Che scuola ha fatto Gabriele Muccino e che titolo di studio ha
Gabriele Muccino è un regista italiano, apprezzato anche negli States: qual è stato il suo percorso scolastico che lo ha portato anche a insegnare
Gabriele Muccino è uno dei registi italiani più amati, in patria e all’estero. Nel corso della sua carriera ci ha regalato film che sono diventati iconici e che hanno raccontato storie immortali. Da "L’ultimo bacio" a "Le cose non dette", passando anche per pellicole che hanno ripercorso momenti importanti della vita dell’artista, sono numerosi i lungometraggi che ormai fanno parte della storia del cinema italiano. Che scuola ha fatto Gabriele Muccino e che titolo di studio ha?
Che titolo di studio ha Gabriele Muccino
Gabriele Muccino è nato a Roma il 20 maggio 1967: il padre è Luigi Muccino, dirigente Rai, la madre è Antonella Cappuccio, costumista e pittrice. Una famiglia dedita all’arte, visto che anche gli altri figli della coppia lavorano nel mondo dello spettacolo: Silvio Muccino è attore e regista, mentre Laura Muccino è casting director.
Dopo le scuole medie, si è iscritto al Liceo classico "Mamiani" della capitale, dove ha conseguito il diploma di Maturità. In seguito ha anche iniziato gli studi universitari, presso la facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Roma "La Sapienza", decidendo di abbandonare questa strada per dedicarsi al cinema. Ha iniziato come assistente volontario presso il Centro sperimentale di cinematografia di Cinecittà, nel corso di regia, abbandonando dopo solo un anno.
Ha iniziato poi a lavorare a mini docu-fiction per il programma "Ultimo minuto" di Rai 3. Dopo il cortometraggio "Io e Giulia" con Gabriele Corsi e Stefania Rocca, viene chiamato per dirigere il suo primo film, "Ecco fatto". Il successo, però, è arrivato con "Come te nessuno mai", del 1999: si tratta di un film che racconta la vita di alcuni adolescenti in un liceo romano. Nel 2001 arriva nelle sale il suo capolavoro "L’ultimo bacio" e nel 2003 "Ricordati di me", che ottiene ugualmente un grande successo.
Gabriele Muccino è stato scelto da Will Smith per due film famosissimi: "La ricerca della felicità" del 2006 e "Sette anime" del 2008. Il regista ha diretto "Baciami ancora", sequel de "L’ultimo bacio", "Quello che so sull’amore", "Padri e figli", "L’estate addosso", "A casa tutti bene" (dal quale nel 2021 è stata realizzata una serie), "Gli anni più belli", "Fino alla fine", "Le cose non dette" con Stefano Accorsi, Miriam Leone, Carolina Crescentini, Claudio Santamaria.
Il film di Muccino ispirato all’estate della sua Maturità
Il film del 2016 di Gabriele Muccino "L’estate addosso" ha riportato indietro il regista ai tempi della Maturità. "Tutto è nato dalla voglia di fare un film leggero, con la struttura di un romanzo di formazione". Il racconto parte da una storia che conosceva bene, la sua estate della maturità nel 1991 e di un viaggio negli Usa, ha svelato al Corriere della Sera.
"Da quando faccio il regista ho sempre voluto narrare quella vacanza, in un’età che ancora non conosce tormenti, o meglio, trasforma le piccole cose in tormenti, senza mezze misure", ha raccontato Muccino. "Non più di quanto lo siano gli altri, ma ha radici più lontane. Prende spunto da qualcosa di mio ma è universale: le spinte emotive dell’ingresso nell’età adulta non cambiano. I tormenti di tutti i giovani Werther sono gli stessi".
I protagonisti sono quattro ragazzi: Marco partito per San Francisco, ospite di Matt e Paul, che incontra Maria, la secchiona della sua classe. "Ne nasceranno amicizie e amori complicati. La paura di non essere capiti. I due ragazzi americani sono una coppia, si portano dietro le difficoltà di essere cresciuti a New Orleans, nella Louisiana profonda e omofobica".
Dove insegna Gabriele Muccino
Gabriele Muccino è anche un insegnante di recitazione cinematografica e regia, presso la Studio Cinema International, un’accademia di formazione che ha sede a Roma, Verona e Trieste. In un’intervista a VeronaSera del 2018, Gabriele Muccino ha spiegato cosa vuol dire per lui insegnare: "Nel mio caso significa raccontare quello che ho vissuto e provare a riassumere, in un tempo limitato, le esperienze e le conoscenze che ho appreso nel corso di anni di attività".
Durante le sue lezioni parla "del lavoro di regista, che significa anche avere la capacità di gestire molte persone, in modo onesto e lineare". Per lui questa esperienza è stata anche "catartica dal punto di vista personale", essendosi approcciato all’insegnamento per la prima volta con i corsi di questa accademia.