. Ma io trasgredivo…". Scappava comunque per uscire con i suoi amici, soprattutto in estate, quando andavano al mare.

Il sogno nel cassetto di Preziosi: che lavoro avrebbe voluto fare

Sempre secondo quanto dichiarato dall’attore nell’intervista, Preziosi sognava di fare il giornalista. Non puntava a fare l’avvocato, nonostante abbia studiato Giurisprudenza all’università, uscendo con il massimo dei voti. "Discendo da una stirpe di avvocati, sin da bambino ho mangiato ‘pane e diritto’ – ha detto l’artista spiegando il motivo per cui ha scelto questo percorso di studi -. Dunque era inevitabile che i miei volessero che continuassi la stirpe: li ho accontentati, ho fatto il mio dovere e, stavolta, anche con ottimi risultati, prendendo 110 e lode".

In seguito ha scelto di trasferirsi a Milano per studiare recitazione, anche perché voleva uscire da casa: "Pur amandola molto, la famiglia mi stava stretta", ha commentato.

E come la presero i genitori tale scelta? Sua madre, avvocato, fu drastica: "Vuoi fare l’attore? Quella è la porta. Se oltrepassi la soglia, non torni più indietro", ha raccontato Preziosi, aggiungendo che però in seguito i suoi genitori sono stati i suoi promi spettatori. "Non solo sono stati spettatori assidui, pure commentatori delle mie performance: se nella recitazione qualcosa non li convinceva, me lo dicevano chiaro e tondo. Le loro osservazioni critiche mi sono sempre servite per migliorarmi e, a volte, mi chiedo: ma non è che ho intrapreso questo mestiere per dimostrare proprio ai miei che ero capace di fare altro, oltre all’uomo di legge?", ha concluso ironicamente l’attore.