Salta al contenuto
Dominik Paris ANSA

Che scuola ha fatto Dominik Paris, in gara a Milano Cortina 2026

Dominik Paris è tra gli atleti in gara alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, ma che scuola ha fatto (e come andava) prima di diventare un campione?

Francesca Pasini

Francesca Pasini

SEO CONTENT WRITER

Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

Campione del mondo nel supergigante a Åre 2019 e vincitore di una Coppa del Mondo nella stessa specialità, Dominik Paris è uno sciatore alpino italiano specialista delle gare veloci. Il suo esordio risale al febbraio 2007 nella Coppa Europa e il 19 dicembre 2008 nella Coppa del Mondo, mentre nel 2026 è tra i campioni in gara alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina.

Ma prima dei successi, la sua vita è stata caratterizzata da alcune difficoltà, soprattutto con la scuola durante il periodo adolescenziale.

Cosa ha studiato Dominik Paris

Dominik Paris è nato a Merano il 14 aprile 1989 ed è cresciuto nella rurale Val d’Ultimo. Ha indossato gli sci per la prima volta a soli 3 anni, con il padre Albert che è maestro di tale disciplina. Lo sport lo ha sempre appassionato, come la sua amata montagna: “Ero sempre all’aria aperta, non mi piaceva stare in casa – ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera -. Ho giocato a calcio, ho fatto molti altri sport ma poi è arrivato lo sci che mi ha catturato”.

Ma cosa ha studiato da adolescente? Sappiamo che alle superiori si è iscritto a una scuola sportiva, ovvero uno di quegli istituti che permettono ai giovani atleti di conciliare lo studio con lo sport: un team di allenatori affiancano gli insegnanti e i programmi scolastici, che vengono modellati sugli impegni agonistici dei ragazzi. Si tratta di scuole che hanno già sfornato campioni e stelle degli sport sulla neve, come Aaron Kostner, Dorothea Wierer e Luca de Aliprandi.

Le difficoltà a scuola di Dominik Paris

La carriera scolastica di Dominik Paris, però, ha subito una battuta d’arresto all’età di 16 anni: “Non andavo male, poi però mi sono perso“, ha raccontato l’atleta. “Non ero fatto per restare seduto a imparare, a me piaceva muovere il corpo e lavorare. Ma ero bravo in matematica: essendo logica, l’ho sempre sentita come una materia facile. In compenso quando c’era da leggere e da studiare, ecco che cascava l’asino…”, ha aggiunto Dominik.

Infatti, a causa di “problemi con il preside” che si sono aggiunti al suo poco interesse per lo studio, lo sciatore alpino ha abbandonato la scuola, entrando in un periodo complicato della sua vita: “Ero giovane e pazzo e volevo solo uscire con i miei amici e fare festa – ha raccontato l’atleta in un’intervista alla CNN -. Non mi allenavo, non facevo niente. Volevo solo gareggiare o fare festa, tutto qui, ma non andava bene”.

La decisione drastica che l’ha “salvato”

Un periodo di sregolatezza dal quale però è riuscito a salvarsi: “Ammetto che non era giusto, ma il problema era che non riuscivo proprio a dire di no ai miei amici, così un giorno ho deciso ‘basta’. Ho pensato che se i miei amici non ci fossero stati, non avrei dovuto dire di no”, ha spiegato alla CNN. Partendo da questo presupposto, ha così preso una decisione drastica: a 18 anni è uscito di casa e ha intrapreso un’esperienza di 100 giorni in malga sulle Alpi svizzere.

Ha raccontato di essersi “messo in punizione” da solo, perché era diventato un “lazzarone” e non stava ottenendo risultati nello sport. Ad appoggiarlo in questa scelta anche il padre, che aggiunse: “Se non continui con lo sci, ti trovi un lavoro; magari proprio quello dell’allevatore di bestiame”.

Com’era la sua vita in malga? “Sveglia alle 3:30, c’erano 120 mucche da accudire. Verso le 15:00 cominciavo la raccolta per la mungitura. Conoscevo già quella vita, a 11 e 13 anni avevo trascorso due estati lassù. Lavoro pesante, anche se mungere non lo è”, ha raccontato al Corriere.

Quei 100 giorni mi hanno salvato, mi hanno formato”, ha dichiarato l’atleta, che da quel momento ha deciso di diventare un professionista, imparando a essere regolare e a tornare fisicamente in ordine dimenticando quella “vita sregolata” che stava conducendo.

Resta sempre aggiornato: iscriviti al nostro canale WhatsApp!