Che scuola ha fatto Arisa e che titolo di studio ha
Arisa è tra le cantanti Big del Festival di Sanremo 2026: ecco che scuola ha fatto la cantante di Sincerità e qual è il suo titolo di studio
Arisa è una famosissima cantante italiana, che ha all’attivo molte partecipazioni al Festival di Sanremo. Nel corso della sua lunga carriera ha partecipato anche a diverse trasmissioni televisive a “tema musicale”, contribuendo in ogni occasione con la sua freschezza e la sua competenza. Che scuola ha fatto Arisa e che titolo di studio ha? Ecco tutto quello che dobbiamo sapere sul percorso scolastico della cantante e anche una bellissima frase dedicata allo studio che le ha lasciato in eredità il nonno.
Che titolo di studio ha Arisa
Arisa, pseudonimo di Rosalba Pippa, è nata a Genova il 20 agosto del 1982 ed è cresciuta a Pignola, città in provincia di Potenza dove i genitori sono originari. La cantante genovese, dopo le scuole medie, si è iscritta al Liceo pedagogico, presso il quale ha preso il diploma di Maturità.
Arisa si è appassionata alla musica fin dalla più giovanissima età. Ha partecipato al suo primo concorso canoro all’età di soli 4 anni: dopo il diploma ha fatto tantissimi lavori, prima di fare il suo esordio a Sanremo. Nel 2008 ha vinto SanremoLab e l’anno successivo si è presentata al 59° Festival della Canzone Italiana, vincendo nella categoria “Nuove Proposte” con la canzone “Sincerità“.
Da Big è salita sul palco dell’Ariston nel 2012 con “La Notte” e nel 2014 quando ha vinto con “Controvento“. Carlo Conti l’ha scelta per il cast di cantanti dell’edizine 2026 di Sanremo. È stata anche giudice delle edizioni quinta, sesta e decima di “X Factor” e ha lo stesso ruolo anche in “The Voice Kids” e “The Voice Senior”.
Cosa diceva il nonno ad Arisa sullo studio
A settembre del 2024 Arisa ha partecipato all’inaugurazione dell’anno scolastico a Cagliari, insieme al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. In quell’occasione ha dedicato alcune parole all’importanza dello studio, citando anche un insegnamento che gli ha lasciato in eredità suo nonno.
“Io quando andavo a scuola non ero così conscia della fortuna che avevo“, ha detto la cantante sul palco della manifestazione, di fronte al Capo dello Stato e tantissimi studenti e professori. Poi ha confessato: “In realtà se potessi adesso ci ritornerei, perché poi quando cresciamo non è facile che qualcuno voglia insegnarci qualcosa senza chiederci nulla in cambio”.
Arisa ha poi detto, concludendo il suo intervento: “Sapere veramente è luce. Mio nonno mi diceva sempre: ‘Studia che il sapere è luce‘. Effettivamente le persone che sanno sono molto luminose“.
Arisa e il bullismo a scuola
A ottobre del 2024 Arisa ha raccontato di essere stata vittima di bullismo. La cantante, che in quel periodo stava promuovendo il suo brano “Canta ancora”, il cui video è stato girato anche all’interno di una scuola (il Liceo Manzoni di Milano), ha raccontato questa brutta pagina della sua vita.
“È capitato anche a me, non scendo nei dettagli di una vicenda molto personale“, ha raccontato l’artista, come riportato da Open. “Ognuno reagisce a proprio modo, dipende dalla sensibilità. Non ci sono casi più o meno gravi, non c’è un margine entro cui è accettabile svilire una persona. Il rispetto deve entrare nella cultura quotidiana: purtroppo siamo ancora lontani dall’obiettivo. Mettiamocelo in testa, queste cose capitano e non sono rare”.
Arisa ha raccontato di aver scelto come set del videoclip proprio una scuola perché vuole “sfidare i bulli con una canzone“. “Canta ancora” fa parte della colonna sonora del film “Il ragazzo con i pantaloni rosa” di Margherita Ferri, che racconta la storia vera di Andrea Spezzacatena, che si è tolto la vita a Roma a soli 15 anni dopo aver subito atti di bullismo terribili. La scelta è ricaduta sul Manzoni perché ” un palazzo storico, evocativo: può parlare a tutti, ovunque”.
La canzone affronta proprio il tema del bullismo, ma visto con gli occhi della madre: “Quando ho letto la sceneggiatura del film è ciò che più mi ha colpito. Immaginarti madre, a come puoi stare quando sai che tuo figlio certi posti li deve frequentare, certe persone le deve incontrare. Io canto e penso a tutte le mamme che farebbero qualsiasi cosa per proteggere i figli, eppure in certi momenti sono impotenti di fronte all’odio e all’ignoranza. Quando noi stessi giudichiamo fermiamoci un attimo e riflettiamo: se lo facessero con me? Se lo facessero con mio figlio?”.
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