Che scuola ha fatto Fabio Capello: un ricordo lo fa commuovere
Capello è stato un giocatore di calcio e un allenatore che ha collezionato molte vittorie: ecco un ricordo della scuola che lo ha fatto commuovere
Fabio Capello è uno dei più grandi allenatori italiani. Ex calciatore, nel corso della sua lunghissima carriera è stato il mister di tantissime squadre di calcio di prestigio e di numerosi giocatori che hanno fatto la storia del calcio mondiale. In un’intervista, ricordando sia i tempi della scuola sia il momento di prendere il diploma, si è lasciato andare alla commozione, in particolare per un aneddoto che riguarda il padre. Che scuola ha fatto Fabio Capello e che titolo di studio ha?
Che titolo di studio ha Fabio Capello
Fabio Capello è nato a San Canzian d’Isonzo, in provincia di Gorizia, in Friuli-Venezia Giulia, il 18 giugno 1946. Ha iniziato a giocare a calcio nel settore giovanile della SPAL, esordendo nella massima serie nella stagione 1963-1964. Ha continuato con le maglie di Roma, Juve e Milan, vincendo tre scudetti con i bianconeri e uno con i rossoneri, e due Coppe Italia, una con la Roma e una con il Milan.
È stato anche giocatore della Nazionale Italiana: suo il gol che ha fatto vincere gli azzurri contro l’Inghilterra per la prima volta a Wembley, nel 1973. In seguito è diventato allenatore, sedendo sulla panchina di Milan, Real Madrid, Roma, Jiangsu Zuqiu Julebu e delle nazionali Inglese e russa.
Fabio Capello ha conseguito il diploma di scuola superiore, studiando mentre già stava ponendo le basi per la sua carriera da calciatore professionista: da adolescente si è trasferito a Ferrara per iniziare a giocare con la SPAL.
Nel 2012 ha ottenuto un diploma ad honorem del Master SBS (Strategie per il Business dello Sport), diventato l’anno successivo Master Universitario di I livello della Challenge School di Ca’ Foscari. Come riportato da TrevisoToday, il mister era fiero di questo premio: "È un riconoscimento che mi da grande orgoglio e soddisfazione ai ragazzi che da oggi si apprestano ad entrare nel mondo del lavoro dico di non arrendersi alle prime difficoltà, il talento va coltivato con sacrificio e dedizione, ogni giorno e, cosa più importante, è necessario capire qual è l’identità della squadra in cui si gioca, l’azienda, e il campo di gioco, ovvero il mercato".
Capello si è commosso ricordando il padre e il diploma
A pochi giorni dal suo 80esimo compleanno, il Corriere della Sera ha intervistato Fabio Capello, che si è lasciato andare a ricordi che riguardano anche la sua formazione scolastica. L’ex calciatore e allenatore si è commosso ricordando in particolare un aneddoto che riguarda suo padre.
Guerrino Capello era nato nel 1915 ed era figlio di Eduardo e Mary, che dopo la sua nascita avevano deciso di tornare in Italia dall’Ungheria, dove vivevano all’epoca. Il padre di Fabio Capello ha vissuto sulla sua pelle l’orrore della seconda guerra mondiale: venne deportato in sei lager.
L’ex calciatore al quotidiano ha svelato che a un certo punto, mentre si trovava già a Ferrara e giocava con la SPAL, voleva smettere di studiare: "Mio padre lo intuì. Prese il treno. Me lo ritrovai di fronte all’improvviso, pensai: chissà cos’ho combinato… Mi portò a pranzo, parlammo di tutt’altro. Al momento di salutarci, mi abbracciò stretto e mi disse soltanto ‘Provaci’".
Ricordando il padre e questo momento vissuto insieme Fabio Capello si è commosso durante l’intervista.
Il triste ricordo di scuola di Fabio Capello
Nell’intervista Fabio Capello ha svelato di essere "bisiacco. È una piccola parte del Friuli, in provincia di Gorizia, fra l’Isonzo e il Timavo, il fiume che esce dal Carso". I titini, i partigiani comunisti e i soldati dell’esercito di liberazione jugoslawi guidati dal maresciallo Josip Broz Tito durante la Seconda Guerra Mondiale, erano arrivati fino alla sua città e lui ha conosciuto famiglie che hanno sofferto molto.
"Ho avuto compagni di scuola a cui il papà è stato portato via e infoibato", ha svelato Fabio Capello, ricordando un triste capitolo della storia italiana come quello delle Foibe: "A mia moglie, quando ci siamo sposati, raccontavo delle foibe, e lei non capiva. Fino al 1994 non ne parlava nessuno". Si trattava di "storie che noi sapevamo, storie di confine", che solamente negli anni Novanta sono ritornate alla ribalta nel dibattito pubblico nazionale.
Fabio Capello e la sua passione per l’arte
Forse non tutti sanno che Fabio Capello ha una profonda passione per l’arte, ereditata sempre dal padre: "Papà mi portava in giro, mi faceva vedere la storia". L’ex calciatore ha svelato che con la sorella e il papà spesso è andato alla Biennale, dove hanno scoperto "cose molto forti, difficili da capire. Come le opere di Alberto Burri".
Fabio Capello ha conosciuto l’artista, "era un grande tifoso del Perugia. Ho una sua cartolina che mi mandò dalla Costa Azzurra: in Francia gli avevano dedicato un francobollo. In Italia no: non era dalla parte giusta".