Che scuola ha fatto Lino Banfi, il celebre "nonno d'Italia"
Lino Banfi è il "nonno d'Italia" che ha recitato in tantissimi film e serie Tv: cosa ha studiato prima di diventare celebre nel mondo dello spettacolo
È uno degli attori comici più popolari del cinema e della televisione italiana, il "nonno d’Italia" che ha interpretato più di cento film nel corso della sua lunga carriera: Lino Banfi, il cui nome d’arte è stato suggerito da Totò, è attore, comico, sceneggiatore e cabarettista italiano, ma prima di conquistare il grande e il piccolo schermo aveva intrapreso un percorso completamente diverso. Ecco qual è il luogo particolare in cui ha studiato.
Che titolo di studio ha Lino Banfi
Lino Banfi, pseudonimo di Pasquale Zagaria, è nato ad Andria (in Puglia) il 9 luglio 1936 dal padre Riccardo Zagaria e dalla madre Nunzia Colia, ma venne iscritto all’anagrafe soltanto l’11 luglio.
A tre anni si è trasferito con la sua famiglia nella vicina Canosa di Puglia, dove rimase fino alla maggiore età. Lì ha frequentato le scuole elementari e all’età di circa 9 anni, per volontà della famiglia molto cattolica, è entrato nel Seminario di Andria, dove ha studiato per circa cinque anni con l’idea di diventare sacerdote. Ma con il passare degli anni si è reso conto che non era quella la sua strada e ha abbandonato il progetto, sognando invece di avviare una carriera nel mondo dello spettacolo e della comicità.
Dopo il seminario non ha proseguito con le scuole superiori per cercare fortuna seguendo la sua vocazione artistica. Dopo un periodo di difficoltà a inserirsi, ha iniziato nel teatro di varietà con la compagnia di Arturo Vetrani, periodo in cui nasce il suo primo pseudonimo, Lino Zaga. La svolta è poi arrivata quando è stato notato dal produttore D. De Laurentiis che lo volle sul grande schermo a metà degli Anni Sessanta.
A partire dagli Anni Ottanta, già attore affermato, ha raggiunto un grande successo con la serie "Un medico in famiglia" (1998-2016) nel quale ha interpretato l’ormai celebre nonno Libero (diventando il "nonno d’Italia") e poi con altre produzioni famose in cui ha recitato, come "L’allenatore nel pallone 2" (2008), "Buona giornata" (2012) e "Quo vado?" (2016), con Checco Zalone.
Perché Banfi ha frequentato (e poi abbandonato) il seminario
L’esperienza di Lino Banfi al seminario di Andria è stata determinante nella sua formazione, anche se non lo ha portato alla vita religiosa. Come ha raccontato lui stesso in diverse interviste, la scelta non nacque da una vera vocazione, ma dal desiderio di continuare a studiare in un’epoca in cui, per molte famiglie del Sud Italia, le possibilità economiche erano limitate e il seminario rappresentava una delle poche strade percorribili.
A raccontarlo è stato lo stesso attore in un’intervista rilasciata nel 2024 ad Avvenire: "In famiglia ero l’unico dei figli a cui piaceva studiare e allora le possibilità di andare a scuola, parliamo di oltre 80 anni fa, non erano molte. Entrare in seminario era una delle modalità per poter studiare. E nell’immaginario di quell’epoca avere un figlio sacerdote era un elemento di grande onore per la famiglia. L’alternativa era studiare legge per diventare avvocato e poi magari intraprendere la professione di notaio".
Dopo circa cinque anni trascorsi in seminario, Banfi ha compreso però che la sua vera vocazione era un’altra. Il suo carattere vivace, la passione per il teatro e la capacità di far ridere gli altri lo spinsero ad abbandonare quel percorso per inseguire il sogno dello spettacolo. "Organizzavamo scherzi feroci, spiavamo le suore – raccontava sempre nel 2023 al Corriere della Sera -. Mi mettevano in ginocchio sui ceci, invano. Nelle recite sacre mi facevano fare Giuda, ma riuscivo comunque a far ridere. Fu chiamato il vescovo, monsignor Di Donna e temevo un anatema terribile. Invece mi sorrise: ‘Figliuolo, la tua vocazione non è il sacerdozio, è divertire la gente'", ha concluso Banfi.