Che scuola ha fatto J-Ax e perché una prof gli ha salvato la vita
J-Ax, pseudonimo di Alessandro Aleotti, è un rapper italiano: che scuola ha fatto il cantante e il racconto di quando una prof gli ha salvato la vita
J-Ax, pseudonimo di Alessandro Aleotti, è un rapper e cantautore milanese, diventato famoso tra gli anni Novanta e la prima metà degli anni duemila con gli Articolo 31. In seguito ha condotto una carriera di successo anche da solista. Che scuola ha fatto J-Ax? Il cantante su Facebook ha raccontato un aneddoto particolare della sua vita da studente, di quando una volta una prof gli ha salvato la vita.
Che titolo di studio ha J-Ax
Alessandro Aleotti, in arte J-Ax (pseudonimo nato dall’abbreviazione di Joker, il suo cattivo preferito, e Alex, il diminutivo del suo nome), è nato a Milano il 5 agosto del 1972- Ha iniziato a scrivere canzoni e a fare freestyle fin da giovanissimo.
La sua adolescenza non è stata facile. Durante le scuole medie (l’Istituto Enrico Fermi di Sesto Ulteriano) è stato vittima di bullismo: i compagni di scuola lo picchiavano e per lui la scuola è stata un incubo all’epoca, come ha raccontato in diverse interviste.
In seguito, dopo la licenza media, ha iniziato a frequentare l’Istituto Tecnico Industriale Molinari di Milano, dove ha trovato tantissimi amici e dove si è diplomato.
J-Ax: il ricordo della prof che gli ha salvato la vita
Su Facebook nel 2018 J-Ax, in occasione di una lezione svolta proprio nelle aule della scuola superiore che aveva frequentato da ragazzo, per il reality show “Il Supplente” di Rai 2, ha raccontato un aneddoto che riguardava proprio la sua esperienza scolastica.
“La mia vita è stata salvata da una professoressa“, così ha iniziato il suo racconto il rapper milanese: “Ci faceva sdraiare sui banchi mentre faceva lezione. Ci aveva anche unito come classe. Era come L’attimo fuggente. Per questo motivo studiare italiano piaceva a tutti nella mia classe. Piaceva pure a me”.
J-A ha raccontato che grazie a lei ha imparato “cosa significa andare contro lo status quo, contro il sistema. Ho imparato cosa vuol dire pensare con la propria testa. Mi ha insegnato il piacere della letteratura, la bellezza di passare pomeriggi con un classico dentro cui perdersi. Grazie a lei sapevamo l’italiano meglio di molti ragazzi dei licei classici”. Ha ammesso di aver “anche imparato molto dell’hip hop. Non direttamente da lei, ma perché era così libera da pregiudizi mentali di alcun tipo che in una gita a Parigi, in quinta, mi lasciò libero di esplorare la città da solo”.
J-Ax ha poi detto: “A volte non ti accorgi dell’importanza che hanno persone del genere nella tua vita, lei, un’insegnante di italiano di un istituto tecnico di Milano qualsiasi è stata speciale. Tutti gli insegnanti lo sono, in negativo o positivo, ma se sei fortunato puoi incontrare quello che ti cambia la vita”. E così è stato per lui, per questo il cantante ha invitato tutti a “rispettare tutti i professori e gli insegnanti. Sono letteralmente le persone più importanti (all’infuori della nostra famiglia) che incontreremo nella nostra vita”.
L’incontro di J-Ax con gli studenti di un liceo occupato
Nel 2022 J-Ax è stato anche protagonista di un incontro con gli studenti di un liceo occupato (l’Istituto Regina Margherita di Torino), in protesta per l’alternanza scuola-lavoro e l’esame di maturità.
Come riportato da TgCom24, il cantante ha accettato di incontrare i ragazzi “in solidarietà alle mobilitazioni studentesche di queste settimane. Grazie a voi e alle vostre lotte ho la speranza per un futuro migliore per le prossime generazioni”. Il rapper ha poi aggiunto: “Quello per cui state manifestando è un diritto sacrosanto, quanto accaduto è incredibile”.
J-Ax ha anche spiegato che le occupazioni non sono sempre contro i professori: “In realtà nel 90% dei casi questo sistema scuola malato fa altre vittime, oltre agli studenti, ovvero i professori, che riescono a essere comunque grandi. Io per esempio ho fatto l’Itis e ricordo la mia prof di Italiano litigare con la preside, che voleva portarci in gita in una fabbrica, mentre lei ci ha portato a Parigi”.
Infine, rivolgendosi ai ragazzi ha aggiunto: “Invidio la vostra capacità di capire la realtà. Ho un figlio piccolo e sono qui per ringraziarvi, perché grazie a voi e alle vostre lotte che ho la speranza per un futuro migliore per le prossime generazioni. Punto anche a scrivere canzoni sulle mobilitazioni e sulle rivoluzioni”.
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