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Carlo Acutis IPA

Che scuola ha fatto Carlo Acutis, il primo santo millennial

Carlo Acutis è il primo santo millennial, definito "patrono di Internet": cosa ha studiato fin da bambino e che studente era a scuola e con i compagni

3 min di lettura

Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

A quasi vent’anni dalla scomparsa di Carlo Acutis, il 27 settembre 2026 il film "Il mio nome è Carlo" va in onda su Canale 5 in prima serata per ricordare la storia del "primo santo millennial", conosciuto come il "patrono di Internet". Dal 15 al 21 ottobre, inoltre, arriva nelle sale cinematografiche italiane il documentario "Carlo Acutis. Il giovane santo".

Presentato come "l’influencer di Dio", è stato un adolescente cresciuto a Milano, morto il 12 ottobre 2006 a soli 15 anni per una leucemia fulminante e nominato ufficialmente santo il 7 settembre 2025 da papa Leone XIV in piazza San Pietro, di fronte a 80mila fedeli presenti.

Dietro il santo, però, c’è anche la storia di un ragazzo cresciuto tra i banchi delle scuole milanesi, dove ha coltivato le sue passioni e stretto amicizie che i compagni e gli insegnanti ricordano ancora oggi.

Cosa ha studiato Carlo Acutis

Carlo Acutis è nato a Londra il 3 maggio 1991 dal padre Andrea, finanziere presso una banca d’affari, e dalla madre Antonia Salzano, scrittrice.

Tornato in Italia a causa della professione del padre, ha frequentato le scuole elementari e medie presso le suore Marcelline e il liceo Classico presso l’Istituto gesuita Leone XIII di Milano, una rinomata scuola cattolica paritaria gestita dai Gesuiti.

Fin da piccolo ha mostrato una grande fede cattolica: ha ricevuto la prima comunione a soli 7 anni, frequentava regolarmente le attività della parrocchia presso la chiesa di Santa Maria Segreta di Milano (dove ora è conservata una reliquia) e nel 2003 ha ricevuto la Cresima. Devoto in particolare all’Eucaristia e alla Madonna, partecipava quotidianamente alla messa e recitava ogni giorno il rosario.

Carlo Acutis era anche appassionato di informatica, e in particolare di programmazione e web design, che ha saputo unire alla sua forte fede cattolica realizzando siti Internet riguardanti, appunto, la fede. Uno di questi, per esempio, catalogava i miracoli eucaristici.

Dopo la sua morte, avvenuta il 12 ottobre 2006, è stato dapprima dichiarato servo di Dio dalla Chiesa cattolica, e in seguito sono stati riconosciuti dei miracoli a lui collegati. Proclamato beato sotto il pontificato di papa Francesco, è diventato santo il 7 settembre 2025 con papa Leone XIV. Dal 2019, i resti di San Carlo Acutis sono conservati nella Chiesa di Santa Maria Maggiore di Assisi (nota anche come Santuario della Spogliazione), meta di pellegrinaggio internazionale.

Che studente era Carlo Acutis

A ricordare come fosse Carlo Acutis negli anni di scuola è stata la Fondazione Gesuiti Educazione, che sul suo sito web ha dedicato una pagina al "primo santo millennial". Carlo era uno studente molto diligente, rispettoso e vivace. Le Suore Marcelline lo ricordano come un ragazzino speciale, che amava la compagnia ed era sempre circondato dai suoi compagni.

Conosceva profondamente ogni aspetto della fede e viene ricordato che spesso, quando durante l’ora di religione l’insegnante non si ricordava alcune letture del Vangelo, chiedeva aiuto a lui.

Come ha testimoniato anche Padre Roberto Gazzaniga, animatore spirituale dei licei dell’Istituto gesuita Leone XIII di Milano, Carlo si trovava bene a scuola: andava d’accordo con compagni di classe (che supportava se si trovavano in difficoltà), professori e personale non docente, aiutato dal suo stile spontaneo.

Aveva anche aderito a un gruppo extra scolastico denominato "Comunità di Vita Cristiana" (CVX), unico della sua classe, e partecipava sempre con grande disponibilità alle iniziative di volontariato della scuola.