Salta al contenuto
La cantante Jo Squillo Ansa

Che scuola ha fatto Jo Squillo e che titolo di studio ha

Jo Squillo è una famosa cantante italiana, concorrente di Pechino Express 2026 con la figlia elettiva Michelle Masullo: che scuola ha fatto l'artista

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Jo Squillo è una famosa cantante italiana, che ha rivoluzionato il panorama musicale italiano con canzoni che sono diventate iconiche. Nell’edizione 2026 di "Pechino Express" è stata scelta come concorrente: lei fa parte della coppia delle "DJ", insieme alla figlia "elettiva" Michelle Masullo. Che scuola ha fatto Jo Squillo e che titolo di studio ha l’artista che spesso ha raccontato i tempi della scuola, quando ha iniziato ad appassionarsi di musica, debuttando ancora minorenne?

Che titolo di studio ha Jo Squillo

Jo Squillo, pseudonimo di Giovanna Maria Coletti, è nata a Milano il 22 giugno 1962: il padre era un dirigente d’azienda, la mamma una rappresentate di filati. Dopo le scuole medie, Jo Squillo si è iscritta al Liceo artistico: in un’intervista a La Stampa ha raccontato che era dislessica. Fino alle scuole superiori aveva sempre studiato con la sorella gemella, Paola, ma dopo la licenza media le loro strade si sono separate. Con lei è nata la passione per la musica: la sorella suonava e Giovanna cantava.

Ha fatto il suo esordio nel mondo della musica quando non era ancora maggiorenne, come artista punk rock, con il gruppo Kandeggina Gang (gruppo che si era formato nel centro sociale-scuola di musica Santa Marta di Milano). La sua strada ha cambiato direzione verso il pop e la cantante è diventata iconica con un brano ancora famosissimo oggi, "Siamo donne", presentato al Festival di Sanremo del 1991 insieme a Sabrina Salerno.

In seguito ha condotto anche molte trasmissioni in televisione, dedicate soprattutto al mondo della moda. Fin dall’inizio della sua carriera ha fatto dell’attivismo il suo biglietto da visita, soprattutto per quello che riguarda femminismo ed ecologismo. Nel 2026 è stata scelta per partecipare come concorrente a "Pechino Express", programma condotto da Costantino della Gherardesca, dove farà coppia con la figlia elettiva: non è sua figlia biologica e non l’ha adottata, ma il loro legame, nato dall’affinità, è così forte che si considerano proprio madre e figlia. La cantante l’ha accolta in casa sua e l’ha aiutata in un momento non facile.

Il nome d’arte di Jo Squillo è un omaggio a Piccole Donne

Jo Squillo, intervista da Io Donna nel 2023, ha svelato perché ha scelto questo nome d’arte molto particolare. "Jo perché si attaglia alle donne forti e ribelli, gioiose ed ‘elettriche’, come la Jo March di Piccole donne; ‘Squillo’ perché ha in sé una provocazione, ma allude anche al telefono: siamo la generazione del duplex, a noi ragazze piaceva stare a parlare e c’era sempre qualcun altro in casa che lo rivendicava… Rappresentavamo la musica nociva al perbenismo – stiamo parlando di fine anni Settanta; ‘nociva’ per le mamme e i papà. Punk, mai banale, mai omologata".

La cantante ha ricordato un suo grande maestro, Demetrio Stratos, frontman degli Area: "Mi ha insegnato a non usare la voce nel modo tradizionale e stereotipato. Abbiamo portato il rock verso una sperimentazione e anche verso un’attitudine sociale". La sua band si chiamava "Kandeggina" perché volevano smacchiare "il grigiore di quegli anni, gli anni di piombo".

Sono state tra le prime band femminili in Italia: "Mi chiamò Fellini per La città delle donne, ma ero in Germania per un evento importante, Rock Against Racism (c’erano grandi nomi, compreso Bob Geldof), e ho dato il contatto di un altro gruppo. La sorellanza iniziava già da lì…".

Jo Squillo e l’occupazione del liceo a Brera

Nell’intervista al quotidiano torinese, Jo Squillo ha ricordato i tempi delle scuole superiori: "Occupavo il mio liceo artistico a Brera, una volta sono salita sulla cattedra a urlare slogan, era il ’77, il periodo degli indiani metropolitani, la parte più gioiosa del movimento, per cui la festa era una forma di protesta".

La cantante ha raccontato che lei e sua sorella si sentivano "sempre un po’ sbagliate". I suoi genitori, invece, "erano geniali, mi impartivano un’educazione per bene, dandomi degli strumenti. Mia mamma era rappresentante di filati, mio padre un dirigente d’azienda che però mi faceva ascoltare da Giorgio Gaber ai Rolling Stones. All’inizio si sono vergognati perché mi chiamavo Jo Squillo, per quei tempi era una cosa un po’ pesante".