Che scuola ha fatto Aurora Quattrocchi, vincitrice del David 2026
Aurora Quattrocchi ha vinto il David di Donatello 2026 come miglior attrice protagonista: ecco un retroscena del passato dell'attrice palermitana
Aurora Quattrocchi ha vinto il David di Donatello 2026 come miglior attrice: l’attrice palermitana, alla prima candidatura da protagonista per questo importante riconoscimento cinematografico, ha portato a casa la preziosa statuetta. In più di 50 anni di carriera, tra teatro, cinema e tv, ha regalato al pubblico grandissime interpretazioni e personaggi che sono entrati nell’immaginario collettivo di tutti noi. Che scuola ha fatto Aurora Quattrocchi e che titolo di studio ha?
Che titolo di studio ha Aurora Quattrocchi
Aurora Quattrocchi è nata a Mattuglie in Istria il 18 marzo 1943, da genitori palermitani. La mamma era maestra, il padre un militare: ha anche una sorella minore, Erminia. Dopo la guerra la famiglia si è trasferita a Spoleto. Quando Aurora aveva solo 5 anni la mamma è venuta a mancare, lasciando orfane le figlie piccole. Nonni e zii di Palermo le hanno accolte in Sicilia. Solo a 12 anni ha scoperto che la madre era morta: a lei e alla sorella avevano raccontato, infatti, che era andata a insegnare in una città lontana.
Rori, come l’hanno sempre soprannominata, si è diplomata alle scuole magistrali e avrebbe voluto studiare psicologia a Roma. Si è iscritta all’università, ma ha lasciato presto gli studi per dedicarsi alla recitazione. Aurora Quattrocchi ha debuttato a teatro nel 1974 in "Attore con la o chiusa" di Scaldati, iniziando a collaborare con la grande scuola teatrale palermitana dell’epoca.
Ha calcato i palcoscenici teatrali più prestigiosi, ma è stata molto attiva anche sul grande e sul piccolo schermo. Ha esordito al cinema nel 1989 in "Mery per sempre" di Marco Risi, prendendo poi parte a capolavori come "Malèna" di Giuseppe Tornatore, "I cento passi" di Marco Tullio Giordana, "La stranezza" di Roberto Andò e "Nostalgia" di Mario Martone. Nel 2025 è la protagonista di "Gioia mia" di Margherita Spampinato.
L’abbiamo vista anche in tv nelle serie "Il giovane Montalbano", "La mafia uccide solo d’estate", "Doc – Nelle tue mani" con Luca Argentero, "Fratelli Caputo", "Vanina – Un vicequestore a Catania".
Aurora Quattrocchi e l’elogio della disconnessione in Gioia Mia
"Gioia mia" è il film del 2025 diretto da Margherita Spampinato che è valso ad Aurora Quattrocchi il David di Donatello 2026 come miglior attrice protagonista e alla regista il premio per la miglior esordiente alla regia. Al centro della storia ci sono un’anziana zia e suo nipote, un bambino che durante l’estate scopre cosa vuol dire disconnettersi dai dispositivi tecnologici.
Nico viene, infatti, mandato a trascorrere le vacanze estive dall’anziana zia siciliana: appena arrivato nella casa di quest’ultima scopre che non c’è il Wi-Fi. Come farà senza collegamento per il suo smartphone? Il ragazzino deve imparare a vivere in un nuovo "mondo" per nulla tecnologico e poco social e lontano da tutto ciò a cui è sempre stato abituato. Riscoprirà in questa occasione la bellezza dei rapporti interpersonali non mediati dalla tecnologia.
L’emozionante incontro di Aurora Quattrocchi con gli studenti
A febbraio 2026 Aurora Quattrocchi ha incontrato studenti e studentesse dell’IISS "Francesco Ferrara" di Palermo, in occasione della Settimana dello Studente. Le classi hanno potuto partecipare alla proiezione del film "Gioia Mia" e hanno potuto confrontarsi anche con l’attrice protagonista. "Ringraziamo il nostro vice preside, prof. La Mantia, per aver preso parte allo spettacolo e aver ringraziato l’attrice da parte di tutti noi", ha spiegato la scuola superiore in un post pubblicato su Instagram.
Ad aprile 2026, invece, l’attrice ha incontrato gli alunni delle classi III, IV e V della primaria e tutta la Secondaria dell’Istituto Comprensivo Colozza Bonfiglio di Palermo. Dopo aver visto !Gioia mia", "i ragazzi hanno avuto il privilegio di dialogare con la protagonista, l’immensa Aurora Quattrocchi", ha scritto la scuola su Facebook, aggiungendo poi: "Vedere i loro occhi brillare mentre ascoltavano le parole di un’icona del cinema è stato il regalo più bello: un ponte prezioso tra generazioni che si sono scoperte più vicine che mai. Perché il cinema a scuola non è solo svago, è imparare a sentire, a capire l’altro e a sognare in grande".