Che scuola ha fatto Dolcenera e che titolo di studio ha
Dolcenera ha una lunga carriera come cantautrice e polistrumentista, ma pochi sanno cosa ha studiato per diventare un'artista: che scuola ha fatto
Dolcenera, famosa cantautrice e polistrumentista italiana, è tra gli artisti in gara al San Marino Song Contest, il trampolino di lancio per la partecipazione all’Eurovision 2026. La sua carriera l’ha infatti portata sui più importanti palcoscenici, tra cui quello del Festival di Sanremo. Ma qual è stato il suo percorso verso il successo? Pochi lo sanno, ma è stata anche una studentessa universitaria, iscritta a una facoltà molto diversa da ciò che ci si potrebbe aspettare da un’artista musicale.
- Che titolo di studio ha Dolcenera Emanuela Trane
- Come l’università ha cambiato Dolcenera
- Perché ha deciso di chiamarsi Dolcenera
Che titolo di studio ha Dolcenera Emanuela Trane
Dolcenera, pseudonimo di Emanuela Trane, è nata a Galatina il 16 maggio 1977 da una famiglia originaria di Scorrano (in provincia di Lecce). Qui è cresciuta, trascorrendo la sua infanzia e l’adolescenza insieme ai genitori Gino e Mimma e al fratello minore Marco.
L’amore per la musica nasce fin da giovanissima: a soli sei anni ha iniziato a studiare pianoforte e dall’età di 10 anni ha aggiunto lo studio del clarinetto e del canto. Le sue prime canzoni risalgono a quando aveva 14 anni. Ha iniziato a esibirsi dal vivo poco tempo dopo insieme alla sua prima band ed è entrata anche in un quartetto jazz.
La sua prima partecipazione al Festival di Sanremo risale al 2003, quando ha vinto nella categoria Giovani con il brano "Siamo tutti là fuori", un’esperienza che l’ha aiutata a farsi conoscere al grande pubblico e a dare un’ulteriore spinta alla sua carriera musicale.
Per le scuole superiori Dolcenera si è iscritta al liceo Classico, dove ha conseguito il diploma di Maturità. Una volta diplomata, ha deciso di iscriversi alla facoltà di Ingegneria Meccanica dell’Università degli Studi di Firenze, lasciando quindi per la prima volta il suo paese natale per trasferirsi in città.
Proprio nel capoluogo toscano ha incontrato il chitarrista Francesco Sighieri, con il quale ha avviato una duratura collaborazione e ha fondato i "Codici zero".
Nel 2000 ha firmato il suo primo contratto discografico e in quel momento ha deciso di concentrarsi pienamente sulla carriera musicale, abbandonando gli studi universitari di Ingegneria a soli tre esami dalla laurea.
Come l’università ha cambiato Dolcenera
Dolcenera si è sempre definita una persona precisa, tanto che aveva deciso di studiare Ingegneria Meccanica. Ma allo stesso tempo ha ammesso anche di essersi sentita insicura: "Ho sempre il timore che quello che faccio non arrivi al pubblico nella sua interezza", aveva raccontato in un’intervista a Grazia, dove aveva anche svelato che quando era più giovane era molto timida e che a darle una mano a sbloccarsi è stata proprio l’università. "Sino all’età di 23 anni ero quasi muta – ha aggiunto -. Prima di tirarmi fuori una parola di bocca bisognava dimostrarmi amicizia. Poi sono andata a Firenze e l’università mi ha cambiata".
Perché ha deciso di chiamarsi Dolcenera
Dolcenera è lo pseudonimo scelto all’inizio della sua carriera, quando nel 2000 ha conosciuto il produttore Lucio Fabbri ottenendo il suo primo contratto discografico.
Ma perché ha scelto proprio questo nome? Si tratta del titolo di una canzone di Fabrizio De André contenuta nell’album "Anime salve" e la cantante si è ispirata proprio a questo brano, che in quel periodo della sua vita l’aveva affascinata. In un’intervista rilasciata nel 2006 alla scrittrice e giornalista Fernanda Pivano, Dolcenera ne ha spiegato i motivi: "Credo di avere un forte senso di responsabilità e di essere razionale, ma anche molto istintiva. ‘Dolcenera’ riesce a rispecchiare bene questo dualismo caratteriale e musicale. Quando ho ascoltato l’album Anime salve, sono rimasta folgorata dalla canzone Dolcenera. Non avevo la pretesa di avvicinarmi al mondo, alla poesia irraggiungibile di Fabrizio De André, ma usando questo nome volevo rendere un piccolo omaggio a un grande poeta", ha concluso l’artista.